Carlo Fusaro

carlo.fusaro@unifi.it

Attività didattica

ESAMI E VERIFICHE

Intanto un po’ di terminologia:

 

a)     chiamo verifica una qualsiasi modalità di controllo del profitto (= di ciò che uno ha imparato e ricorda), a fine modulo; tutti i nostri corsi di insegnamento sono ripartiti in 1 (uno), 2 (due) o 3 (tre) moduli.

b)     Naturalmente se il modulo è uno solo, allora verifica ed esame coincidono; l’esame essendo la tradizionale forma di verifica finale del profitto, al termine della quale viende dato un voto espresso in trentesimi

c)      Tradizionalmente gli esami si svolgono in occasione di appositi appelli (così chiamati perché si trattava di “chiamare” gli studenti), i quali a loro volta erano distribuite in sessioni (serie di appelli nello stesso periodo: estiva, autunnale, invernale)

 

Oggi, sperimentalmente, nella nostra Facoltà verifiche ed esami si svolgono nella medesima seduta, che coincide con l’ultima settimana di ciascun modulo. I moduli sono 7, attenzione: 3 in autunno (prima di Natale), 4 in inverno-primavera (da gennaio a maggio). Il professore avrà di volta in volta (A) studenti/studentesse che devono sostenere la verifica relativa al modulo appena concluso; (B) studenti/studentesse dell’anno o degli anni precedenti che devono “sostenere l’esame”.

 

Naturalmente la verifica si conclude con l’attribuzione di una valutazione intermedia; l’esame si conclude con l’attribuzione del voto finale.

 

E’ chiaro che lo studente/studentessa il quale fa l’ultima delle due o tre verifiche del corso vede coincidere verifica ed esame. Nel caso in cui la verifica III sia corretta seduta stante dal professore, sarà possibile anche la “verbalizzazione” dell’intero esame.

 

“Verbalizzare” vuol dire tradurre in forma giuridica (con effetti giuridici sulla carriera dello studente) l’esito di una prova d’esame. In passato prova e verbalizzazione coincidevano sempre e necessariamente; sarebbe ancora così dal punto di vista formale. Ma in realtà specie per l’uso delle verifiche e delle prove scritte c’è una scissione fra momento in cui uno studente/studentessa fa la prova e momento in cui il voto viene dato e, dunque, registrato: ecco la verbalizzazione, cioè la formalizzazione di un qualcosa che è già avvenuto.

 

Gli studenti ricordino che il verbale è l’unica cosa che fa fede ai fini della carriera: dunque “verbalizzare” non è una superflua scocciatura, ma una cosa seria e un diritto/dovere, che è bene non trascinare oltre lo stretto indispensabile. Per questo la prassi che adotto è di fare firmare il verbale al momento dell’inizio della prova scritta. Mi impegno a non consegnarlo se lo studente risulta insufficiente oppure riceve un voto che non lo soddisfa (purché mi avverta entro la settimana successiva alla comunicazione dell’esito). Lo studente può poi venire al ricevimento con suo comodo a farsi segnare il voto sul libretto (v. sopra).  

 

RAMMENTO ANCORA CHE

 

COL NUOVO SISTEMA DI VERBALIZZAZIONE CON VERBALI INDIVIDUALI, IL PROFESSORE RICEVE UN VERBALE SPECIFICO PER CIASCUNO STUDENTE, SENZA DEL QUALE LA VERBALIZZAZIONE NON E’ POSSIBILE.

 

E’ DUNQUE ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE PROCEDERE ALLA REGISTRAZIONE VIA INTERNET PRIMA DELL’ESAME. E’ SULLA BASE DI ESSA CHE GLI UFFICI PREDISPONGONO I VERBALI