Carlo Fusaro

carlo.fusaro@unifi.it

Materiali

Testi costituzionali stranieri tradotti in italiano

(aggiornati al luglio 2003)

 

“Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri stabilita, non ha una Costituzione”

Art. 16 della Dichiarazione francese dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789

 

Istruzioni per l’uso

Ai fini di uno studio di Diritto pubblico comparato, è importante attingere ai testi delle costituzioni. Per questo, sia utilizzando mio precedente materiale sia elaborazioni messe appunto dal collega prof. Stefano Ceccanti di Roma (Università La Sapienza) metto qui a disposizioni alcune costituzioni straniere in lingua italiana. 

Questo sussidio può indurvi anche, al di là dell’uso in sede di esame, a impostare sin da prima lo studio avendo presenti alcuni articoli-chiave delle Costituzioni e non solo concetti vaghi e categorie astratte, di cui pure vi è bisogno.

Per questo trovate qui, nell’ordine cronologico di entrata in vigore,  brani delle Costituzioni degli Usa, della Germania, della Francia, della Svezia, della Spagna e della Svizzera.

Per l’Italia vi consiglio di scaricare il testo aggiornato sul sito www.cortecostituzionale.it, o sul sito www.quirinale.it o su www.camera.it o su altri istituzionali.

INDICE:

1- COSTITUZIONE FEDERALE DEGLI STATI UNITI (1787)

2- LEGGE FONDAMENTALE DELLA REPUBBLICA FEDERALE TEDESCA (1949)

3- COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA FRANCESE (1958)

4- COSTITUZIONE DEL REGNO DI SVEZIA (1975)

5- COSTITUZIONE DEL REGNO DI SPAGNA (1978)

6- COSTITUZIONE FEDERALE SVIZZERA DEL 2000

 

1- COSTITUZIONE FEDERALE DEGLI STATI UNITI (1787) 

 


“Il sistema americano è più simile a un labirinto che a una strada ben ordinata, più simile alle viuzze di Trastevere che ad una autostrada”

Walther F. Murphy (giurista emerito dell’Università di Princeton, Usa)

Stesa in pochi mesi e approvata dalla Convenzione di Filadelfia il 17 settembre 1787, entrò in vigore quando il nono degli allora 13 stati l’ebbe ratificata (come essa stessa prevedeva), cioè nel 1789. Si sostituì al testo degli Articoli di confederazione che avevano seguito la Dichiarazione di indipendenza (dal Regno Unito) che risale a sua volta al 4 luglio1776. E’ dunque la carta costituzionale vigente scritta da più lungo tempoe. Ha subito una serie di 27 emendamenti dal 1791 al 1992. Sostanzialmente questi sono stati: a) il c.d. Bill of Rights cioè il complesso di ben 10 emendamenti del 1791 cui, secondo gli accordi, era stato rinviato il riconoscimento dei diritti di libertà dei cittadini; b) una serie di emendamenti (qui riportati) relativi alla forma di governo: modalità di elezione del presidente, ruolo del vicepresidente, composizione del Senato; c) tre emendamenti volti a rendere davvero uguale per tutti il diritto di voto; d) altri che si possono considerare di minore impatto.

 

PREAMBOLO
Noi, popolo degli Stati Uniti, allo scopo di perfezionare ulteriormente la nostra Unione, di garantire la giustizia, di assicurare la tranquillità all'interno, di provvedere alla comune difesa, di promuovere il benessere generale e di salvaguardare per noi stessi e per i nostri posteri il dono della libertà, decretiamo e stabiliamo questa Costituzione degli Stati Uniti d'America.

ARTICOLO I

Sezione 1. - Tutti i poteri legislativi conferiti col presente atto sono delegati ad un Congresso degli Stati Uniti, composto da un Senato e da una Camera dei Rappresentanti.

Sezione 2. - La Camera dei Rappresentanti sarà composta di membri eletti ogni due anni dal popolo dei vari Stati, e gli elettori di ciascuno Stato dovranno avere i requisiti richiesti per essere elettori della Camera più numerosa del Parlamento dello Stato. Non può essere Rappresentante chi non abbia raggiunto l'età di 25 anni, non sia da sette anni cittadino degli Stati Uniti e non sia, nel periodo delle elezioni, residente nello Stato in cui sarà eletto.

I Rappresentanti e le imposte dirette saranno ripartiti fra i diversi Stati che facciano parte della Unione secondo il numero dei loro abitanti; numero che verrà determinato aggiungendo al totale degli uomini liberi - compresi quelli sottoposti a prestazioni di servizio per un periodo limitato ed esclusi gli indiani non soggetti ad imposte - tre quinti del rimanente della popolazione (ossia "tre quinti degli schiavi" n.d.t.).

Il censimento deve essere fatto entro tre anni dalla prima riunione del Congresso degli Stati Uniti, e successivamente ogni dieci anni, secondo le norme che verranno stabilite per legge.

Il numero dei Rappresentanti non supererà quello di uno per ogni trentamila abitanti, però ciascuno Stato avrà almeno un Rappresentante; e fino a che quel computo non sarà effettuato, lo Stato del New Hampshire avrà il diritto di eleggere tre Rappresentanti, il Massachusetts otto, il Rhode Island e le Piantagioni di Providence uno, il Connecticut cinque, lo Stato di New York sei, quello del New Jersey quattro, la Pennsylvania otto, il Delaware uno, il Maryland sei, la Virginia dieci, la Carolina del Sud cinque, la Georgia tre.

Quando nella rappresentanza di uno Stato rimarranno seggi vacanti, già organi del Potere esecutivo indiranno le elezioni per ricoprire tali seggi.

La Camera dei Rappresentanti eleggerà il suo Presidente e le altre cariche ed essa sola avrà il potere di mettere in stato di accusa il Presidente o i membri del Congresso.

Sezione 3. - Il Senato degli Stati Uniti sarà composto da due Senatori per ogni Stato, eletti dalla Legislatura locale per un periodo di sei anni; ed ogni Senatore disporrà di un voto.

Immediatamente dopo la riunione successiva alla prima elezione, i Senatori saranno divisi in tre classi, in numero possibilmente eguale. I seggi dei Senatori della prima classe diverranno vacanti allo scadere del secondo anno, quelli della seconda classe allo scadere del quarto anno, quelli della terza allo scadere del sesto anno, in modo che ogni due anni venga rieletto un terzo del Senato; e ove nell'intervallo tra le sessioni della Legislatura di ciascuno Stato, in seguito a dimissioni o per altra causa qualsiasi, alcuni seggi rimangano vacanti, l'Esecutivo potrà procedere a nomine provvisorie fino alla successiva sessione della Legislatura, che conferirà i seggi vacanti.

Non potrà essere Senatore chi non abbia compiuto l'età di 30 anni, non sia da nove anni cittadino degli Stati Uniti, e non sia, nel periodo della elezione, residente nello Stato in cui sarà eletto.

Il Vicepresidente degli Stati Uniti sarà Presidente del Senato, ma non avrà voto, salvo nel caso di pareggio dei voti.

Il Senato nominerà le altre sue cariche, come pure un Presidente pro tempore, il quale presiederà in assenza del Vicepresidente, o quando questi svolga le funzioni di Presidente degli Stati Uniti.

Il Senato avrà il potere esclusivo di giudicare nei casi d'impeachment. Ove si riunisca per tale scopo, i suoi membri presteranno giuramento o impegneranno la loro parola. Ove si debba giudicare il Presidente degli Stati Uniti, presiederà il Presidente della Corte Suprema; nessun accusato potrà essere dichiarato colpevole senza una maggioranza dei due terzi dei membri presenti.

Le condanne pronunziate in tali casi non avranno altro effetto se non di allontanare l'accusato dalla carica che occupa e di interdirgli, negli Stati Uniti, l'accesso a qualsiasi carica onorifica, di fiducia, o retribuita; ma il condannato potrà, nondimeno, essere soggetto, e sottoposto, ad incriminazione, processo, giudizio e punizione secondo le leggi ordinarie.

Sezione 4. - La data, i luoghi e le modalità delle elezioni dei Senatori e dei Rappresentanti saranno fissati in ogni Stato dalle relative Legislature; ma il Congresso federale potrà in qualsiasi momento emanare o modificare queste norme, salvo per quanto riguarda i luoghi in cui i Senatori debbono essere eletti.

Il Congresso si riunirà almeno una volta all'anno e tale riunione dovrà aver luogo nel primo lunedì di dicembre, a meno che non venga fissato per legge un altro giorno.

Sezione 5. - Ciascuna delle due Camere sarà giudice delle elezioni, delle rielezioni e dei requisiti dei propri membri. Il numero legale per ciascuna delle due Camere sarà costituito dalla metà più uno; qualora non si raggiunga il numero legale, ciascuna Camera potrà aggiornare la seduta di giorno in giorno, ed essere autorizzata a costringere i membri assenti ad intervenire, ricorrendo a quei mezzi e comminando quelle sanzioni cui essa riterrà di ricorrere.

Ciascuna Camera elaborerà il proprio regolamento, punirà i suoi membri per condotta scorretta, e potrà, a maggioranza di due terzi, procedere ad espulsioni.

Ciascuna Camera redigerà un verbale delle proprie sedute e lo pubblicherà periodicamente, ad eccezione di ciò che crederà debba rimanere segreto; i voti favorevoli e contrari dei membri di ciascuna Camera, sopra una qualsiasi questione, saranno, su domanda di un quinto dei membri presenti, inseriti a verbale.

Nessuna delle due Camere, durante la sessione del Congresso, potrà, senza il consenso dell'altra, rinviare la seduta per più di tre giorni, né spostare in luogo diverso da quello in cui seggono le due Camere.

Sezione 6. - I Senatori e i Rappresentanti riceveranno per le loro funzioni un'indennità, che verrà determinata per legge e pagata dal Tesoro degli Stati Uniti. In nessun caso, salvo che per tradimento, fellonia e turbamento della quiete pubblica, essi potranno essere arrestati, sia durante la sessione, sia nel recarsi a questa o nell'uscirne; né, per i discorsi pronunziati o per le opinioni sostenute nelle rispettive Camere, potranno essere sottoposti a interrogatori in alcun altro luogo.

Nessun Senatore e Rappresentante, per tutto il periodo per cui è stato eletto, potrà essere chiamato a coprire un qualsiasi ufficio civile alle dipendenze degli Stati Uniti, che sia stato istituito, o la cui retribuzione ne sia stata aumentata, durante detto periodo; e nessuno, che abbia un impiego alle dipendenze degli Stati Uniti, potrà essere membro di una delle due Camere anche conservi tale impiego.

Sezione 7. - Tutti i progetti di legge relativi all'imposizione di tributi debbono avere origine nella Camera dei Rappresentanti; il Senato, però, può concorrervi, come per gli altri progetti di legge, proponendo emendamenti qualsiasi progetto di legge che abbia ottenuto l'approvazione del Senato e della Camera dei Rappresentanti, deve essere presentato, prima di divenire legge, al Presidente degli Stati Uniti. Questi, qualora lo approvi, vi apporrà la firma; in caso contrario, lo rinvierà con le sue osservazioni alla Camera da cui è stato proposto, e questa inserirà integralmente a verbale tali osservazioni e discuterà di nuovo il progetto. Se dopo questa seconda discussione, due terzi dei membri della Camera interessata si dichiareranno in favore del progetto, questo sarà mandato, insieme con le osservazioni del Presidente, all'altra Camera, da cui verrà discusso in maniera analoga; e se anche in questa sarà approvato con una maggioranza di due terzi, acquisterà valore di legge.

In tali casi, però, i voti di entrambe le Camere debbono essere espressi con appello nominale, e i nomi dei votanti pro e contro saranno annotati nei verbali delle rispettive Camere. Se entro dieci giorni (escluse le domeniche) dal momento in cui gli sarà stato presentato, il Presidente non restituirà un progetto di legge, questo acquisterà forza di legge come se egli lo avesse firmato, a meno che il Congresso, aggiornandosi, non renda impossibile che il progetto stesso gli sia rinviato; nel qual caso il progetto non acquisterà forza di legge.

Tutte le decisioni, le deliberazioni o i voti, per i quali sia necessario il concorso delle due Camere (salvo che si tratti di aggiornamenti) debbono essere sottoposti al Presidente degli Stati Uniti, e da lui approvati prima che entrino in vigore; oppure, se egli li respinge, debbono nuovamente essere approvati dai due terzi delle due Camere, conformemente a quanto prescritto per i progetti di legge.

Sezione 8. - Il Congresso avrà facoltà:

d'imporre e percepire tasse, diritti, imposte e dazi; .

di pagare i debiti pubblici e di provvedere alla difesa comune e al benessere generale degli Stati Uniti I diritti, le imposte, le tasse e i dazi dovranno, però, essere uniformi in tutti gli Stati Uniti;

di contrarre prestiti per conto degli Stati Uniti;

di regolare il commercio con le altre Nazioni, e fra i diversi Stati e con le tribù indiane (c.d. "commerce clause": n.d.t.);

di fissare le norme generali per la naturalizzazione, e le leggi generali in materia di fallimento negli Stati Uniti;

di battere moneta, di stabilire il valore della moneta stessa e di quelle straniere, e di fissare i vari tipi di pesi e di misure;

di provvedere a punire ogni contraffazione dei titoli e della moneta corrente degli Stati Uniti;

di stabilire uffici e servizi postali;

di promuovere il progresso della scienza e delle arti utili, garantendo per periodi limitati agli autori e agli inventori il diritto esclusivo sui loro scritti e sulle loro scoperte;

di costituire tribunali di grado inferiore alla Corte Suprema;

di definire e di punire gli atti di pirateria e di fellonia compiuti in alto mare, nonché le offese contro il diritto delle genti;

di dichiarare la guerra, di concedere permessi di preda e rappresaglia e di stabilire norme relative alle prede in terra e in mare;

di reclutare e mantenere eserciti; nessuna somma, però, potrà essere stanziata a questo scopo per più di due anni;

di creare e mantenere una Marina militare;

di stabilire regole per l'amministrazione e l'ordinamento delle forze di terra e di mare;

di provvedere a che la milizia sia convocata per dare esecuzione alle leggi dell'Unione, per reprimere le insurrezioni e per respingere le invasioni;

di provvedere a che la milizia sia organizzata, armata e disciplinata e di disporre di quella parte di essa che possa essere impiegata al servizio degli Stati Uniti, lasciando ai rispettivi Stati la nomina degli ufficiali e la cura di addestrare i reparti secondo le norme disciplinari prescritte dal Congresso;

di esercitare esclusivo diritto di legiferare in qualsiasi caso in quel distretto (non eccedente le dieci miglia quadrate) che per cessione di Stati particolari, e per consenso del Congresso, divenga sede del governo degli Stati Uniti;

e di esercitare analoga autorità su tutti i luoghi acquistati, con l'assenso della Legislatura dello Stato in cui si trovano, per la costruzione di fortezze, di depositi, di arsenali, di cantieri e di altri edifici di utilità pubblica;

di fare tutte le leggi necessarie ed adatte per l'esercizio dei poteri di cui sopra, e di tutti gli altri poteri di cui la presente Costituzione investe il governo degli Stati Uniti, o i suoi dicasteri ed uffici (c.d. "implied powers clause": n.d.t.).

Sezione 3. - L'immigrazione o l'introduzione di quelle persone che gli Stati attualmente esistenti possono ritenere conveniente di ammettere (leggi "schiavi": n.d.t.) non potrà essere vietata dal Congresso prima dell'anno 1808; ma può essere imposta sopra tale introduzione una tassa o un diritto non superiore ai dieci dollari per persona.

Il privilegio dell'habeas corpus non sarà sospeso se non quando, in caso di ribellione o d'invasione, lo esiga la sicurezza pubblica.

Non potrà essere approvato alcun decreto di limitazione dei diritti del cittadino, né alcuna legge penale retroattiva.

Non potrà essere imposto testatico, o altro tributo diretto, se non in proporzione del censimento e della valutazione degli averi di ciascuno, che dovranno essere effettuati come disposto più sopra nella presente legge.

Nessuna tassa e nessun diritto potrà essere stabilito sopra merci esportate da uno qualunque degli Stati. Nessuna preferenza dovrà essere data dai regolamenti commerciali o fiscali ai porti di uno Stato rispetto a quelli di un altro; e le navi dirette ad uno Stato o provenienti dai suoi porti non potranno essere costrette ad entrare in quelli di un altro Stato o di pagarvi alcun diritto.

Nessuna somma dovrà essere prelevata dal Tesoro, se non in seguito a stanziamenti decretati per legge; e dovrà essere pubblicato periodicamente un rendiconto regolare delle entrate e delle spese pubbliche.

Gli Stati Uniti non conferiranno alcun titolo di nobiltà; nessuna persona che occupi un posto retribuito o di fiducia, alle dipendenze degli Stati Uniti potrà, senza il consenso del Congresso, accettare doni, emolumenti, incarichi o titoli da un Sovrano, da un Principe o da uno Stato straniero.

Sezione 10. - Nessuno Stato potrà, concludere trattati, alleanze o patti confederali; o accordare permessi di preda o rappresaglia; o battere moneta; o emettere titoli di credito; o consentire che il pagamento dei debiti avvenga in altra forma che mediante monete d'oro o d'argento; o approvare alcun decreto di limitazione dei diritti del cittadino, alcuna legge penale retroattiva, ovvero leggi che portino deroga alle obbligazioni derivanti da contratti (c.d. "clausola dei contratti": n.d.t.); o conferire titoli di nobiltà.

Nessuno Stato potrà, senza il consenso del Congresso, stabilire imposte o diritti di qualsiasi genere sulle importazioni e sulle esportazioni, ad eccezione di quanto sia assolutamente indispensabile per dare esecuzione alle proprie leggi di ispezione; e il gettito netto di tutti i diritti e di tutte le contribuzioni imposte da qualsiasi Stato sulle importazioni e sulle esportazioni sarà a disposizione della Tesoreria degli Stati Uniti; e tutte le leggi relative saranno soggette a revisione e a controllo da parte del Congresso.

Nessuno Stato potrà, senza il consenso del Congresso, imporre alcuna imposta sulle navi in base al tonnellaggi, mantenere truppe o navi da guerra in tempo di pace, concludere trattati o unioni con altri Stati o con Potenze straniere, o impegnarsi in una guerra, salvo in caso di invasione o di pericolo così imminente da non ammettere alcun indugio.

 

ARTICOLO II

Sezione 1. - II Presidente degli Stati Uniti d'America sarà investito del potere esecutivo. Egli rimarrà in carica per il periodo di quattro anni, e la sua elezione e quella del Vicepresidente, eletto per lo stesso periodo, avranno luogo nel modo seguente:

Ogni Stato nominerà, nel modo che verrà stabilito dai suoi organi legislativi, un numero di elettori pari al numero complessivo dei Senatori e dei Rappresentanti che lo Stato ha diritto di mandare al Congresso; nessun Senatore e Rappresentante, però, né alcuna persona che abbia un pubblico incarico o un impiego retribuito dagli Stati Uniti, potrà essere nominato elettore.

[Gli elettori si riuniranno nei rispettivi Stati e voteranno a scrutinio segreto per due persone, delle quali una almeno non dovrà appartenere allo stesso Stato degli elettori. Essi compileranno una lista di tutti coloro che hanno ottenuto voti e del numero dei voti raccolti da ciascuno; questa lista sarà da essi firmata, autenticata e trasmessa, sotto sigillo, alla sede del governo degli Stati Uniti, indirizzata al Presidente del Senato. Il Presidente del Senato, in presenza del Senato e della Camera dei Rappresentanti, aprirà le liste autenticate e quindi si procederà al computo dei voti.

La persona che avrà ottenuto il maggior numero di voti sarà Presidente, sempre che questo numero rappresenti la maggioranza del numero totale degli elettori prescelti: e se vi sarà più di uno che abbia ottenuto tale maggioranza, con un eguale numero di voti, allora la Camera dei Rappresentanti procederà immediatamente a scegliere uno di essi per Presidente, mediante scrutinio segreto; qualora invece nessuno raccogliesse la maggioranza, la Camera procederà in modo analogo a eleggere il Presidente tra i cinque che abbiano raccolto il maggior numero di voti. Nell'elezione del Presidente, tuttavia, i voti saranno dati per Stato e la rappresentanza di ciascuno Stato avrà un solo voto. Il numero legale sarà costituito a tale scopo dalla rappresentanza, composta di uno o più membri, dei due terzi degli Stati, ma per la validità dell'elezione saranno necessari i voti della meta più uno di tutti gli Stati. In ogni caso, dopo l'elezione del Presidente, la persona che abbia raccolto il maggior numero di voti degli elettori sarà nominata Vicepresidente. Se due o più candidati si trovassero con ugual numero di voti, il Senato eleggerà fra questi il Vicepresidente a scrutinio segreto. Il Congresso può determinare l'epoca per la designazione degli elettori, e il giorno in cui questi dovranno dare i loro voti; giorno che dovrà essere lo stesso per tutti gli Stati Uniti.]

Nessuna persona, che non sia per nascita o, comunque, cittadino degli Stati Uniti nel momento in cui questa Costituzione sarà adottata, potrà essere eleggibile alla carica di Presidente, né potrà essere eleggibile a tale carica chi non abbia raggiunto l'età di 35 anni e non sia residente negli Stati Uniti da 14 anni.

[In caso di rimozione del Presidente dalla carica, o di morte, o di dimissioni, o di inabilità ad adempiere le funzioni e i doveri inerenti alla sua carica, questa sarà affidata al Vicepresidente, ed il Congresso potrà provvedere mediante legge, in caso di rimozione, di morale, di dimissioni o di inabilità sia del Presidente che del Vicepresidente, dichiarando quale pubblico funzionario dovrà adempiere le funzioni di Presidente, e tale funzionario le adempirà fino a quando la causa di inabilità cessi, o venga eletto il nuovo Presidente.]

Il Presidente riceverà per i suoi servizi, a epoche stabilite, un'indennità, che non potrà essere aumentata né diminuita durante il periodo per il quale egli e stato eletto; ed egli non dovrà percepire durante tale periodo alcun altro emolumento dagli Stati Uniti o da uno qualsiasi degli Stati.

Prima di entrare in carica, il Presidente dovrà fare la seguente dichiarazione, con giuramento o impegnando la sua parola d'onore: "Giuro, (o affermo) solennemente che adempirò con fedeltà all'ufficio di Presidente degli Stati Uniti e che con tutte le mie forze preserverò, proteggerò e difenderò la Costituzione degli Stati Uniti".

Sezione 2. - Il Presidente sarà Comandante in Capo dell'Esercito, della Marina degli Stati Uniti e della Milizia dei diversi Stati, quando questa sia chiamata al servizio attivo degli Stati Uniti;egli potrà richiedere il parere per iscritto del principale funzionario di ciascuno dei dicasteri esecutivi su ogni argomento relativo ai doveri dei loro rispettivi uffici, e avrà anche l'autorità di concedere diminuzioni di pena e grazia per tutti i crimini compiuti contro gli Stati Uniti, salvo nel caso dei procedimenti di incriminazione da parte della Camera (impeachment).

Egli avrà il potere, su parere e con il consenso del Senato, di concludere trattati, purché vi sia l'approvazione di due terzi dei Senatori presenti; designerà e, su parere e con il consenso dei Senato, nominerà gli ambasciatori, gli altri diplomatici e i consoli, i giudici della Corte Suprema e tutti gli altri pubblici funzionari degli Stati Uniti la cui nomina non sia altrimenti disposta con la presente Costituzione, e che debba essere stabilita con apposita legge; ma il Congresso può, mediante legge, devolvere quelle nomine di funzionari di grado inferiore che riterrà opportuno al solo Presidente, alle Corti giudiziarie, ovvero ai capi dei singoli dicasteri.

Il Presidente avrà il potere di assegnare le cariche che si rendessero vacanti nell'intervallo tra una sessione e l'altra del Senato, mediante nomine provvisorie, le quali avranno validità fino alla fine della sessione successiva.

Sezione 3. - Il Presidente informerà di tanto in tanto il Congresso sulle condizioni dell'Unione e raccomanderà all'esame del Congresso quei provvedimenti che riterrà necessari e convenienti; potrà, in contingenze straordinarie, convocare entrambe le Camere, oppure una di esse, e, in caso di dissenso tra le Camere circa la durata dell'aggiornamento, potrà fissare quella che gli parrà conveniente; riceverà gli ambasciatori e gli altri diplomatici; avrà cura della piena osservanza delle leggi e sanzionerà la nomina di tutti i funzionari degli Stati Uniti.

Sezione 4. - Il Presidente, il Vicepresidente e ogni altro funzionario civile degli Stati Uniti saranno rimossi dall'ufficio ove. in seguito ad accusa mossa dalla Camera, risultino colpevoli di tradimento. di concussione o di altri gravi reati.

ARTICOLO III

Sezione 1. - II potere giudiziario degli Stati Uniti sarà affidato ad una Corte Suprema e a quelle Corti di grado inferiore che il Congresso potrà di volta in volta creare e costituire. I giudici della Corte Suprema e quelli delle Corti di grado inferiore conserveranno il loro ufficio finché non se ne renderanno indegni con la loro condotta (during good behavior), e ad epoche fisse riceveranno per i loro servizi un'indennità che non potrà essere diminuita finche essi rimarranno in carica.

Sezione 2. - Il potere giudiziario si estenderà a tutti i casi, di diritto e di equità, che si presenteranno nell'ambito della presente Costituzione, delle leggi degli Stati Uniti e dei trattati stipulati o da stipulare, sotto la loro autorità; a tutti i casi concernenti gli ambasciatori, gli altri rappresentanti diplomatici ed i consoli; a tutti i casi che riguardino l'ammiragliato e la giurisdizione marittima; alle controversie tra due a più Stati, tra uno Stato e i cittadini di un altro Stato, tra cittadini di Stati diversi, tra cittadini di uno stesso Stato che reclamino terre in base a concessioni di altri Stati, e tra uno Stato o i suoi cittadini e Stati, cittadini o sudditi stranieri.

In tutti i casi che riguardino ambasciatori, altri rappresentanti diplomatici, o consoli e in quelli in cui uno Stato sia parte in causa, la Corte Suprema avrà giurisdizione esclusiva. In tutti gli altri casi sopra menzionati la Corte Suprema avrà giurisdizione d'appello, sia in diritto che in fatto, con le eccezioni e norme che verranno fissate dal Congresso.

Il giudizio per tutti i crimini, salvo nei casi di accusa mossa dalla Camera dei Rappresentanti, dovrà avvenire mediante giuria;

e tale giudizio sarà tenuto nello Stato dove detti crimini siano stati commessi; quando il crimine non sia stato commesso in alcuno degli Stati, il giudizio si terra nel luogo o nei luoghi che saranno stati designati per legge dal Congresso.

Sezione 3. - Sarà considerato tradimento contro gli Stati Uniti soltanto l'aver impugnato le armi contro di essi, o l'aver fatto causa comune con nemici degli Stati Uniti, fornendo loro aiuto e soccorsi. Nessuno sarà dichiarato colpevole di alto tradimento, se non su testimonianza di due persone che siano state presenti a uno stesso atto flagrante, ovvero quando egli confessi la sua colpa in pubblico processo.

II potere di emettere una condanna per alto tradimento spetta al Congresso; ma nessuna sentenza di tradimento potrà comportare perdita di diritti per i discendenti, o confisca di beni se non durante la vita del colpevole.

 

ARTICOLO IV

Sezione 1. - In ogni Stato saranno attribuiti piena fiducia e pieno credito agli atti, ai documenti pubblici e ai procedimenti giudiziari degli altri Stati; e il Congresso potrà, mediante leggi generali, prescrivere il modo in cui la validità di tali atti, documenti e procedimenti debba essere determinata, nonché gli effetti della validità stessa.

Sezione 2. - I cittadini di ogni Stato hanno diritto, in ogni altro Stato, a tutti i privilegi e a tutte le immunità inerenti alla condizione di cittadini.

Qualsiasi persona accusata in uno Stato di alto tradimento, di fellonia o di altro crimine e che si sia sottratta alla giustizia e sia trovata in un altro Stato, sarà - su richiesta degli organi esecutivi dello Stato da cui è fuggita - consegnata e condotta allo Stato che abbia giurisdizione per il reato ad essa imputato.

Nessuna persona sottoposta a prestazioni di servizio o di lavoro in uno degli Stati, secondo le leggi ivi vigenti, e che si sia rifugiata in un altro Stato potrà, in virtù di qualsiasi legge o regolamento quivi in vigore, essere esentata da tali prestazioni di servizio o di lavoro; ma, su richiesta dell'interessato, verrà riconsegnata alla parte cui tali prestazioni sono dovute.

Sezione 3. - Nuovi Stati potranno essere ammessi nell'Unione per decisione del Congresso; ma nessuno Stato nuovo potrà essere costituito entro la giurisdizione di qualsiasi Stato già esistente; e nessuno Stato potrà essere formato dalla riunione di due o più Stati già esistenti, o di parte di essi, senza il consenso delle Legislature degli Stati interessati, oltre che del Congresso.

Il Congresso avrà l'autorità di disporre del territorio e delle altre proprietà appartenenti agli Stati Uniti e di stabilire tutte le norme e le misure che in detto territorio si ritenessero necessarie. Nessuna disposizione della presente Costituzione potrà essere interpretata in modo pregiudizievole a qualsiasi diritto che possa essere accampato dagli Stati Uniti o da uno dei singoli Stati.

Sezione 4. - Gli Stati Uniti garantiranno ad ogni Stato dell'Unione la forma di governo repubblicana, e proteggeranno ogni Stato contro qualsiasi invasione e - su richiesta degli organi legislativi o del Potere esecutivo (quando il Legislativo non possa essere convocato) - contro violenze interne.

ARTICOLO V

Il Congresso, ogniqualvolta i due terzi delle Camere lo riterranno necessario, proporrà emendamenti alla presente Costituzione, oppure, su richiesta dei due terzi delle Legislature dei vari Stati, convocherà una Convenzione per proporre gli emendamenti. In entrambi i casi, gli emendamenti saranno validi a ogni effetto, come parte di questa Costituzione, allorché saranno stati ratificati dalle Legislature di tre quarti degli Stati, o dai tre quarti delle Convenzioni riunite a tale scopo in ciascuno degli Stati, a seconda che l'uno o l'altro modo di ratifica sia stato prescritto dal Congresso; tuttavia resta stabilito che nessun emendamento, prima dell'anno 1808, potrà modificare in alcun modo i capoversi primo e quarto della Sezione 9 dell'Articolo I, e che nessuno Stato, senza il suo proprio consenso, potrà essere privato della parità di rappresentanza nel Senato.

ARTICOLO VI

Tutti i debiti contratti e le obbligazioni assunte prima della presente Costituzione saranno validi per gli Stati Uniti sotto la presente Costituzione, come lo erano sotto la Confederazione.

La presente Costituzione e le leggi degli Stati Uniti che verranno fatte in conseguenza di essa, e tutti i trattati conclusi, o che si concluderanno, sotto l'autorità degli Stati Uniti, costituiranno la legge suprema del Paese; e i giudici di ogni Stato saranno tenuti a conformarsi ad essi, quali che possano essere le disposizioni in contrario nella Costituzione o nella legislazione di qualsiasi singolo Stato.

I Senatori e i Rappresentanti sopra menzionati, i membri delle Legislature dei singoli Stati e tutti i rappresentanti del Potere esecutivo e di quello giudiziario, sia degli Stati Uniti, che di ogni singolo Stato, saranno tenuti, con giuramento e con dichiarazione sul loro onore, a difendere la presente Costituzione; ma nessuna professione di fede religiosa sarà mai imposta come necessaria per coprire un ufficio od una carica pubblica degli Stati Uniti.

ARTICOLO VII

La ratifica da parte delle Assemblee di nove Stati sarà sufficiente a far entrare in vigore la presente Costituzione negli Stati che l'abbiano in tal modo ratificata.


EMENDAMENTI

I (1791)

Il Congresso non potrà approvare alcuna legge per il riconoscimento di qualsiasi religione, o per proibire il libero culto; o per limitare la libertà di parola o di stampa, o il diritto che hanno i cittadini di riunirsi in forma pacifica e di inoltrare petizioni al Governo per la riparazione di torti subiti.

V (1791)

Nessuno sarà tenuto a rispondere di reato che comporti la pena capitale o comunque grave, se non per denuncia o accusa fatta da una Grande Giuria, a meno che il reato non sia compiuto da individui appartenenti alle forze di terra o di mare, o alla milizia, quando questa si trovi in servizio attivo, in tempo di guerra o di pericolo pubblico; né alcuno potrà essere sottoposto due volte, per un medesimo reato, a un procedimento che mette in pericolo la sua vita o la sua integrità fisica; né potrà essere obbligato, in qualsiasi causa penale, a deporre contro se medesimo, né potrà essere privato della vita, della libertà o dei beni, se non in seguito a procedura legale nella forma dovuta (due process of law-NdT); e nessuna proprietà potrà essere destinata a un uso pubblico, senza un giusto indennizzo.

VIII (1791)

Non si dovranno esigere cauzioni esorbitanti, né imporre ammende eccessive, né infliggere pene crudeli e inusitate.

IX (1791)

L’elencazione di alcuni diritti fatta nella Costituzione non potrà essere interpretata in modo che ne risultino negati o sminuiti altri diritti di cui i cittadini sono titolari..

X (1791)

I poteri non delegati dalla Costituzione agli Stati Uniti, ed il cui esercizio non è da essa vietato agli Stati, sono riservati rispettivamente agli Stati, ovvero al popolo. 

XII (1804)

Gli elettori si riuniranno nei loro rispettivi Stati e procederanno con voto a scrutinio segreto alla nomina del Presidente e del Vicepresidente, uno dei quali almeno non dovrà essere abitante delle stesso Stato degli elettori; questi designeranno in una scheda la persona per cui votano come Presidente e in una scheda distinta quella per cui votano come Vicepresidente; compileranno liste distinte di tutte le persone designate per la Vicepresidenza, e del numero di voti da ciascuna raccolti: tali liste saranno dagli elettori firmate, autenticate, e trasmesse, sigillate, alla sede del governo degli Stati Uniti, indirizzate al Presidente del Senato.

Il Presidente del Senato, presenti le due Camere, aprirà tutti i verbali e si procederà al computo dei voti. Colui che avrà ottenuto il maggior numero di suffragi per la Presidenza, sarà Presidente, sempre che tale numero rappresenti la maggioranza del numero totale degli elettori riuniti. Se nessuno raggiungesse tale maggioranza, la Camera dei Rappresentanti sceglierà immediatamente il Presidente, per scrutinio segreto fra i tre candidati che avranno ottenuto per la Presidenza il maggior numero di voti. Ma, in questa scelta del Presidente, i voti si conteranno per Stato, avendo la rappresentanza di ciascuno Stato un solo voto. Il numero legale per questo scrutinio sarà costituito dalla rappresentanza di due terzi degli Stati, composta di uno o più membri, e la maggioranza di tutti gli Stati sarà necessaria per la scelta. Se la Camera dei Rappresentanti non sceglierà, il Presidente, allorché questa scelta le sia devoluta, prima del quarto giorno del seguente mese di marzo, il Vicepresidente fungerà da Presidente, come nel caso di decesso o d'altra incapacità costituzionale del Presidente. Colui che ottiene un maggior numero di suffragi per la Vicepresidenza, sarà Vicepresidente, sempre che tale numero rappresenti la maggioranza del numero totale degli elettori riuniti; e se nessuno raggiungesse questa maggioranza, il Senato sceglierà il Vicepresidente fra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti: la presenza dei due terzi dei Senatori e la maggioranza del numero totale sono necessarie per questa scelta. Peraltro, nessuno che sia costituzionalmente ineleggibile alla carica di Presidente, sarà eleggibile a quella di Vicepresidente degli Stati Uniti.

XIV (1868)

Sezione 1. - Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e soggette alla loro giurisdizione sono cittadini degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono. Nessuno Stato emanerà o darà vigore ad alcuna legge che restringa i privilegi o le immunità dei cittadini degli Stati Uniti; così pure nessuno Stato priverà alcuna persona della vita, della libertà, o della proprietà se non in seguito a regolare procedimento legale(without due process of law), né rifiuterà a chicchessia nei limiti della sua giurisdizione l'eguale protezione delle leggi (the equal protection of the laws).

Sezione 2. - I Rappresentanti saranno ripartiti fra i diversi Stati in proporzione alla popolazione di questi, computando la totalità degli abitanti di ciascuno Stato, ad esclusione degli indiani non tassati. Ma se il diritto di voto in una qualsiasi elezione per la scelta degli elettori del Presidente e del Vicepresidente degli Stati Uniti, o dei Rappresentanti al Congresso, o dei rappresentanti del Potere esecutivo e giudiziario di uno Stato o dei membri della sua Legislatura, è rifiutato ad alcuni degli abitanti maschi di tale Stato che abbiano compiuto ventuno anni d'età e siano cittadini degli Stati Uniti, o se questo diritto è ristretto in qualsiasi modo, ove non sia per avere partecipato a una ribellione o per altro crimine, la base della rappresentanza di questo Stato sarà ridotta in proporzione al numero dei cittadini che saranno stati esclusi, confrontato con il numero totale dei cittadini maschi dello Stato suddetto che abbiano compiuto i ventuno anni di età.

Sezione 3. - Non potrà essere Senatore né Rappresentante al Congresso, né elettore del Presidente o del Vicepresidente, né ricoprire alcun impiego civile o militare dipendente dagli Stati Uniti o da qualche Stato chi, avendo antecedentemente - come membro del Congresso pubblico funzionario degli Stati Uniti, o membro della Legislatura di uno Stato, o rappresentante del Potere esecutivo o giudiziario di uno Stato - prestato giuramento di difendere la Costituzione degli Stati Uniti, abbia preso parte a un'insurrezione o ribellione contro la Nazione stessa, o prestato aiuto od assistenza ai suoi nemici. Ma il Congresso potrà, col voto di due terzi dei membri di ciascuna Camera, eliminare questo motivo di incapacità.

Sezione 4. - La validità del debito pubblico degli Stati Uniti, contratto secondo la legge, compresi i debiti derivanti dal pagamento di pensioni e ricompense in ragione di servigi resi per la repressione di insurrezioni o ribellioni, non potrà maiessere messa in discussione. Ma né gli Stati Uniti, né alcuno Stato potranno prendere a loro carico, o pagare alcun debito, o alcuna obbligazione contratti per venire in aiuto alla insurrezione o ribellione contro gli Stati Uniti, né alcuna indennità reclamata per la perdita o l'emancipazione di alcuno schiavo; tutti i debiti, le obbligazioni, i reclami per simili titoli saranno tenuti per illegali e nulli.

Sezione 5. - Il Congresso è incaricato di emanare le norme necessarie per l'applicazione di questo articolo.

XV (1870)

Sezione 1. - Il diritto di voto spettante ai cittadini degli Stati Uniti non potrà essere negato né limitato dagli Stati Uniti, né da alcuno Stato, per ragioni di razza o di precedente condizione servile.

Sezione 2. - Il Congresso è incaricato di emanare le norme necessarie per l'applicazione di questo articolo.

XVII (1913)

Il Senato degli Stati Uniti sarà composto di due Senatori per ciascuno Stato, eletti dalla popolazione di questo per la durata di sei anni: e ogni Senatore avrà diritto ad un solo voto. Gli elettori di ogni Stato dovranno possedere gli stessi requisiti richiesti per essere elettori del più numeroso dei due rami della Legislatura dello Stato.

Allorché nel Senato dovesse rendersi vacante uno dei seggi spettanti ad uno Stato, il Potere esecutivo di quello Stato ordinerà che si proceda alle elezioni per la copertura del seggio vacante; a meno che la Legislatura dello Stato in parola non autorizzi il Potere esecutivo locale a procedere a nomine provvisorie, valide sino ache il popolo non provveda a coprire la vacanza con elezioni da tenersi quando la Legislatura stessa disponga.

Il presente emendamento non dovrà essere interpretato nel senso che possa influire sull'elezione o la permanenza in carica di un qualunque Senatore prescelto prima che l'emendamento stesso entri a far parte integrante della Costituzione.

XIX (1920)

Il diritto di voto conferito ai cittadini degli Stati Uniti non potrà essere negato o limitato dagli Stati Uniti o da uno degli Stati in considerazione del sesso.

Il Congresso è incaricato di emanare le norme necessarie per l'applicazione di questo articolo.

XX (1933)

Sezione 1. - La durata in carica del Presidente e del Vicepresidente avrà termine a mezzogiorno del 20 gennaio, mentre la durata in carica dei Senatori e dei Rappresentanti cesserà alle dodici del giorno 3 gennaio degli anni in cui avrebbero dovuto scadere i rispettivi mandati se il presente articolo non fosse stato ratificato; alle stesse date entreranno in carica i loro successori.

Sezione 2. - Il Congresso si riunirà almeno una volta all'anno, e la sessione dovrà aver inizio a mezzogiorno del 3 gennaio, a meno che il Congresso stesso non fissi per legge un altro giorno.

Sezione 3. - Se all'epoca fissata per l'inizio del mandato presidenziale il Presidente eletto fosse deceduto, il Vicepresidente diverrà Presidente.

Se non si fosse proceduto alla designazione di un Presidente, prima del momento fissato per l'inizio del mandato, o se il Presidente eletto non avesse dimostrato di possedere i requisiti necessari, il Vicepresidente fungerà da Presidente sino a quando non sia stato proclamato formalmente un Presidente; e, nel caso in cui né un Presidente eletto, né un Vicepresidente eletto avessero dimostrato di possedere i requisiti necessari, il Congresso provvederà per legge ad indicare chi dovrà fungere da Presidente o il modo in cui dovrà essere designata la persona che dovrà fungere da Presidente; la persona così designata eserciterà le funzioni presidenziali sino a quando non vengano formalmente proclamati un Presidente od un Vicepresidente.

Sezione 4. - Il Congresso può, con legge, prendere i provvedimenti necessari nel caso di morte di una delle persone tra le quali la Camera dei Rappresentanti sceglie il Presidente, ove il diritto di scelta le sia devoluto, e per il caso di morte di una delle persone tra le quali il Senato sceglie il Vicepresidente, ove il diritto di scelta gli sia devoluto.

Sezione 5. - Le Sezioni 1) e 2) entreranno in vigore il 15 ottobre successivo alla ratifica del presente articolo.

Sezione 6. - Il presente articolo non sarà valido sinché non sarà stato ratificato come emendamento alla Costituzione dalle Legislature di tre quarti degli Stati, entro sette anni dalla data in cui esso sarà sottoposto alla loro approvazione.

XXII (1951)

Nessuno potrà essere eletto per più di due volte alla carica presidenziale e nessuno, che abbia occupato tale carica o abbia esercitato le funzioni di Presidente per più di due anni durante il mandato di un altro Presidente eletto, potrà essere eletto per più di una volta alla carica presidenziale. Questo articolo non si applicherà al Presidente che era in carica al momento in cui l'articolo stesso veniva proposto dal Congresso e non impedirà a colui, che occupi la carica di Presidente o funga da Presidente nel corso del mandato durante il quale questo articolo entra in vigore, di occupare tale carica o esercitarne le funzioni per il restante periodo del mandato stesso.

XXIV (1964)

Sezione 1. - Il diritto dei cittadini degli Stati Uniti ad essere iscritti nelle liste elettorali per le elezioni, sia primarie sia di qualsiasi altra natura, del Presidente e del Vicepresidente, degli elettori presidenziali e dei Senatori e dei Rappresentanti al Congresso non sarà rifiutato o limitato, né dagli Stati Uniti né da qualsiasi singolo Stato, per il motivo che l'interessato non abbia pagato una tassa elettorale (poll tax) o qualsiasi altra tassa.

Sezione 2. - Il Congresso è incaricato di emanare le norme necessarie per imporre l'osservanza di questo articolo.

XXV (1967)

Sezione 1. - In caso di rimozione dalla carica, di morte o di dimissioni del Presidente, il Vicepresidente degli Stati Uniti diverrà Presidente.

Sezione. 2. - In caso di vacanza della Vicepresidenza, il Presidente nomina un nuovo Vicepresidente, che prende possesso della carica dopo che le Camere ne abbiano ratificato la nomina a maggioranza assoluta dei propri componenti.

Sezione 3. - Se il Presidente comunica, per iscritto, al Presidente pro tempore del Senato ed allo Speaker della Camera dei Rappresentanti di non essere in grado di esercitare i poteri e i doveri del suo ufficio, i medesimi vengono, allora, esercitati dal Vicepresidente degli Stati Uniti, in qualità di Presidente supplente, fino a che il Presidente comunichi, per iscritto, agli anzidetti organi di essere in grado di riassumere le proprie funzioni.

Sezione 4. - Se il Vicepresidente e la maggioranza dei principali dirigenti dei dipartimenti ministeriali, o di un altro organo designato con legge dal Congresso, comunicano per iscritto al Presidente pro temporedel Senato ed allo Speaker della Camera dei Rappresentanti che il Presidente non è in grado di esercitare i poteri e i doveri del suo ufficio, questi sono allora immediatamente assunti dal Vicepresidente, in qualità di Presidente supplente. Ma se, in seguito, il Presidente trasmette al Presidente pro tempore del Senato ed allo Speaker della Camera dei Rappresentanti una dichiarazione scritta, attestante che non sussiste più alcuna sua incapacità al riguardo, allora egli può riassumere i poteri e i doveri del suo ufficio, a meno che, entro quattro giorni, il Vicepresidente e la maggioranza dei principali dirigenti dei dipartimenti ministeriali, o di un altro organo designato con legge dal Congresso, inviino a loro volta una dichiarazione scritta al Presidente pro tempore del Senato ed allo Speaker della Camera dei Rappresentanti attestante che il Presidente non è in grado di esercitare i poteri e i doveri del suo ufficio. In tal caso il Congresso assumerà una decisione al riguardo, riunendosi entro quarantott'ore a tale scopo se non si troverà in sessione. Se al termine di ventun giorni dal ricevimento della seconda dichiarazione, ovvero al termine di ventun giorni dalla data di convocazione qualora il Congresso non sia in sessione, entrambe le Camere si pronuncino per la permanenza dell'impedimento del Presidente, colla maggioranza dei due terzi dei propri componenti, il Vicepresidente continuerà, allora, ad adempiere le funzioni di Vicepresidente supplente; in caso contrario, il Presidente riassumerà immediatamente i poteri e i doveri del suo ufficio.

XXVII (1992)

Nessuna legge che modifichi l’indennità dei Senatori o dei Rappresentanti può entrare in vigore nel corso della Legislatura che l’ha approvata.


2- LEGGE FONDAMENTALE  DELLA REPUBBLICA FEDERALE TEDESCA (1949)  

 

La Costituzione tedesca risale al 23 maggio 1949. Ha subito numerose modifiche sia per adeguarla al processo di unificazione europea sia a seguito della storica unificazione coi Laender che avevano costituito fino alla caduta del muro di Berlino (1990) la Repubblica democratica tedesca (DDR) a seguito delle vicende seguite alla Seconda Guerra mondiale e alla occupazione e spartizione da parte delle forze che avevano sconfitto il Reich nazionalsocialista (Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Unione Sovietica). Essa era stata preceduta dalla Costituzione di Weimar dell’agosto 1919 (anch’essa seguita a una sconfitta, quella nella Prima Guerra mondiale, e al superamento del regime imperiale). Il primo testo costituzionale della Germania unificata era stato la Costituzione del 1871.

Essa fu chiamata “legge fondamentale” (e non costituzione), cioè Grundgesetz (GG), proprio perché elaborata dai rappresentanti di una parte sola del popolo tedesco (e con notevoli interferenze e pressioni degli Alleati). Poi è di fatto diventata “la” Costituzione tedesca (v. il preambolo e l’art. 146: il quale lascia peraltro la porta aperta a una futura carta costituzionale ex novo). Tra le sue originalità, in reazione al passato nazista, il riconoscimento del “diritto di resistenza”e la correlata distinzione tra legge e diritto (art. 20)

PREAMBOLO

            Consapevole della propria responsabilità davanti a Dio e agli uomini, animato dalla volontà di salvaguardare la propria unità nazionale e statale e di servire la pace nel mondo quale membro, equiparato nei diritti di un’Europa unita, il popolo tedesco ha adottato, in forza del suo potere costituente, questa legge fondamentale.          

I tedeschi nei Laender del Baden-Wurttemberg, Baviera, Berlino, Brandeburgo, Brema, Amburgo, Assia, Meclemburgo-Pomerania occidentale, Bassa Sassonia, Renania settentrionale-Vestfalia., Renania-Palatinato,  Saar, Sassonia, Sassonia-Anhalt, Schleswig-Holstein e Turingia hanno conseguito la libera autodeterminazione, l’unità e la libertà della Germania. Questa Legge fondamentale è perciò valida per l’intero popolo tedesco.

I. I DIRITTI FONDAMENTALI

Art. 1.

1. La dignità dell’uomo è intangibile. Al suo rispetto e alla sua protezione è vincolato l’esercizio di ogni potere statale.

2. Il popolo tedesco riconosce pertanto i diritti umani inviolabili e inalienabili come fondamento di ogni comunità umana, della pace e della giustizia nel mondo.

3. I seguenti diritti fondamentali vincolano i poteri legislativo, esecutivo e giurisdizionale in quanto norme dotate di diretta efficacia.

Art. 18

Chiunque, allo scopo di combattere l’ordinamento fondato sui principi di libertà e di democrazia, abusi della libertà di manifestare il proprio pensiero, in particolare della libertà di stampa (art. 5, comma 1), della libertà di insegnamento (art. 5, comma 3), della libertà di riunione (art. 8), della libertà di associazione (art. 9), della segretezza della corrispondenza, della posta e delle telecomunicazioni (art. 10), del diritto di proprietà (art. 14) o del diritto di asilo (art. 16a), decade da questi diritti fondamentali. La decadenza e la sua portata saranno dichiarate dalla Corte costituzionale federale.

II. IL BUND E I LAENDER

Art. 20. - (I) La Repubblica Federale Tedesca è uno Stato federale democratico e sociale.

(II) Tutto il potere statale emana dal popolo. Esso è esercitato dal popolo nelle elezioni e nei referendum e per mezzo di speciali organi del Potere legislativo, del Potere esecutivo e del Potere giudiziario.

(III) La legislazione è vincolata all'ordinamento costituzionale, il potere esecutivo e la giurisdizione sono vincolati alla legge ed al diritto.

(IV) Tutti i tedeschi hanno diritto alla resistenza contro chiunque intraprenda a rimuovere l'ordinamento vigente, se non sia possibile alcun altro rimedio.

Art. 21. - (I) I partiti collaborano alla formazione della volontà politica del popolo. La loro fondazione è libera. Il loro ordinamento interno deve corrispondere ai principi fondamentali della democrazia. Devono rendere conto pubblicamente dell'origine dei loro mezzi finanziari, del loro uso e dei loro patrimoni.

(II) I partiti, che per le loro finalità o per il comportamento dei loro aderenti si prefiggono di danneggiare od eliminare l'ordinamento fondamentale democratico e liberale o di minacciare l'esistenza della Repubblica Federale Tedesca, sono incostituzionali. Sulla questione d'incostituzionalità decide il Tribunale Costituzionale Federale.

(III) I particolari sono regolati da leggi federali.

Art. 23. – (I) Per la realizzazione di un’Europa unita la RFT collabora allo sviluppo dell’Unione Europea che deve osservare il principio democratico, dello Stato di diritto, sociale e federale e il principio di sussidiarietà e deve assicurare una tutela dei diritti fondamentali essenzialmente paragonabile a quella della presente Legge fondamentale. Il Bund può a questo scopo, mediante legge, con l’assenso del Bundesrat, trasferire diritti di sovranità… (omissis).

(II) Nelle questioni relative all’UE collaborano il Bundestag e, attraverso il Bundesrat, i Laender. Il Governo federale riferisce in modo circostanziato e senza indugio al Bundestag e al Bundesrat.

Omissis

(VI) se sono coinvolte principalmente competenze legislative esclusive dei Laender, la tutela dei diritti che spettano alla RFT quale Stato membro dell’Unione Europea deve essere trasferita dal Bund a un rappresentante dei Laender nominato dal Bundesrat. (omissis)

Art. 28. - (I) L'ordinamento costituzionale dei Laender deve corrispondere ai principi dello Stato di diritto repubblicano, democratico e sociale ai sensi della presente Legge fondamentale. Nei Laender, nei Distretti e nei Comuni il popolo deve avere una rappresentanza che emerga da elezioni generali, dirette, libere, uguali e segrete. Nei Comuni, al posto di un organo elettivo, può subentrare l'assemblea dei cittadini del Comune (Gemeindeversammlung). Per le elezioni nei Distretti e nei Comuni hanno diritto di voto e sono eleggibili anche persone che hanno la cittadinanza di uno degli Stati membri della CE.

(II) Ai Comuni deve essere garantito il diritto di regolare, sotto la propria responsabilità, tutti gli affari della comunità locale nell'ambito delle leggi. Anche i Consorzi di Comuni (Gemeindeverbände) hanno, nei limiti dei loro compiti fissati dalle leggi, il diritto all'autonomia amministrativa nei limiti delle competenze loro attribuite dalle leggi. (omissis)

(III) Il Bund garantisce che l'ordinamento costituzionale dei Laender corrisponda ai diritti fondamentali e alle disposizioni dei commi I e II del presente articolo.

Art. 29. - (I) Il territorio del Bund può essere nuovamente suddiviso per garantire che i Laender - per grandezza e capacità funzionale - possano adempiere con efficienza i compiti loro assegnati. Vanno tuttavia salvaguardati il legame di patria, i vincoli di carattere storico e culturale e l'opportunità economica, nonché le esigenze dell'assetto del territorio e della pianificazione territoriale.

(II) I provvedimenti per una nuova suddivisione del territorio federale sono adottati con Legge che, tuttavia, necessita di una conferma popolare con referendum. Devono essere sentiti i Länder interessati.

(Omissis)

Art. 30. - L'esercizio delle competenze statali e l'adempimento dei compiti statali spettano ai Laender qualora la presente Legge fondamentale non disponga o conceda una diversa regolazione.

Art. 31. - Il diritto federale prevale sul diritto del Land.

Art. 32. - (I) La gestione delle relazioni con gli Stati esteri compete al Bund.

(II) Prima della stipulazione di un trattato concernente questioni particolari di un Land, è obbligo consultare tempestivamente il Land interessato.

(III) Nei limiti della propria competenza legislativa i Laender possono stipulare trattati con gli Stati esteri col consenso del Governo federale.

Art. 33. - (I) Ogni tedesco ha, in qualsiasi Land, gli stessi diritti e doveri politici.

Art. 35. - (I) Tutte le autorità del Bund e dei Laender si prestano vicendevolmente aiuto legale e amministrativo.

(II) Per mantenere o ristabilire la pubblica sicurezza e l'ordine pubblico, un Land può, in casi di particolare gravità, chiedere l'intervento di uomini e mezzi della polizia federale di confine in aiuto alla sua polizia, se, in difetto, questa non sia in grado di assolvere ai suoi compiti o sia in grado di farlo solo con grande difficoltà. Per essere aiutate nel caso di una catastrofe naturale o in casi particolarmente gravi, le forze di polizia di un Land possono richiedere l'intervento della polizia di altri Laender, di uomini e mezzi di altre amministrazioni e dell'esercito.

(II) Se la catastrofe naturale od il disastro minacciano il territorio di più di un Land, il Governo federale può, nella misura in cui ciò e richiesto per un efficace intervento, impartire istruzioni ai Governi deiLaender affinché mettano a disposizione di altri Laender le rispettive forze di polizia, così come può portare in appoggio alle forze di polizia delle unità della polizia confinaria federale e dell'esercito. I provvedimenti del Governo federale, di cui al primo alinea, devono essere revocati, in ogni tempo, su richiesta del Bundesrat e, nei restanti casi, immediatamente dopo la rimozione del pericolo.

Art. 36. - (I) Nelle più alte cariche federali devono trovarsi, in un rapporto adeguato, funzionari di tutti i Laender. Le persone adibite agli altri uffici federali devono, di regola, provenire dal Land in cui esplicano la loro attività.

(II) Le leggi sulla difesa devono anche tener conto dell'articolazione del Bund in Länder e dei loro specifici rapporti regionali.

Art. 37. - (I) Se un Land non adempie agli obblighi federali che gli incombono in base alla presente Legge fondamentale o ad un'altra legge federale, il Governo federale, con l'assenso del Bundesrat, può prendere le misure necessarie per obbligare coattivamente il Land allo adempimento dei suoi doveri.

(II) Per far valere la coazione il Governo federale, o il suo incaricato, ha il diritto d'inviare direttive a tutti i Länder ed alle loro autorità.

III. IL BUNDESTAG

Art. 38 - (I). I deputati del Bundestag tedesco sono eletti con elezioni a suffragio universale, diretto, libero, uguale e segreto. Essi rappresentano il popolo nel suo complesso, non sono vincolati a mandati né a direttive e sono soggetti unicamente alla loro coscienza. 

Art. 41 – (1) Il controllo delle elezioni spetta al Bundestag, che decide anche sui casi di decadenza dalla carica dei suoi membri.

(II) Avverso la decisione del Bundestag è ammesso il ricorso dinanzi al Tribunale costituzionale federale.

(III) La regolamentazione è stabilita con legge federale.  

Art. 44 – (I) Il Bundestag ha il diritto e, se lo richiede un quarto dei suoi membri, il dovere di investire una Commissione di inchiesta del compito di effettuare le indagini necessarie e riferire su di esse in pubbliche discussioni. La discussione può svolgersi a porte chiuse.

IV. IL BUNDESRAT

Art. 50. - Attraverso il Bundesrat i Länder collaborano alla legislazione, all'amministrazione ed alle questioni relative all’Unione Europea.

Art. 51. - (I) Il Bundesrat è composto di membri dei Governi dei Laender, che li nominano e li revocano. Essi possono farsi rappresentare da altri membri dei rispettivi Governi.

(II) Ogni Land ha almeno tre voti; i Laender con più di due milioni di abitanti ne hanno quattro; quelli con più di sei milioni di abitanti ne hanno cinque; quelli con più di sette ne hanno sei.

(III) Ogni Land può inviare tanti membri quanti sono i suoi voti. I voti di un Land possono essere dati soltanto unitariamente e soltanto dai membri presenti o dai loro rappresentanti.

Art. 52. - (I) II Bundesrat elegge il suo Presidente per un anno.

(II) Il Presidente convoca il Bundesrat. Deve convocarlo se lo richiedono i rappresentanti di almeno due Laender o il Governo federale.

(III) Il Bundesrat prende sempre le sue decisioni almeno a maggioranza assoluta. Esso si da un proprio regolamento interno. Discute pubblicamente. La pubblicità dei dibattiti può essere esclusa.

(IIIa) Per le questioni relative all’UE il Bundesrat può formare una Camera europea le cui decisioni valgono come decisioni del Bundesrat…. (omissis).

(IV) Alle Commissioni del Bundesrat possono appartenere altri membri o delegati dei Governi dei Laender.

Art. 53. - I membri del Governo federale hanno il diritto e, se richiesti, l'obbligo di partecipare alle discussioni del Bundesrat e delle sue Commissioni. In qualunque momento essi devono essere ascoltati IlBundesrat deve essere tenuto al corrente dal Governo federale della condotta degli affari in corso.

IV A. LA COMMISSIONE COMUNE

Art. 53 a. - (I) La Commissione comune è formata per due terzi da deputati del Bundestag e per un terzo da membri del Bundesrat. I deputati vengono eletti dal Bundestag proporzionalmente alla consistenza dei gruppi parlamentari; essi non devono appartenere al Governo federale. Ogni Land verrà rappresentato da un membro del Bundesrat da esso designato; e tali membri non saranno vincolati a istruzioni. La formazione della Commissione comune e la sua procedura sono regolate da un regolamento che dev'essere formulato dal Bundestag e che necessita dell'approvazione del Bundesrat.

(II) Il Governo federale e tenuto a rendere edotta la Commissione comune dei suoi piani per lo stato di difesa (Verteidigungsfall). Restano salvi i diritti del Bundestag e delle sue Commissioni, secondo l'art. 43, comma I.

V. IL PRESIDENTE FEDERALE

Art. 54. - (I) Il Presidente federale viene eletto dall'Assemblea federale (Bundesversammlung) senza dibattito. E' eleggibile ogni tedesco che possieda il diritto di voto per l'elezione del Bundestag e abbia compiuto quarant'anni di età.

(II) La carica di Presidente federale dura cinque anni. La rielezione immediata è ammessa soltanto una volta.

(III) L'Assemblea federale si compone dei membri del Bundestag e di un numero uguale di membri eletti dalle rappresentanze popolari dei Länder secondo i principi del sistema elettorale proporzionale.

(IV) L'Assemblea federale si riunisce al più tardi trenta giorni prima della scadenza del periodo di carica del Presidente federale; in caso di scadenza anticipata, non oltre trenta giorni da tale momento. Essa viene convocata dal Presidente del Bundestag.

(V) Dopo la fine della legislatura il termine del comma IV, alinea 1 decorre dalla prima convocazione del Bundestag.

(VI) E' eletto chi riceve i voti della maggioranza dei membri della Assemblea federale. Se tale maggioranza non viene raggiunta dopo due votazioni da nessun candidato, viene eletto chi raccolga il maggior numero di voti in una successiva votazione.

(VII) I particolari sono regolati da una legge federale.

Art. 55. - (I) Il Presidente federale non può far parte del Governo, né di una assemblea legislativa del Bund o di un Land.

(II) Il Presidente federale non può esercitare nessun'altra carica remunerativa, nessun mestiere e nessuna professione, cosi come non può far parte della direzione o del consiglio di amministrazione di un'impresa fondata a scopo di guadagno.

Art. 56. - Il Presidente federale al momento di entrare in carica presta il seguente giuramento davanti ai membri riuniti del Bundestag e del Bundesrat "Giuro che dedicherò le mie forze al bene del popolo tedesco, accrescerò la sua prosperità, lo preserverò da danni, garantirò, difenderò la Legge fondamentale e le leggi federali, adempirò ai miei doveri coscienziosamente e renderò giustizia a tutti. Cosi Dio mi aiuti". Il giuramento può essere prestato anche senza alcuna affermazione religiosa.

Art. 57. - Le attribuzioni del Presidente federale, in caso di suo impedimento o di vacanza anticipata della carica, sono esercitate dal Presidente del Bundesrat.

Art. 58. - Le ordinanze e le disposizioni del Presidente federale esigono, per essere valide, la controfirma del Cancelliere federale o dei ministri federali competenti. Ciò non è richiesto per la nomina e per la revoca del Cancelliere federale, per lo scioglimento del Bundestag ai sensi dell'art. 63 e per la richiesta ai sensi dell'art. 69, comma.III.

Art. 59. - (I) Il Presidente federale rappresenta il Bund nei rapporti internazionali. Stipula in nome del Bund i trattati con gli Stati esteri. Accredita e riceve i rappresentati diplomatici.

(II) I trattati, che regolano i rapporti politici del Bund o che si riferiscono a materie della legislazione federale, necessitano dell'assenso o della partecipazione degli organi competenti di volta in volta per la legislazione federale, nella forma di una legge federale. Per le convenzioni di carattere amministrativo valgono le corrispondenti norme sull'amministrazione federale.

Art. 60. - (I) Il Presidente federale nomina e congeda i giudici federali e i funzionari federali, gli ufficiali e i sottufficiali, qualora la legge non disponga diversamente.

(II) Esercita per il Bund il diritto di grazia nei casi individuali.

(III) Può trasferire questi poteri ad altre autorità.

Art. 61. - (I) II Bundestag o il Bundesrat possono accusare davanti al Tribunale Costituzionale Federale il Presidente federale per violazione dolosa della Legge fondamentale o di un'altra legge federale. Per sollevare l'accusa la domanda deve essere presentata da almeno un quarto dei membri del Bundestag o un quarto dei voti del Bundesrat. L'accusa viene decisa dai due terzi dei membri del Bundestag o dai due terzi dei voti del Bundesrat. L'accusa viene sostenuta da un delegato dell'assemblea che ha proposto l'incriminazione.

(II) Se il Tribunale costituzionale Federale accerta che il Presidente federale è colpevole di una violazione premeditata della Legge fondamentale o di un'altra legge federale, lo può dichiarare decaduto dalla carica. Mediante ordinanza provvisoria il Tribunale può decidere, dopo che è stata sollevata l'accusa, che il Presidente federale è impedito di esercitare il suo ufficio.

 

VI. IL GOVERNO FEDERALE

Art. 52. - Il Governo federale è composto dal Cancelliere federale e dai ministri federali.

Art. 63. - (I) Il Cancelliere federale viene eletto senza dibattito dal Bundestag su proposta del Presidente federale.

(II) E’ eletto chi riunisce su di sé i voti della maggioranza dei membri del Bundestag. L'eletto dev'essere nominato dal Presidente federale.

(III) Se il candidato non viene eletto, il Bundestag può, entro quattordici giorni dalla votazione, eleggere un Cancelliere federale a maggioranza dei suoi membri.

(IV) Se non si effettua una votazione entro tale termine, ha luogo immediatamente una nuova elezione, nella quale è eletto colui che ottiene il maggior numero di voti. Se l'eletto riunisce su di sé i voti della maggioranza dei membri del Bundestag, il Presidente federale lo deve nominare entro sette giorni dall'elezione. Se l'eletto non raggiunge tale maggioranza, il Presidente federale, entro sette giorni, deve o nominarlo o sciogliere il Bundestag.

Art. 64. - (I) I ministri federali vengono nominati e revocati dal Presidente federale su proposta del Cancelliere federale.

(II) Il Cancelliere federale e i ministri federali prestano il giuramento previsto dall'art. 56 di fronte al Bundestag, al momento di entrare in carica.

Art. 65. - Il Cancelliere federale determina le direttive politiche e ne assume la responsabilità. Entro tali direttive ogni ministro federale dirige autonomamente e sotto la propria responsabilità gli affari di sua competenza. Sulle divergenze di opinione fra i ministri federali decide il Governo federale. Il Cancelliere federale ne guida l'attività secondo un regolamento stabilito dal Governo federale e approvato dal Presidente federale.

Art. 65-a. - Il Ministro federale per la difesa ha il potere di guida e di comando delle Forze armate.

Art. 66. -. Il Cancelliere federale e i ministri federali non possono esercitare nessun altro ufficio remunerativo, nessun mestiere o professione, così come non possono appartenere né alla direzione, né, senza la approvazione del Bundestag, al consiglio di amministrazione di una impresa istituita a scopo di guadagno.

Art. 67. - (I) Il Bundestag può esprimere al Cancelliere federale la sfiducia soltanto quando elegge a maggioranza dei suoi membri un successore e chiede al Presidente federale di revocare il Cancelliere federale. Il Presidente federale deve aderire alla richiesta e nominare l'eletto.

(II) Tra la mozione e la votazione debbono trascorrere quarantotto ore.

Art. 68. - (I) Qualora una richiesta del Cancelliere federale di esprimergli la fiducia non abbia l'approvazione della maggioranza dei membri del Bundestag, il Presidente federale può, su proposta del Cancelliere federale, entro ventuno giorni, sciogliere il Bundestag. Il potere di scioglimento viene meno appena il Bundestag elegge, a maggioranza dei suoi membri, un altro Cancelliere federale.

(II) Tra la mozione e la votazione devono trascorrere quarantotto ore.

Art. 69. - (I) Il Cancelliere federale nomina un ministro federale come suo sostituto.

(II) La carica di Cancelliere federale o di ministro federale termina in ogni caso quando si riunisce un nuovo Bundestag, la carica di ministro federale termina inoltre tutte le volte che il Cancelliere federale cessa dal suo ufficio.

(III) Su richiesta del Presidente federale, il Cancelliere federale è obbligato a continuare a svolgere le sue funzioni fino alla nomina del suo successore; ugualmente vi è obbligato un ministro federale, su richiesta del Cancelliere federale o del Presidente federale.

 

VII. LA LEGISLAZIONE FEDERALE

Art 70. - (I) I Laender hanno il diritto di legiferare nella misura in cui la presente Legge fondamentale non riservi al Bund competenze Legislative.

(II) La delimitazione delle competenze tra il Bund e i Laender è regolata dalle disposizioni della presente Legge fondamentale in materia di legislazione esclusiva e di legislazione concorrente.

Art. 71. - Nell'ambito della legislazione esclusiva del Bund i Laender hanno competenza legislativa fino a quando e nella misura in cui vi siano espressamente autorizzati da una legge federale.

Art. 72. - (I) Nell'ambito della legislazione concorrente, i Laender hanno competenza legislativa solo quando e nella misura in cui il Bund non faccia uso del suo diritto di legiferare.

(II) Il Bund ha in questo ambito il potere di legiferare nel caso sussista la necessità di una regolazione legislativa federale se:

1) una questione non può essere efficacemente regolata dalla legislazione dei singoli Laender, o

2) la regolazione di una questione mediante la legge di un Land potrebbe nuocere agli interessi degli altri Laender o della collettività, o

3) lo richiedono la tutela dell'unita giuridica o dell'unita economica, ed in particolar modo la tutela dell'uniformità delle condizioni di vita, prescindendo dai confini territoriali d'ogni singolo Land.


Art. 73. - 
Il Bund ha legislazione esclusiva nelle materie concernenti:

1) gli affari esteri, nonché la difesa, ivi compresa la protezione della popolazione civile:

2) la cittadinanza federale;

3) la libertà di circolazione, i passaporti, l'immigrazione e l'emigrazione, l'estradizione;

4) il sistema valutario e monetario, i pesi e le misure, la determinazione del tempo;

5) l'uscita del territorio doganale e commerciale, i trattati di commercio e di navigazione, la libertà di circolazione delle merci, gli scambi commerciali e i1 movimento dei pagamenti con l'estero, compresa la protezione doganale e dei confini;

6) il traffico aereo;

6a) il traffico delle ferrovie che sono totalmente o in maggioranza nella proprietà del Bund (omissis)

7) il sistema postale e le telecomunicazioni;

8) lo stato giuridico del personale al servizio del Bund e degli enti di diritto pubblico direttamente dipendenti dal Bund;

9) la protezione giuridica industriale, i diritti d'autore e i diritti degli editori;

10) la collaborazione del Bund e dei Laender:  alle questioni. relative ala polizia criminale;  alla difesa dell'ordine pubblico libero e democratico e della stabilità e della sicurezza del Bund o di un Land (tutela della Costituzione);  alla difesa contro iniziative nel territorio del Bund, che, attraverso la violenza o la preparazione di essa pregiudichino interessi internazionali della Repubblica Federale Tedesca;

11) la statistica per scopi federali.


Art. 74. - La legislazione concorrente si estende ai seguenti settori:

1) il diritto civile, il diritto e l'esecuzione penale, l'ordinamento giudiziario e la procedura, l'avvocatura, il notariato e la consulenza legale;

2) lo stato civile;

3) il diritto di riunione e di associazione;

4) il diritto di soggiorno e di residenza degli stranieri;

4-a) la disciplina in materia di armi ed esplosivi;

5) (abrogato)

6) i problemi relativi ai profughi e agli espulsi;

7) l'assistenza pubblica;

8) (abrogato)

9) i danni di guerra e il risarcimento;

10) L'assistenza per gli invalidi di guerra e per le. famiglie dei caduti, l'assistenza per i prigionieri di guerra;

10-a) le tombe dei caduti in guerra e le tombe .delle altre vittime della guerra e delle vittime della tirannia;

11) la legislazione economica (miniere, industria, energia, artigianato, mestieri, commercio, banche, borsa, assicurazioni di diritto privato);

11-a) la produzione e l'utilizzazione dell'energia nucleare a scopi di pace, l'istituzione e la gestione di enti che servono a questi scopi, la difesa da pericoli che sorgono nello sprigionamento dell'energia atomica o mediante i raggi ionizzanti, e la rimozione di materiale radioattivo;

12) il diritto del lavoro, compreso l'ordinamento dell'impresa, la protezione del lavoro, il collocamento dei lavoratori, così come le assicurazioni sociali e le assicurazioni contro la disoccupazione;

13) la disciplina dei contributi per l'istruzione e la promozione della ricerca scientifica;

14) la legislazione relativa all'espropriazione nel caso riguardi le materie indicate negli artt. 73 e 74;

15) il trasferimento delle proprietà terriere, delle ricchezze naturali, e dei mezzi di produzione in proprietà collettiva o in altre forme di economia collettiva;

16) la prevenzione degli abusi da parte di gruppi di potere economico;

17) il promovimento della produzione agricola e forestale, la garanzia dei rifornimenti alimentari, l'importazione e l'esportazione di prodotti agricoli e forestali, la pesca d'alto mare e costiera e la protezione delle coste;

18) i trasferimenti immobiliari, la legislazione concernente la terra e gli affitti agrari escluse le norme sui contributi all’urbanizzazione, le abitazioni, le migrazioni e i luoghi d'insediamento;

19) le misure contro le malattie dell'uomo e degli animali, infettive e pericolose per la collettività, l'autorizzazione all'esercizio della professione medica e di altre professioni sanitarie, e all'esercizio dei mestieri sanitari, il commercio di medicinali, farmaci, narcotici e veleni;

19-a) la garanzia economica degli ospedali e la disciplina delle tariffe ospedaliere;

20) la protezione del traffico di generi alimentari e voluttuari, di oggetti di prima necessità, di foraggi, di piante e semi agricoli e forestali, così come la protezione degli alberi e delle piante contro le malattie e i parassiti; e così pure la protezione degli animali.

21) la navigazione d'alto mare e costiera, i segnali marittimi, la navigazione interna, il servizio meteorologico, i canali marittimi e i canali interni adibiti al traffico comune;

22) i1 traffico stradale, gli autoveicoli, la costruzione e la manutenzione delle strade nazionali di grande comunicazione, così come l'istituzione e la decisione dei pedaggi per l'uso di strade pubbliche coi veicoli;

23) le linee ferrovie che non sono ferrovie federali, ad eccezione delle ferrovie di montagna;

24) la rimozione dei rifiuti, la lotta all'inquinamento dell'atmosfera e la lotta ai rumori;

25) la responsabilità dello Stato;

26) la fecondazione artificiale umana, la ricerca e l’alterazione artificiale del patrimonio genetico nonché la regolamentazione dei trapianti di organi e di tessuti.

Art. 75. - Il Bund, una volta presenti i presupposti dell'art. 72, ha il potere di emanare leggi-cornice concernenti:

1) lo stato giuridico del personale che presta servizio pubblico nei Länder, nei Comuni e negli altri enti di diritto pubblico, salvo quanto disposto dall'art. 74-a;

1-a) i principi generali della scuola superiore;

2) la disciplina giuridica generale della stampa e del cinematografo;

3) la caccia, 1a protezione della natura e la tutela del paesaggio;

4) la ripartizione delle terre, la regolazione delle aree territoriali

e il sistema delle acque;

5) le notifiche e i documenti di riconoscimento;

6) la tutela del patrimonio culturale tedesco contro la sua dislocazione all’estero.

Art. 76. - (I) I progetti di legge vengono presentati al Bundestag dal Governo federale, dai membri del Bundestag o dal Bundesrat.

(II) I progetti del Governo federale devono essere trasmessi dapprima al Bundesrat. Il Bundesrat ha diritto di esprimere la propria opinione su tali proposte entro sei settimane.(omissis) Il Governo federale può trasmettere al Bundestag, dopo tre settimane, un progetto che esso ha eccezionalmente designato, nel trasmetterlo al Bundesrat, come particolarmente urgente, anche se l'opinione del Bundesrat non gli è ancora pervenuta: ma deve poi immediatamente trasmette al Bundestag l'opinione del Bundesrat quando la medesima gli sia giunta (omissis).

(III) I progetti del Bundesrat devono essere trasmessi al Bundestag dal Governo federale entro tre mesi. Il Governo deve esprimere il suo parere al riguardo (omissis).

Art. 77. - (I) Le leggi federali vengono deliberate dal Bundestag. Dopo la loro approvazione devono essere trasmesse immediatamente al Bundesrat dal Presidente del Bundestag.

(II) Il Bundesrat può, entro tre settimane dal ricevimento della deliberazione con cui la legge e stata approvata, pretendere che venga convocata una commissione, composta di membri del Bundestag e delBundesrat, per un esame in comune del progetto di legge. La composizione e la procedura di questa commissione sono stabilite da un regolamento interno, che è deliberato dal Bundestag e che necessita dell'assenso del Bundesrat. I membri del Bundesrat inviati in questa commissione non sono legati ad istruzioni. Nel caso sia necessario per una legge l'assenso del Bundesrat, anche il Bundestag e il Governo federale possono pretenderne la convocazione. Qualora la commissione proponga un cambiamento della deliberazione con cui è stata approvata la legge, il Bundestag deve prendere una nuova deliberazione.

(III) Qualora per una legge non sia necessario l'assenso del Bundesrat, il Bundesrat può, dopo che è terminata la procedura prevista dal comma II, entro due settimane, sollevare opposizione contro una legge deliberata dal Bundestag. I termini per l'opposizione decorrono, nel caso del comma II, ultimo alinea, dal momento del ricevimento della nuova deliberazione presa dal Bundestag, ed in tutti gli altri casi, dal ricevimento della comunicazione del Presidente della commissione, prevista nel comma II, che si è conclusa la procedura davanti alla commissione stessa.

(IV) Se l'opposizione viene deliberata con la maggioranza dei voti del Bundesrat, essa può essere respinta da una deliberazione della maggioranza dei membri del Bundestag. Nel caso che il Bundesrat abbia deliberato l'opposizione con una maggioranza di almeno due terzi dei suoi voti, il Bundestag può respingerla con la maggioranza dei due terzi dei votanti, non inferiore comunque alla maggioranza dei membri del Bundestag.

Art. 78. - Una legge approvata dal Bundestag è perfetta se il Bundesrat e concorde, se non presenta una richiesta ai sensi dell'art. 27, comma II, se entro i termini dell'art. 77, comma III, non solleva opposizione o la ritira o se l'opposizione viene respinta da una votazione del Bundestag.

Art. 79. - (I) La Legge fondamentale può essere modificata solo da una legge che modifichi o integri espressamente il testo della Legge fondamentale stessa. In caso di trattati internazionali, che hanno per oggetto una regolazione di pace, la preparazione di una regolazione di pace o l'abolizione di un regime di occupazione, oppure che sono stabiliti per servire alla difesa della Repubblica Federale, un'integrazione del testo della Legge fondamentale può limitarsi alla dichiarazione con cui si precisa che le disposizioni della Legge fondamentale non contrastano con la stipulazione e l'entrata in vigore dei trattati.

(II) Una tale legge necessita dell'assenso dei due terzi dei membri del Bundestag e dei due terzi dei voti del Bundesrat.

(III) Non è ammissibile una modifica della presente Legge fondamentale che tocchi l'articolazione del Bund in Laender, la partecipazione, in via di massima, dei Laender alla legislazione o i principi enunciati negli artt. 1 e 20.

Art. 81. - (I) Se nel caso previsto dall'art. 68 il Bundestag non viene sciolto, il Presidente federale, su proposta del Governo federale, può dichiarare, coll'assenso del Bundesrat, lo stato di emergenza legislativa per un progetto di legge, qualora il Bundestag l'abbia respinto pur se il Governo federale l'abbia dichiarato urgente. Ciò vale anche se un progetto di legge e stato respinto ancorché il Cancelliere federale abbia collegato ad esso la mozione di cui all'art. 68.

(II) Se il Bundestag respinge nuovamente il progetto di legge dopo la dichiarazione dello stato di emergenza legislativa oppure l'approva in una stesura inaccettabile per il Governo federale, la legge si considera approvata se il Bundesrat vi assenta. Ciò vale anche se il progetto non è approvato dal Bundestag entro quattro settimane dalla ripresentazione.

(III) Durante la permanenza in carica di un Cancelliere federale anche qualsiasi altro progetto di legge respinto dal Bundestag può essere approvato entro un termine di sei mesi dalla prima dichiarazione dello stato di emergenza legislativa, ai sensi dei commi I e II. Decorso il termine non è ammessa, durante la permanenza del medesimo Cancelliere federale, una successiva dichiarazione dello stato di emergenza legislativa.

(IV) La Legge fondamentale non può essere né modificata, né in tutto o in parte abrogata o sospesa, da una legge approvata in base al comma II.

VIII. L'ESECUZIONE DELLE LEGGI FEDERALI E L'AMMINISTRAZIONE FEDERALE

Art. 83. - I Laender danno esecuzione alle leggi federali come questione di propria competenza, a meno che la presente Legge fondamentale non disponga o consenta altrimenti

Art. 84 - (I) Se i Laender danno esecuzione alle leggi federali come questione di propria competenza, spetta a loro disciplinare l'organizzazione degli uffici e la procedura amministrativa, qualora le leggi federali, coll'assenso del Bundesrat, non dispongano diversamente.

(II) Il Governo federale può emanare, coll'assenso del Bundesrat, disposizioni amministrative di carattere generale.

(III) Il Governo federale controlla che i Laender diano esecuzione alle leggi federali conformemente al diritto vigente. Il Governo federale può, a questo scopo, inviare dei commissari presso le più alte autorità del Land; con il loro consenso e, nel caso che tale consenso sia negato, coll'assenso del Bundesrat, li può inviare anche presso le autorità dipendenti.

(IV) Se non vengono eliminate le deficienze riscontrate dal Governo federale nell'esecuzione delle leggi federali nei Laender, il Bundesrat, su richiesta del Governo federale o del Land, decide se il Land ha violato delle norme giuridiche. Contro la decisione del Bundesrat si può adire il Tribunale Costituzionale Federale.

(V) Per dare esecuzione alle leggi federali, il Governo federale può, mediante una legge federale, che esige l'assenso del Bundesrat, essere investito del potere d'impartire istruzioni particolari per casi speciali. Esse devono essere dirette alle supreme autorità del Land, a meno che Il Governo federale ritenga il caso urgente.

Art. 85. - (I) Qualora i Laender diano esecuzione alle leggi federali su incarico federale, l'organizzazione degli uffici resta una questione la cui soluzione spetta ai Laender, a meno che le leggi federali, coll'assenso del Bundesrat, non dispongano diversamente.

(II) Il Governo federale può emanare, coll'assenso del Bundesrat, disposizioni amministrative di carattere generale. Può emanare norme per la preparazione uniforme dei funzionari e degli impiegati. I dirigenti degli uffici di grado intermedio devono essere nominati di concerto con esso.

(III) Le autorità del Land sono soggette alle istruzioni delle supreme autorità federali competenti. Le istruzioni, tranne che il Governo federale le ritenga urgenti, devono essere dirette alle supreme autorità delLand. L'esecuzione delle istruzioni deve essere assicurata dalle supreme autorità del Land.

(IV) Il controllo federale si estende alla legittimità ed all'opportunità dell'esecuzione. Il Governo federale può, a tale scopo, chiedere delle relazioni e la esibizione degli atti ed inviare dei commissari presso tutti gli uffici.

Art. 86. - Se il Bund dà esecuzione alle leggi mediante la propria amministrazione federale, o mediante enti od istituti di diritto pubblico di diretta dipendenza federale, il Governo federale emana le disposizioni amministrative di carattere generale, qualora la legge non disponga diversamente. Esso regola, qualora la legge non disponga altrimenti, l'organizzazione degli uffici.

Art. 87. - (I) Vengono gestiti mediante un'amministrazione federale diretta, con propri uffici amministrativi dipendenti, il servizio diplomatico-consolare, l'amministrazione delle finanze federali, le ferrovie federali, il servizio postale federale e, in conformità all'art. 89, l'amministrazione delle vie navigabili federali e della navigazione. Con legge federale possono essere istituiti uffici federali per la protezione delle frontiere, uffici centrali per le notizie e le informazioni di polizia, per la polizia criminale, per la raccolta di dati a scopo di difesa della Costituzione e contro iniziative che hanno luogo nel territorio dello Stato, che con l'impiego della violenza o con attività preparatorie minacciano interessi diplomatici della Repubblica Federale Tedesca.

(II) Sono considerati reati di diritto pubblico di diretta dipendenza federale quelli che amministrano delle assicurazioni sociali la cui sfera di competenza si estenda oltre il territorio di un singolo Land. (Omissis)

(III) Inoltre, per le materie su cui spetta al Bund di legiferare, possono essere istituiti con legge federale uffici superiori federali autonomi e nuovi enti ed istituzioni di diritto pubblico di diretta dipendenza federale. Se nei settori sui quali spetta al Bund di legiferare sorgono nuovi compiti, possono essere istituiti, in caso di urgente necessita e con l'assenso del Bundesrat e della maggioranza dei membri delBundestag, uffici federali di grado intermedio e inferiori.

Art. 87-a. - (I) Il Bund predispone delle Forze armate per la difesa. La loro forza numerica ed i lineamenti fondamentali della loro organizzazione devono risultare dal bilancio.

(II) Al di fuori della difesa, le Forze armate possono essere impegnate soltanto nella misura in cui la presente Legge fondamentale lo ammette esplicitamente.

(III) Durante lo stato di difesa di tensione, le Forze armate hanno la potestà di proteggere gli obiettivi civili e di assumersi la cura dei compiti inerenti alla regolazione del traffico, nella misura in cui ciò sia necessario per l'espletamento del loro compito difensivo. Oltre a ciò. nel caso di "stato di difesa o di tensione", può essere trasferita alle Forze armate anche la protezione di obiettivi civili in appoggio ai provvedimenti della polizia; in tale caso le Forze armate collaborano con le autorità competenti.

(IV) Allo scopo di difendersi da un incombente pericolo per l'esistenza o per l'ordinamento fondamentale liberale e democratico del Band o di un Land, il Governo federale può, se ricorrono i presupposti dello art. 91, comma II, e se le forze di polizia, così come la polizia confinaria federale non sono sufficienti, impegnare le Forze armate in appoggio alla polizia ed alla polizia confinaria federale per proteggere obiettivi civili e per combattere ribelli organizzati ed armati militarmente. L'impiego delle Forze armate dev'essere disposto se lo richiedono il Bundestag od il Bundesrat.

Art. 91. - (I) Per difendersi da un pericolo che minacci l'esistenza o l'ordinamento fondamentale liberale e democratico del Bund o di un Land, un Land può richiedere l'aiuto delle forze di polizia di altriLaender, così come delle forze e delle istituzioni di altre amministrazioni e della polizia confinaria federale.

Art. 91-a. - (I) Nelle seguenti materie, il Bund collabora all'assolvimento dei compiti dei Laender, se tali compiti hanno rilievo per la generalità dei cittadini e se la collaborazione del Bund è utile al miglioramento delle condizioni sociali (Lebensverhältnisse):

1) ampliamento e nuova costruzione di istituti d'insegnamento. superiore, ivi comprese le cliniche universitarie;

2) miglioramento della struttura economica regionale,

3) miglioramento della struttura agraria e della protezione delle coste.

(II) I compiti in collaborazione vengono ulteriormente disciplinati da. una legge federale, con l'approvazione del Bundesrat. La legge deve contenere disposizioni per la loro esecuzione.

(III) La legge contiene disposizioni per la procedura e le istituzioni per una pianificazione-quadro (Rahmenplanung) generale. L'assunzione di un progetto nella pianificazione-quadro necessita dell'assenso delLand nel territorio del quale dev'essere eseguito.

(IV) Il Bund, nelle ipotesi del comma I, alinea 1 e 2, deve sopportare metà degli oneri per ogni Land. Nell'ipotesi del comma I, alinea 3, i1 Bund sopporta, al minimo, la metà di esse; la sua partecipazione deve essere stabilita in modo unitario per tutti i Länder. La legge disciplina i particolari. Il finanziamento resta riservato alle determinazioni contenute nei bilanci del Bund e deiLänder.

(V) Il Governo federale e il Bundesrat devono essere informati, a richiesta, sull'esecuzione dei compiti in collaborazione.

Art. 91-b. - Il Bund e i Länder possono collaborare sulla base di accordi per la pianificazione dell'istruzione e per esigenze di istituzioni e iniziative di ricerca scientifica d'interesse sopraregionale. La divisione degli oneri viene determinata negli accordi.

IX. LA GIURISDIZIONE

Art. 92. - Il potere giurisdizionale è affidato ai giudici; esso viene esercitato dal Tribunale costituzionale federale, dai tribunali federali previsti nella presente Legge fondamentale e dai tribunali dei Laender.

Art. 93. - (I) Il Tribunale costituzionale federale decide:

1. sull'interpretazione della presente Legge fondamentale in seguito a controversie sulla portata dei diritti e dei doveri di un organo supremo federale o di altri interessati, ai quali siano stati concessi propri diritti dalla presente Legge fondamentale o dal regolamento interno di un organo supremo federale;

2. nei casi di divergenza di opinioni o di dubbi sulla compatibilità formale e sostanziale del diritto federale o del diritto dei Laender con la presente Legge fondamentale o sulla compatibilità del diritto deiLaender con altro diritto federale, su domanda del Governo federale, di un Governo di un Land o di un terzo dei membri del Bundestag;

(omissis)

3. nei casi di divergenze di opinioni sui diritti e doveri del Bund e dei Laender, in particolare relative all'esecuzione del diritto federale da parte dei Laender e all'esercizio del controllo federale;

4. in altre controversie di diritto pubblico tra il Bund ed i Laender, tra diversi Laender, o all'interno di un medesimo Land, qualora non si possa adire altra autorità giudiziaria;

4.-a. sui ricorsi di costituzionalità che possono essere intentati da chiunque ritenga di essere stato leso dalla pubblica autorità in uno dei suoi diritti fondamentali o in un diritto contenuto negli artt. 20 comma IV, 33, 38, 101, 103 e 104;

4-b. sui ricorsi di costituzionalità dei Comuni e Consoni di Consorzi per lesione del diritto di autoamministrarsi, garantito dall'art. 28, operata per mezzo di una legge; ma, trattandosi di una legge di un Land,solo se non possa essere sollevato ricorso dinanzi al Tribunale Costituzionale del Land medesimo;

5. negli altri casi previsti dalla presente Legge fondamentale.

(II) Il Tribunale Costituzionale Federale si occuperà, inoltre, degli altri casi che siano ad esso assegnati da una legge federale.

Art. 94. - (I) Il Tribunale Costituzionale Federale è composto da giudici federali e da altri membri. I membri del Tribunale Costituzionale Federale sono eletti per metà dal Bundestag e per meta dalBundesrat. Non possono far parte né del Bundestag, né del Bundesrat, né del Governo federale, né degli organi corrispondenti di un Land.

(II) Una legge federale regola la sua costituzione e la sua procedura, e determina in quali casi le sue decisioni hanno forza di legge.

Per quanto attiene ai ricorsi di costituzionalità essa può esigere quale presupposto il previo esaurimento de rimedi giurisdizionali nonché uno speciale procedimento di ammissione..

Art. 95. - (I) Per la giurisdizione ordinaria, amministrativa, finanziaria, del lavoro e sociale, il Bund istituisce quali Corti supreme la Corte Federale (Bundesgerichtshof), il Tribunale Amministrativo Federale (Bundesverwaltungsgericht), la Corte Finanziaria Federale (Bundesfinanz- hof), il Tribunale Federale del Lavoro (Bundesarbeitsgericht) e il Tribunale SocialeFederale (Bundessozialgericht).

(II) Sulla nomina dei giudici di questi tribunali decide il ministro federale competente per la materia corrispondente, insieme con una Commissione per la scelta dei giudici, composta dai ministri dei Laendercompetenti perla materia stessa e di un pari numero di membri eletti dal Bundestag.

(III) Per assicurare l'unitarietà della giurisprudenza si deve formare una Sezione congiunta dei tribunali menzionati nel comma I. Una legge federale regola i particolari.

Art. 98. - (I) Lo stato giuridico dei giudici federali deve essere disciplinato da una legge federale speciale.

(II) Se un giudice federale, durante o fuori l'esercizio delle sue funzioni, viola i principi della Legge fondamentale o l'ordinamento costituzionale di un Land, il Tribunale Costituzionale Federale, su domanda delBundestag e a maggioranza di due terzi, può ordinare che il giudice sia trasferito presso un altro ufficio o sia collocato a riposo. In caso di violazione premeditata può essere destituito.

(III) Lo stato giuridico dei giudici nei Laender deve essere disciplinato da leggi speciali dei Laender. Il Bund può emanare delle leggi-cornice nella misura in cui l'art. 74-a, - comma IV, non dispone diversamente.

(IV) I Laender possono stabilire che il Ministro della giustizia del Land, insieme ad una commissione appositamente formata per l'elezione dei giudici, decida in merito alla nomina dei giudici i Laender.

(V) I Laender possono adottare per i propri giudici una regolazione corrispondente al comma -II. Resta salvo il diritto costituzionale vigente del Land. La decisione sulle accuse a carico di un giudice spetta al Tribunale Costituzionale Federale.

Art. 99. - Con una legge di un Land si può attribuire al Tribunale Costituzionale Federale la decisione di controversie di carattere costituzionale all'interno di un Land, ed alle Corti supreme menzionate nello art. 5, comma I, la decisione nelle questioni nelle quali si tratta dell'applicazione del diritto di un Land.

Art. 100. - (I) Se un tribunale ritiene incostituzionale una legge dalla cui validità dipende la sua decisione, il processo dev'essere sospeso: se si tratta della violazione della Costituzione di un Land, dev'essere chiesta la decisione del tribunale del Land competente per le controversie costituzionali, mentre invece se si tratta della violazione della presente Legge fondamentale, dev'essere richiesta la decisione del Tribunale Costituzionale Federale. Ciò vale anche se si tratta della violazione della presente Legge fondamentale da parte del diritto di un Land o della incompatibilità di una legge di un Land con una legge federale.

(II) Se in una controversia giuridica è incerto se una norma di diritto internazionale sia parte integrante del diritto federale e se essa produca direttamente diritti e doveri per il singolo (art. 25), il tribunale deve chiedere la decisione del Tribunale Costituzionale Federale.

(III) Se nell'interpretazione della Legge fondamentale federale il Tribunale Costituzionale di un Land vuole divergere da una decisione dei Tribunale Costituzionale Federale o del Tribunale Costituzionale di un altro Land, il Tribunale Costituzionale deve richiedere la decisione del Tribunale Costituzionale Federale.

X. LE FINANZE

Art. 104-a. - (I) II Bund ed i Länder sostengono separatamente le spese relative ai compiti loro propri, salvo diverse disposizioni della presente Legge fondamentale.

(II) Se i Länder operano per incarico del Bund, quest'ultimo deve sostenere le spese relative.

(III) Le leggi federali che prevedono delle spese e devono essere eseguite dai Laender possono disporre che le spese stesse siano sostenute in tutto od in parte dal Bund. Se la legge dispone che il Bundsopporti metà o più della spesa, essa viene eseguita per incarico del Bund. Se la legge dispone che i Laender sopportino un quarto o più della spesa, la legge stessa dev'essere approvata anche dalBundesrat.

(IV) II Bund può concedere ai Länder aiuti finanziari per investimenti di particolare importanza dei Laender, dei Comuni (e dei Consorzi di Comuni) che siano necessari per impedire una turbativa dell'equilibrio economico generale, o per equilibrare differenze di potere economico nel territorio federale, o per promuovere un'espansione economica. I particolari, e specificatamente i tipi dei necessari investimenti verranno disciplinati da una legge federale, che necessiterà dell'approvazione del Bundesrat, o, attraverso accordi amministrativi, sulla base della legge federale di bilancio.

(V) Il Bund ed i Laender sopportano le spese di amministrazione relative alle rispettive autorità, e operano in rapporto reciproco per una ordinata amministrazione. I particolari sono disciplinati da ma legge federale. che necessiterà dell'assenso del Bundesrat.

Art. 109. - (I) I Bund ed i Laender sono autonomi e reciprocamente indipendenti in materia di bilancio.

(II) Il Bund ed i Laender devono tener conto nei rispettivi bilanci delle esigenze dell'equilibrio economico generale.

(III) Con una legge federale, che necessita dell'approvazione del Bundesrat, possono essere posti per il Bund e per i Laender dei comuni principi fondamentali per rendere adeguato il bilancio alla congiuntura e per un piano finanziario pluriennale.

(IV) Per tutelarsi da una perturbazione dell'equilibrio economico generale possono essere emanate, con una legge federale, che necessita dell'approvazione del Bundesrat, delle prescrizioni concernenti:

1. l'ammontare massimo, le condizioni e la successione nel tempo per l'assunzione di prestiti da parte di enti territoriali e di consorzi di diritto pubblico creati per scopi speciali;

2. l'impegno del Bund e dei Laender di mantenere dei depositi infruttiferi presso la Banca Federale Tedesca (riserve di perequazione della congiuntura).

Le autorizzazioni per l'emanazione dei relativi decreti legislativi possono essere conferite solo al Governo federale. Ed i decreti legislativi stessi necessitano dell'approvazione del Bundesrat. Essi devono essere abrogati non appena il Bundestag lo richieda; i particolari sono stabiliti da una legge federale.

Art. 113. - (I) Le deliberazioni del Bundestag e del Bundesrat che aumentano le spese proposte dal Governo federale nel bilancio preventivo, o che comportano, subito o in prosieguo di tempo, nuove spese, necessitano del consenso del Governo federale. Lo stesso vale per le leggi che comportano una diminuzione di entrate immediata o differita nel tempo. Il Governo federale può pretendere che il Parlamento sospenda la deliberazione su tali leggi; in tal caso il Governo federale, nel termine di sei settimane, deve far pervenire al Bundestag il suo punto di vista sulla questione.

II) Quando il Bundestag ha deliberato la legge, il Governo federale, nel termine di quattro settimane, può pretendere che il Bundestag deliberi nuovamente.

III) Se la legge è perfetta ai termini dell'art. 78, il Governo federale può rifiutare il suo consenso solo entro sei settimane, e solo se abbia precedentemente iniziato il procedimento preveduto nel comma I, alinea 3 e 4, o nel comma II. Trascorso tale termine, il consenso si ha per concesso.

X A. LO STATO DI DIFESA

(Omissis)

XI DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

Art. 123. - (I) Le leggi anteriori alla prima riunione del Bundestag restano ancora in vigore in quanto non contrastino con la presente Legge fondamentale.

(II) I trattati conclusi dal Reich tedesco, che si riferiscono a materie per le quali è competente, in base alla presente Legge fondamentale, il legislatore del Land, restano in vigore se, per i principi generali del diritto, sono validi e continuano a svolgere i loro effetti, con riserva di tutti i diritti e le eccezioni degli interessati, benché non vengano stipulati nuovi trattati dalle autorità competenti in base alla presente Legge fondamentale o, finché non cessino altrimenti per le decisioni ivi contenute.

Art. 124. - Le leggi (anteriori) concernenti le materie rientranti nella legislazione esclusiva del Bund diventano, nel loro ambito di validità, diritto federale.

Art. 125. - Le leggi (anteriori) concernenti le materie rientranti nella legislazione concorrente del Bund diventano, nel loro ambito di validità, diritto federale:

1) se hanno vigore uniformemente in una o più zone di occupazione;

2) se si tratta di leggi con cui è stato modificato, dopo l'8 maggio 1945, il precedente diritto del Reich.

Art. 126. - Sulle controversie relative alla sopravvivenza di leggi come diritto federale decide il Tribunale Costituzionale Federale.

Art. 144. - (I) La presente Legge fondamentale dev'essere approvata dalle assemblee rappresentative di almeno due terzi dei Länder tedeschi, nei quali essa è destinata ad entrare in vigore immediatamente.

(II) Qualora l'applicazione della presente Legge fondamentale subisca delle limitazioni in uno dei Laender indicati nell'art. 23 o in una parte di uno di tali Laender, il Land stesso o la parte interessata del medesimo ha il diritto d'inviare dei rappresentanti, ai sensi dell'art. 38, per il Bundestag e, dell'art. 50, per il Bundesrat.

Art. 146. - La presente Legge fondamentale, che è valevole per l’intero popolo tedesco in seguito al conseguimento dell’unità e della libertà della Germania, cesserà di avere vigore il giorno in cui subentrerà una Costituzione approvata, con libera deliberazione, dal popolo tedesco.



 

3- COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA FRANCESE (1958) 

 

Nota come Costituzione della V Repubblica (dopo quelle del periodo rivoluzionario, del 1848, del 1875, del 1946) questo testo costituzionale è di grande  importanza per molte ragioni: a) per lo straordinario interesse della storia costituzionale francese che ha conosciuto molti ordinamenti costituzionali diversi in meno di due secoli; b) per le vicende storiche che vi dettero origine e per il fatto che essa fu stesa non dal Parlamento, ma, su delega del Parlamento, dal Governo guidato dal gen. Charles de Gaulle; c) per le soluzioni individuate, che si sintetizzano in una razionalizzazione del parlamentarismo tanto forte e originale da aver dato luogo, secondo molti, a una forma di governo innovativa, quella c.d. semi-presidenziale; d) per il buon esito che essa ha avuto fino ad oggi, collocandosi fra le costituzioni francesi più longeve; e) per l’influenza della cultura giuridico-costituzionale francese. Essa fu approvata mediante referendum  il 29 settembre 1958 a stragrande maggioranza (85.1%  sì, 14.9%  no). E’ stata emendata in più punti, ma gli emendamenti più rilevanti riguardano: 1) la figura del presidente, per il quale nel 1962 fu introdotta l’elezione diretta (e in forme a loro volta originali: senza voto parlamentare direttamente per referendum, v. art.11); inoltre la durata della carica è stata ridotta da 7 a 5 anni nel 2000 (v. art. 6); 2) l’adeguamento all’Unione europea (1992 e 1999); 3) il riconoscimento costituzionale delle regioni (revisione del marzo 2003)


PREAMBOLO

Il popolo francese proclama solennemente la sua fedeltà ai Diritti dell’uomo ed ai principi della sovranità nazionale così come sono stati definiti dalla Dichiarazione del 1789, confermata ed integrata dal Preambolo della Costituzione del 1946.

Sulla base di tale principi e di quello della libera determinazione dei popoli, la Repubblica offre ai territori d’oltremare, che manifestino la volontà di aderirvi, nuove istituzioni basate sull’ideale comune di libertà, di uguaglianza e di fraternità e concepite in vista della loro evoluzione democratica.

Art. 1- La Francia è una Repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale. Essa assicura l’uguaglianza dinanzi alla legge di tutti  i cittadini senza distinzione di origine, di razza o di religione. Essa rispetta tutte le fedi. La sua organizzazione è decentrata.

 

TITOLO I. LA SOVRANITÀ

Art. 2- La lingua della Repubblica è il francese.

L’emblema nazionale è la bandiera tricolore, blu, bianca e rossa.

Il suo principio è: governo del popolo, attraverso il popolo e per il popolo.

Art. 3. - La sovranità nazionale appartiene al popolo che la esercita per mezzo dei suoi rappresentanti e mediante referendum.

Nessuna frazione del popolo né alcun individuo può attribuirsene l'esercizio.

Il suffragio può essere diretto o indiretto nei modi previsti dalla Costituzione. È sempre universale, eguale e segreto.

Sono elettori, nei modi stabiliti dalla legge, tutti i cittadini francesi di ambo i sessi, che godano dei diritti civili e politici.

La legge favorisce l’uguale accesso delle donne e degli uomini alle cariche elettive e alle funzioni pubbliche elettive.

Art. 4. – I partiti e i gruppi politici concorrono all’espressione del voto. Essi si formano ed esercitano la loro attività liberamente. Essi devono rispettare i principi della sovranità nazionale e della democrazia. 

Essi concorrono all’attuazione del principio affermato all’ultimo comma dell’art. 3 secondo le condizioni stabilite dalla legge.

TITOLO II. Il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Art. 5. - Il Presidente della Repubblica garantisce il rispetto della Costituzione. Mediante il suo arbitrato, assicura il regolare funzionamento dei poteri pubblici e la continuità dello Stato. È garante della indipendenza nazionale, della integrità del territorio, del rispetto degli accordi della Comunità e dei trattati.

Art. 6. -  II Presidente della Repubblica è eletto per cinque anni a suffragio universale diretto.

Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite da una legge organica.

Art. 7. - Il Presidente della Repubblica e eletto a maggioranza assoluta dei voti espressi. Se tale maggioranza non viene conseguita al primo scrutinio, si procede ad una nuova votazione, il quattordicesimo giorno seguente. Possono presentarsi solo i due candidati i quali, a parte un eventuale ritiro, hanno ottenuto più voti al primo turno.

Lo scrutinio e aperto su convocazione del Governo.

L'elezione del nuovo Presidente ha luogo non meno di venti giorni e non più di trentacinque giorni prima dello spirare dei poteri del Presidente in carica.

Nel caso di vacanza della Presidenza della Repubblica, dovuta a qualsiasi causa, o d'impedimento constatato ad opera del Consiglio Costituzionale, investito della questione dal Governo e statuente a maggioranza assoluta, le funzioni del Presidente della Repubblica, ad eccezione di quelle previste dai successivi artt. 11 e 12, sono provvisoriamente esercitate dal Presidente del Senato e, se quest'ultimo e a sua volta impedito dall'esercitare tali funzioni, dal Governo.

Nel caso di vacanza o quando l'impedimento è dichiarato permanente dal Consiglio Costituzionale, lo scrutinio per l'elezione del nuovo Presidente ha luogo, tranne casi di forza maggiore riconosciuti dal Consiglio Costituzionale, non meno di venti giorni e non più di trentacinque giorni dopo il verificarsi della vacanza o la dichiarazione del carattere definitivo dell'impedimento. (omissis)

Né gli artt. 49 e 50, né l'art. 89 della Costituzione potranno trovare applicazione durante la vacanza della Presidenza della Repubblica o durante il periodo intercorrente fra la dichiarazione del carattere permanente dell'impedimento del Presidente della Repubblica e l'elezione del suo successore.

Art. 8. - Il Presidente della Repubblica nomina il Primo Ministro. Accetta le dimissioni del Governo presentategli dal Primo Ministro.

Su proposta del Primo Ministro nomina e revoca gli altri membri del Governo.

Art. 9. - II Presidente della Repubblica presiede il Consiglio dei ministri.

Art. 10. - Il Presidente della Repubblica promulga le leggi entro 15 giorni dalla trasmissione al Governo della legge definitivamente approvata.

Può, prima della scadenza di tale termine, chiedere al Parlamento una nuova deliberazione della legge o di alcuni suoi articoli. L'indicata nuova deliberazione non può essere rifiutata.

Art. 11. - Il Presidente della Repubblica, su proposta del Governo durante le sessioni, o su proposta congiunta delle due Assemblee, pubblicata nel Journal officiel, può sottoporre a referendum ogni progetto di legge concernente l'organizzazione dei pubblici poteri, riforme relative alla politica economica e sociale della nazione e ai servizi pubblici che vi concorrono o tendente ad autorizzare la ratifica di un trattato che, senza essere contrario alla Costituzione, potrebbe avere incidenza sul funzionamento delle istituzioni.

Quando il referendum è organizzato su proposta del Governo, esso presenta, davanti a ciascuna assemblea, una dichiarazione che è seguita da un dibattito.

Se il referendum è favorevole all'adozione del progetto, il Presidente della Repubblica promulga la legge nei quindi giorni successivi alla proclamazione dei risultati della consultazione.

Art. 12. - Il Presidente della Repubblica può, sentiti il Primo Ministro e i Presidenti delle assemblee, sciogliere l'Assemblea Nazionale.

Le elezioni generali hanno luogo almeno 20 giorni e al massimo 40 giorni dopo lo scioglimento.

L'Assemblea Nazionale, è convocata di diritto il secondo giovedì successivo alla elezione. Se la convocazione cade in periodo diverso da quello previsto per la sessione ordinaria, ha luogo di diritto una sessione per la durata di quindici giorni.

Non si può procedere ad un nuovo scioglimento durante l'anno che segue dette elezioni.

Art. 13. - Il Presidente della Repubblica firma le ordinanze e i decreti deliberati in Consiglio dei ministri.

Nomina agli impieghi civili e militari dello Stato.

I consiglieri di Stato, il Gran cancelliere della Légion d'honneur, gli ambasciatori ed inviati straordinari, i consiglieri della Corte dei conti, i prefetti, i rappresentanti del Governo nei territori d'oltremare regolate dall’art. 74 e in Nuova Caledonia, gli ufficiali generali, i Rettori delle Accademie, i Direttori delle Amministrazioni centrali sono nominati in seguito a deliberazioni prese in Consiglio dei ministri.

Una legge organica determina gli altri impieghi ai quali si provvede con deliberazioni prese in Consiglio dei ministri e le condizioni alle quali il potere di nomina del Presidente della Repubblica può essere da lui delegato per essere esercitato in suo nome.

Art. 14. - Il Presidente della Repubblica accredita gli ambasciatori e gli inviati straordinari presso gli Stati esteri; gli ambasciatori e gli inviati straordinari stranieri sono accreditati presso di lui.

Art. 15. - Il Presidente della Repubblica è il Capo delle forze armate. Presiede i Consigli e i Comitati superiori della Difesa nazionale.

Art. 16. - Quando le istituzioni della Repubblica, l'indipendenza della Nazione, l'integrità del territorio o l'esecuzione degli impegni internazionali sono minacciati in maniera grave ed immediata e il regolare funzionamento dei poteri pubblici costituzionali è interrotto, il Presidente della Repubblica adotta le misure richieste da tali circostanze, sentiti il Primo Ministro, i Presidenti delle assemblee ed il Presidente del Consiglio Costituzionale.

Egli ne informa la Nazione mediante un messaggio.

I provvedimenti devono essere ispirati alla volontà di assicurare ai poteri pubblici costituzionali, nel minor tempo possibile, i mezzi necessari per provvedere ai loro compiti. II Consiglio Costituzionale èconsultato in materia.

Il Parlamento si riunisce di diritto.

L'Assemblea Nazionale non può essere sciolta durante l'esercizio dei poteri eccezionali.

Art. 17. - Il Presidente della Repubblica ha il potere di concedere la grazia.

Art 18. - I1 Presidente della Repubblica comunica con le due assemblee del Parlamento mediante messaggi, di cui è data lettura e che non danno luogo a dibattito.

Fuori sessione, il Parlamento è riunito espressamente a tale effetto.

Art. 19. - Gli atti del Presidente della Repubblica, diversi da quelli previsti dagli artt. 8 (primo comma), 11, 12, 16, 18, 54, 56 e 61, sono controfirmati dal Primo Ministro e, se del caso, dai ministri responsabili.

TITOLO III. IL GOVERNO

Art. 20. - Il Governo determina e dirige la politica nazionale.

Dispone dell'amministrazione e delle forze armate.

È responsabile davanti al Parlamento nelle condizioni e secondo le procedure previste negli artt. 49 e 50.

Art. 21. - II Primo Ministro dirige l'azione del Governo. È responsabile della difesa nazionale. Assicura l'esecuzione delle leggi. Salve le disposizioni di cui all'art. 13, esercita il potere regolamentare e nomina agli impieghi civili e militari.

Può delegare alcuni poteri ai ministri.

Sostituisce, se del caso, il Presidente della Repubblica nella presidenza dei Consigli e dei Comitati previsti dall'art. 15.

Può, a titolo eccezionale, sostituirlo nella presidenza di un Consiglio dei ministri in virtù di una delega espressa e per un ordine del giorno determinato.

Art. 22. - Gli atti del Primo Ministro sono controfirmati, quando occorra, dai ministri incaricati della loro esecuzione.

Art. 23. - Le funzioni di membro del Governo sono incompatibili con l'esercizio del mandato parlamentare e di qualsiasi funzione di rappresentanza professionale a carattere nazionale e di ogni impiego pubblico o attività professionale.

Una legge organica fissa le modalità per la sostituzione dei titolari di tali mandati, funzioni o impieghi.

La sostituzione dei membri del Parlamento ha luogo in conformità alle disposizioni dell'art. 25.

TITOLO IV. IL PARLAMENTO

Art. 24. - Il Parlamento si compone dell'Assemblea Nazionale e del Senato.

I deputati all'Assemblea Nazionale sono eletti a suffragio diretto.

Il Senato è eletto a suffragio indiretto. Esso assicura la rappresentanza degli enti territoriali della Repubblica. I francesi stabiliti fuori di Francia sono rappresentati al Senato.

Art. 25. - Una legge organica fissa la durata dei poteri di ciascuna assemblea, il numero dei suoi membri, le loro indennità, le condizioni di eleggibilità, e il regime delle ineleggibilità e delle incompatibilità.

Essa fissa anche le norme per la elezione delle persone chiamate ad assicurare, in caso di vacanza del seggio, la sostituzione dei deputati e dei senatori fino al rinnovo generale o parziale dell'assemblea di appartenenza.

TITOLO V. RAPPORTI TRA IL PARLAMENTO E IL GOVERNO

Art. 34. - La legge è votata dal Parlamento.

La legge stabilisce le norme concernenti:

¨      I diritti civici e le garanzie fondamentali accordate ai cittadini per l'esercizio delle pubbliche libertà; gli oneri imposti dalla difesa nazionale ai cittadini in ordine alle loro persone ed ai loro beni;

¨      la nazionalità, lo stato e la capacita delle persone, il regime matrimoniale, le successioni e donazioni;

¨      la determinazione dei crimini e dei delitti, nonché delle pene applicabili; la procedura penale; l'amnistia; la creazione di nuovi ordini di giurisdizione e lo statuto dei magistrati;

¨      la ripartizione, il tasso e le modalità di riscossione delle imposte i ogni natura; il regime di emissione della moneta.

La legge fissa anche le norme concernenti:

¨      il regime elettorale delle assemblee parlamentari e delle assemblee sociali;

¨      la creazione di categorie di enti pubblici;

¨      le garanzie fondamentali riconosciute ai funzionari civili e militari dello Stato;

¨      le nazionalizzazioni di imprese e i trasferimenti di proprietà delle imprese dal settore pubblico al settore privato.

La legge determina i principi fondamentali:

¨      dell'organizzazione generale della difesa nazionale;

¨      della autonomia degli enti locali, delle loro competenze e risorse;

¨      dell'insegnamento;

¨      del regime della proprietà, dei diritti reali e delle obbligazioni civili e commerciali;

¨      del diritto del lavoro, del diritto sindacale e della sicurezza sociale.

Le leggi di carattere finanziario fissano le entrate e le spese dello Stato nei modi e con i limiti previsti da una Legge organica.

Le leggi di finanziamento della sicurezza sociale stabiliscono le condizioni generali del suo equilibrio finanziario e, tenendo conto delle loro previsioni di entrate, determinano gli obiettivi di spesa, alle condizioni e con le riserve stabilite da una legge organica. 

Leggi di programma determinano gli obiettivi dell'azione economica e sociale dello Stato.

Le disposizioni del presente articolo potranno essere precisate ed integrate da una legge organica.

Art. 35. - La dichiarazione di guerra è autorizzata dal Parlamento.

Art. 36. - Lo stato d'assedio è decretato in Consiglio dei ministri.

Non può essere prorogato oltre 12 giorni senza autorizzazione del Parlamento.

Art. 37. - Le materie diverse da quelle riservate alla legge hanno carattere regolamentare.

I testi di legge che già disciplinano tali materie possono essere modificati mediante decreto, sentito il parere del Consiglio di Stato. I testi che saranno emanati dopo l'entrata in vigore della presente Costituzione non potranno essere modificati con decreto se il Consiglio Costituzionale non abbia dichiarato che essi sono di natura regolamentare, ai sensi del comma precedente.

Art. 37.1-  La legge e il regolamento possono comprendere, per un oggetto e una durata limitati, disposizioni a carattere sperimentale. 

Art. 38. - Il Governo può, per l'esecuzione del suo programma, richiedere al Parlamento l'autorizzazione ad emanare con ordinanze, entro un termine limitato, dei provvedimenti che rientrerebbero normalmente nella competenza della legge.

Tali ordinanze sono deliberate in Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato. Esse entrano in vigore con la pubblicazione, ma decadono se il progetto di legge di ratifica non è presentato al Parlamento prima della data fissata dalla legge di autorizzazione ("loi d'habilitation").

Alla scadenza del termine di cui al primo comma del presente articolo le ordinanze non possono più essere modificate se non per legge.

Art. 39. - L'iniziativa delle leggi appartiene al Primo Ministro e ai membri del Parlamento.

I disegni di legge sono deliberati in Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato, e sono presentati alla Presidenza di una delle due assemblee. I disegni di legge in materia finanzia ria e di finanziamento della sicurezza sociale sono presentati in prima lettura alla Assemblea Nazionale. Senza pregiudizio del primo comma dell’art. 44, i progetti di legge che abbiano come oggetto principale l’organizzazione degli enti territoriali e i progetti di legge relativi alla realtà rappresentative dei francesi residenti fuori dalla Francia sono sottoposti in primo luogo al Senato.

Art. 40. - Le proposte e gli emendamenti formulati dai membri del Parlamento non sono ammissibili quando la loro adozione abbia per conseguenza sia una diminuzione delle entrate sia la creazione o l'aggravamento di un onere pubblico.

Art. 41. - Se nel corso dell'iter legislativo appare che una proposta o un emendamento siano estranei alla materia riservata alla legge o siano contrari ad una delega accordata ai sensi dell'art. 38, il Governo può opporre l'irricevibilità.

In caso di disaccordo tra il Governo ed il Presidente dell'assemblea interessata, il Consiglio Costituzionale, a richiesta dell'uno o dell'altro, decide nel termine di otto giorni.

Art. 42. - La discussione dei disegni di legge verte, davanti alla prima assemblea che ne è investita, sul testo presentato dal Governo.

L'assemblea investita di un testo votato dall'altra assemblea delibera sul testo che le è trasmesso.

Art. 43. - I disegni e le proposte di legge sono, a richiesta del Governo o dell'assemblea che ne è investita, inviati per l'esame a Commissioni espressamente designate.

I disegni e le proposte per le quali la richiesta non è fatta, sono inviati ad una delle Commissioni permanenti, il cui numero è limitato a sei per ciascuna assemblea.

Art. 44. - I membri del Parlamento e il Governo hanno diritto di emendamento. Dopo l'apertura del dibattito, il Governo può opporsi all'esame di qualsiasi emendamento che non sia stato anteriormente sottoposto all'esame della Commissione.

Se il Governo lo richiede, l'assemblea si pronuncia mediante un solo voto su tutto o parte dei testo in discussione con gli emendamenti proposti o accettati dal Governo (vote bloqué).

Art. 45. - Ogni disegno o proposta di legge è esaminato successivamente nelle due assemblee in vista dell'adozione di un identico testo.

Quando, per disaccordo tra le due assemblee, un disegno o una proposta di legge non ha potuto essere adottata dopo due letture da parte di ciascuna assemblea o, se il Governo ha dichiarato l'urgenza, dopo una sola lettura da parte di ciascuna assemblea, il Primo Ministro ha la facoltà di provocare la riunione di una Commissione mista paritetica incaricata di proporre un testo sulle norme controverse.

Il testo elaborato dalla Commissione mista può essere sottoposto dal Governo all'approvazione delle due assemblee. Nessun emendamento è ammissibile senza l'assenso del Governo.

Se la Commissione mista non raggiunge l'accordo di un testo comune o se il testo non è adottato nei modi previsti dal comma precedente, il Governo può, dopo una nuova lettura da parte dell'Assemblea Nazionale e del Senato, richiedere all'Assemblea Nazionale di decidere definitivamente. In tal caso l'Assemblea Nazionale può riprendere sia il testo elaborato dalla Commissione mista, sia l'ultimo testo da essa votato, ed eventualmente modificato da uno o più emendamenti adottati dal Senato.

Art. 46. - Le leggi alle quali la Costituzione attribuisce il carattere di leggi organiche sono votate e modificate nei modi seguenti.

Il disegno, o la proposta, è sottoposto alla deliberazione e al veto della prima assemblea che ne è investita solo alla scadenza di un termine di 15 giorni dalla sua presentazione. È applicabile la procedura di cui all'art. 45. Tuttavia, in mancanza di accordo fra le due assemblee, il testo non può essere adottato dalla Assemblea Nazionale in ultima lettura se non a maggioranza assoluta dei suoi membri.

Le leggi organiche relative al Senato debbono essere votate nell'identico testo dalle due assemblee.

Le leggi organiche non possono essere promulgate se non dopo dichiarazione di conformità alla Costituzione da parte del Consiglio Costituzionale.

Art. 47. - Il Parlamento vota i disegni di legge di carattere finanziario nei modi previsti da una legge organica.

Se l'Assemblea Nazionale non si è pronunciata in prima lettura nel termine di 40 giorni dalla presentazione del disegno di legge, il Governo ne investe il Senato, che deve decidere nel termine di 15 giorni. Per il resto si procede nei modi previsti dall'art. 45. Se il Parlamento non si pronuncia nel termine di 70 giorni, le disposizioni del disegno di legge possono essere emanate mediante ordinanza.

Se la legge finanziaria che fissa le entrate e le spese di un esercizio non è presentata in tempo utile per essere promulgata prima dell'inizio dell'esercizio stesso, il Governo richiede d'urgenza al Parlamento l'autorizzazione a percepire le imposte e autorizza con decreto le spese relative ai servizi già votati.

I termini previsti dal presente articolo sono sospesi quando il Parlamento non è in sessione.

La Corte dei conti assiste il Parlamento e il Governo nel controllo della esecuzione delle leggi finanziarie.

Art. 48. – Senza pregiudizio per l’applicazione degli ultimi tre commi dell’art. 28, l'ordine del giorno delle assemblee comporta, per priorità e nell'ordine fissato dal Governo, la discussione dei disegni di legge presentati dal Governo e delle proposte di legge da esso accettate.

Ogni settimana almeno una seduta è riservata, con precedenza su ogni altra questione, alle interrogazioni dei membri del Parlamento ed alle risposte del Governo.

Una seduta al mese è riservata per priorità all’ordine del giorno stabilito da ciascuna Assemblea.

Art. 49. - Il Primo Ministro, su deliberazione del Consiglio dei ministri, impegna dinanzi all'Assemblea Nazionale la responsabilità del Governo sul suo programma o eventualmente su una dichiarazione di politica generale.

L'Assemblea Nazionale mette in causa la responsabilità del Governo mediante la votazione d'una mozione di sfiducia (motion de censure). La mozione non è ammissibile se non è firmata da almeno un decimo dei membri dell'Assemblea Nazionale. La votazione non può aver luogo prima di 48 ore dalla presentazione della mozione. Si tiene conto soltanto dei voti favorevoli alla mozione di sfiducia, che deve essere approvata a maggioranza dei componenti l'Assemblea Nazionale. Ad eccezione di quanto è previsto nel comma successivo, un deputato non può firmare più di tre mozioni di sfiducia nel corso della stessa seduta ordinaria e più di una nel corso della stessa seduta straordinaria.

Il Primo Ministro può, su deliberazione del Consiglio dei ministri, impegnare la responsabilità del Governo dinanzi all'Assemblea Nazionale sulla votazione di un testo. In tal caso il testo è considerato adottato, salvo che una mozione di sfiducia, presentata nel termine di 24 ore, sia votata nei modi previsti dal comma precedente.

Il Primo Ministro ha facoltà di richiedere al Senato l'approvazione di una dichiarazione di politica generale.

Art. 50. - Quando l'Assemblea Nazionale adotta una mozione di sfiducia o respinge il programma o una dichiarazione di politica generale del Governo, il Primo Ministro deve presentare al Presidente della Repubblica le dimissioni del Governo.

Art. 51. - La chiusura delle sessioni ordinarie o straordinarie è di diritto prorogata per consentire, ove necessaria,  l'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 49. Per questa stessa finalità sono convocate di diritto delle sedute supplementari.

TITOLO VI. TRATTATI ED ACCORDI INTERNAZIONALI

Art. 52. - Il Presidente della Repubblica negozia e ratifica i trattati.

È informato di ogni negoziazione tendente alla conclusione di un accordo internazionale per il quale non è richiesta ratifica.

Art. 55- I trattati o accordi regolarmente ratificati o approvati hanno, appena pubblicati, un’efficacia superiore a quella delle leggi, con la riserva, per ciascun accordo o trattato, della sua applicazione da parte dell’altro contraente.

TITOLO VII. IL CONSIGLIO COSTITUZIONALE

Art. 56. - Il Consiglio Costituzionale comprende nove membri, il cui mandato dura nove anni e non è rinnovabile. Il Consiglio Costituzionale si rinnova per un terzo ogni tre anni. Dei suoi membri, tre sono nominati dal Presidente della Repubblica, tre dal Presidente dell'Assemblea Nazionale, tre dal Presidente del Senato.

Oltre i nove membri di cui al precedente comma, fa parte di diritto e a vita del Consiglio Costituzionale chi è stato Presidente della Repubblica.

Il Presidente è nominato dal Presidente della Repubblica. In caso di parità, il suo voto prevale.

Art. 58. - Il Consiglio Costituzionale vigila sulla regolarità della elezione del Presidente della Repubblica. Esamina i reclami e proclama i risultati dello scrutinio.

Art. 59. - Il Consiglio Costituzionale decide, in caso di contestazione, sulla regolarità delle elezioni dei deputati e dei senatori.

Art. 60. - Il Consiglio Costituzionale sorveglia la regolarità delle operazioni dei referendum previsti agli articoli 11 e 89 e ne proclama i risultati.

Art. 61. - Le leggi organiche, prima della loro promulgazione, i regolamenti delle assemblee parlamentari, prima della loro entrata in vigore, sono sottoposti al Consiglio Costituzionale, che delibera sulla loro conformità alla Costituzione.

Agli stessi effetti, le leggi possono essere deferite al Consiglio Costituzionale, prima della loro promulgazione, dal Presidente della Repubblica, dal Primo Ministro, dal Presidente dell'Assemblea Nazionale, del Presidente del Senato, o da 60 deputati o 60 senatori.

Nei casi previsti dai precedenti commi, il Consiglio Costituzionale decide nel termine di un mese. Tuttavia, a richiesta del Governo, in caso di urgenza, il termine è ridotto a otto giorni. Nei casi menzionati, il deferimento al Consiglio Costituzionale sospende il termine della promulgazione.

Art. 62. – Una disposizione dichiarata incostituzionale non può essere promulgata né applicata.

Contro le decisioni del Consiglio Costituzionale non è ammessa alcuna impugnazione. Esse sono obbligatorie per i pubblici poteri e per tutte le autorità amministrative e giurisdizionali.

TITOLO VIII. L'AUTORITÀ GIUDIZIARIA

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TITOLO IX. L'ALTA CORTE Dl GIUSTIZIA

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TITOLO X. LA RESPONSABILITA’ PENALE DEI MEMBRI DEL GOVERNO

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TITOLO XI IL CONSIGLIO ECONOMICO E SOCIALE

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TITOLO XII. GLI ENTI TERRITORIALI

Art. 72. - Gli enti  territoriali della Repubblica sono i Comuni, i Dipartimenti, le Regioni, gli enti a statuto particolare e gli enti di d'oltremare regolati dal’art. 74. Ogni altro ente territoriale è creato dalla legge, se necessario in sostituzione di uno o più enti citati nel presente comma.

Gli enti territoriali sono chiamati a prendere le decisioni per l’insieme delle competenze che possono meglio essere gestite al loro livello.  

Alle condizioni previste dalla legge tali enti si amministrano liberamente per mezzo di consigli eletti e dispongono di un potere regolamentare per l’esercizio delle loro competenze.

Alle condizioni previste da una legge organica, e salvo quando siano in questione le condizioni essenziali di esercizio di una libertà pubblica o di un diritto costituzionalmente garantito, gli enti territoriali o le loro associazioni possono, quando, a seconda dei casi, la legge o il regolamento lo ha previsto, derogare a titolo sperimentale e per un oggetto e una durata limitati, alle disposizioni legislative o regolamentari che regolano l’esercizio delle loro competenze.

Nessun ente territoriale può esercitare una tutela su un altro. Tuttavia, quando l’esercizio di una competenza necessiti il concorso di più enti territoriali, la legge può autorizzare uno di essi o una loro associazione a organizzare le modalità della loro azione comune.  

Negli enti territoriali della Repubblica, il rappresentante dello Stato, rappresentando ciascuno dei membri del Governo, deve curare gli interessi nazionali, il controllo amministrativo e il rispetto delle leggi.

Art. 72.1.- La legge fissa le condizioni in cui gli elettori di ciascun ente territoriale possono, attraverso l’esercizio del diritto di petizione, richiedere l’iscrizione all’ordine del giorno dell’assemblea deliberativa di tale ente di una questione attinente alla sua competenza.  

Alle condizioni previste dalla legge organica, i progetti di decisione o di atto relativo alla competenza di un ente territoriale possono, su sua iniziativa, essere sottoposti, per via referendaria, alla decisione degli elettori di tale ente.

Quando si prospetta la creazione di un ente territoriale dotato di uno statuto particolare o di modificare la sua organizzazione, può essere deciso dalla legge di consultare gli elettori degli enti interessati. La modifica dei limiti degli enti territoriali può altresì comportare la consultazione degli elettori alle condizioni stabilite dalla legge.   

TITOLO XIII.

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TITOLO XIV. ACCORDI DI ASSOCIAZIONE

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TITOLO XV. LE COMUNITÀ EUROPEE E L’UE

Art. 88-1. – La Repubblica partecipa alle CE e all’UE, costituite da Stati che hanno scelto liberamente, in virtù dei trattati che le hanno istituite, di esercitare in comune alcune delle proprie competenze.

Art. 88-2 – Sotto riserva di reciprocità e secondo le modalità previste dal Trattato sull’UE firmato il 7 febbraio 1992, la Francia acconsente ai trasferimenti di competenze necessari per l’istituzione dell’UEME.

Sotto la stessa riserva e secondo le modalità previste dal Trattato istitutivo della CE, nella sua redazione risultante dal trattato firmato il 2 ottobre 1997, possono essere consentiti i trasferimenti di competenza necessari alla determinazione delle regole relative alla libera circolazione delle persone ed alle materie ad essa connesse.

La legge fissa le regole relative al mandato di arresto europeo in applicazione degli atti emanati sulla base del trattato sull’Ue.

TITOLO XVI. REVISIONE DELLA COSTITUZIONE

Art. 89. - L'iniziativa della revisione della Costituzione appartiene sia al Presidente della Repubblica, su proposta del Primo Ministro, sia ai membri del Parlamento.

Il disegno o la proposta di revisione deve essere votata dalle due assemblee nell'identico testo. La revisione è definitiva dopo essere stata approvata con referendum.

Il progetto di revisione non è sottoposto a referendum quando il Presidente della Repubblica decide di sottoporlo al Parlamento convocato in Congresso; in tal caso, il progetto di revisione si considera approvato solo se riporta la maggioranza dei tre quinti dei voti validi. L'Ufficio di presidenza del Congresso è quello dell'Assemblea Nazionale.

Nessuna procedura di revisione può essere iniziata o continuata quando è stata violata l'integrità del territorio dello Stato.

La forma repubblicana di governo non può costituire l'oggetto di una revisione.

TITOLO XVII DISPOSIZIONI TRANSITORIE

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4 - COSTITUZIONE DEL REGNO DI SVEZIA (1975)  

 

Insieme a quella greca (1975) e a quella spagnola (1978) la Costituzione svedese del 27 febbraio 1974, entrata in vigore a inizio 1975,  fa parte della generazione delle carte costituzionali europee degli anni Settanta: a differenza dalle altre, tuttavia, non si trattò di carte che segnavano il ritorno alla forma di stato democratica di derivazione liberale, ma di una forte razionalizzazione della più antica costituzione europea vigente (risaliva al 1809). Soprattutto il nuovo testo registrava in forma scritta razionalizzata una serie di trasformazione che nella prassi si erano già imposte. Fra le altre cose questo testo si caratterizza per il carattere monocamerale del Parlamento, per il fatto di prevedere una forma di governo parlamentare nella quale il  capo dello Stato (il monarca) non ha più alcun ruolo in relazione all’indirizzo politico e al rapporto governo-parlamento e per il riconoscimento indiretto di un mandato al Governo per via elettorale. Infatti il Governo in carica, anche sfiduciato, può, in alternativa alle dimissioni, procedere ad elezioni anticipate. Un aspetto che ha reso questo testo particolarmente attrattivo nella transizione italiana, alla ricerca di una formalizzazione del mandato elettorale.  

 

CAPITOLO I. PRINCIPI COSTITUZIONALI

Art. 1. - In Svezia la sovranità emana dal popolo. La democrazia svedese si basa sulla libertà di opinioni e sul suffragio universale, con voto eguale. Essa si realizza per mezzo di un regime costituzionale rappresentativo e parlamentare e per mezzo dell'autonomia degli enti locali.

L'esercizio dei poteri pubblici è subordinato alle leggi.

Art. 2. - La Costituzione, la Legge sulla successione al trono e la Legge sulla libertà di stampa costituiscono le leggi costituzionali della Svezia.

Art. 3. - I1 Riksdag rappresenta il popolo. Il Riksdag approva le leggi, decide sulle imposte dello Stato e determina il modo in cui devono essere utilizzati i fondi dello Stato stesso.

Il Riksdag esercita il controllo sul Governo e sull'amministrazione svedese.

Art. 4. - Il Re è il Capo dello Stato della Svezia.

Art. 5. - Il Governo amministra il Paese ed è responsabile davanti al Riksdag.

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CAPITOLO II. LIBERTÀ E DIRITTI FONDAMENTALI

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CAPITOLO III. IL RIKSDAG

Art. 1. - Il Riksdag è eletto con votazioni libere a suffragio diretto segreto.

Il Riksdag è composto da una Camera di 349 membri, per ciascuno dei quali deve essere designato un supplente.

Art. 2. - Hanno diritto a partecipare alle elezioni del Riksdag tutti cittadini svedesi residenti in Svezia. La legge specifica le disposizioni che regolano il diritto di voto dei cittadini svedesi non residenti in Svezia. Il diritto di voto non spetta a chi, nel giorno delle elezioni, non abbia ancora compiuto i 18 anni o sia stato dichiarato con sentenza letalmente incapace.

Le questioni relative al diritto di voto di cui al comma precedente tengono risolte in base alle liste elettorali compilate prima delle votazioni.

Art. 3. - Ogni quattro anni si procede alle elezioni ordinarie del Riksdag.

Art. 4. - Nell'intervallo fra le elezioni ordinarie, il Governo può decidere di indire delle elezioni straordinarie, che devono svolgersi entro tre mesi dalla data di tale decisione.

Dopo l'elezione del Riksdag, il Governo non può indire delle elezioni straordinarie prima che siano trascorsi tre mesi dalla prima riunione del nuovo Riksdag. Il Governo non può indire delle elezioni straordinarie quando tutti i suoi membri siano stati rimossi dalle loro funzioni, ma continuino ad esercitarle in attesa che entri in carica un nuovo Governo.

L'articolo 3 del capitolo VI della Costituzione detta le norme per le elezioni straordinarie nel caso ivi previsto.

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CAPITOLO IV. I LAVORI DEL RIKSDAG

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CAPITOLO V. IL CAPO DELLO STATO

Art. 1. - Il Primo Ministro informa il Capo dello Stato degli affari del Paese. Quando è necessario, il Governo si riunisce in Consiglio dei ministri sotto la presidenza del Capo dello Stato.

Art. 2. - Può assumere la carica di Capo dello Stato solo chi abbia la cittadinanza svedese e abbia compiuto venticinque anni. La carica è incompatibile con quella di componente del Governo econ l'esercizio delle funzioni di Presidente o di membro del Riksdag.

Il Capo dello Stato deve consultare il Primo Ministro prima di recarsi all'estero.

Art. 3. - Se, per malattia, soggiorno all'estero o per qualunque altro motivo, il Re non è in grado di adempiere alle sue funzioni, un componente della Famiglia reale, scelto in base all'ordine di successione e che non ne sia a sua volta impedito, esercita le funzioni di Capo dello Stato come Reggente temporaneo.

Art. 4. - In caso di estinzione della Famiglia reale, il Riksdag designa un Reggente per assumere le funzioni di Capo dello Stato fino a quando non siano state adottate le opportune decisioni. Il Riksdag designa inoltre un sostituto del Reggente. Le stesse disposizioni si applicano in caso di decesso o di abdicazione del Re se l'erede al trono non ha ancora raggiunto l'età di venticinque anni.

Art. 5 - Se, per un periodo ininterrotto di sei mesi, il Re non esercita le sue funzioni per un qualsiasi impedimento, od omette di assolvere alle proprie funzioni, il Governo ne informa il Riksdag, che decide se si debba considerare che il Re abbia abdicato.

Art. 6. - Se nessuna delle persone designate a termini degli articoli 3 o 4 può esercitare le funzioni di Capo dello Stato, il Riksdag può, su designazione del Governo, eleggere una persona perché eserciti temporaneamente le funzioni di Reggente. Quando nessun'altra persona può esercitare tali funzioni, la Reggenza temporanea è attribuita, su designazione del Governo, al Presidente o, in caso di suo impedimento, ad un Vicepresidente delRiksdag.

Art. 7. - Il Re non può essere messo in stato d'accusa per gli atti o le omissioni da lui compiuti. Il Reggente non può essere messo in stato di accusa per gli atti o le omissioni compiuti nella qualità di Capo dello Stato.

 

CAPITOLO VI. IL GOVERNO

Art. l. - Il Governo e composto dal Primo Ministro e dagli altri ministri. Il Primo Ministro è designato in conformità alle disposizioni degli articoli 2 e 4 del presente capitolo. Il Primo Ministro nomina gli altri ministri.

Art. 2. - Quando dev'essere designato il Primo Ministro, il Presidente del Riksdag consulta i rappresentanti di ciascun gruppo presente nell'assemblea. Dopo aver sentito i Vicepresidenti del Riksdag, sottopone la sua proposta all'assemblea. Il Riksdag procede alla votazione su tale proposta entro il termine di quattro giorni e senza esame in Commissione. La proposta è respinta se più della metà dei componenti del Riksdag vota contro. In tutti gli altri casi è approvata.

Art. 3. - Se il Riksdag respinge la proposta del suo Presidente, si procede ad una nuova consultazione in base alle disposizioni dell'articolo precedente. Se il Riksdag respinge per quattro volte una proposta del suo Presidente, la procedura di designazione del Primo Ministro è interrotta e viene ripresa solo dopo nuove elezioni del Riksdag. Qualora non siano previste elezioni ordinarie entro il termine di tre mesi, si procede entro lo stesso termine ad elezioni straordinarie.

Art. 4. - Dopo l'approvazione da parte del Riksdag della nomina del Primo Ministro, questi informa appena possibile l'assemblea della nomina dei ministri da lui compiuta. La costituzione del nuovo Governo avviene nel corso di una riunione speciale alla presenza del Capo dello Stato o, in caso di suo impedimento, alla presenza del Presidente del Riksdag, che dev'essere comunque invitato a partecipare a tale riunione. Il Presidente del Riksdag procede all'investitura del Primo Ministro a nome dell'assemblea.

Art. 5. - Se il Riksdag dichiara che il Primo Ministro, o uno qualsiasi dei ministri, non godono più della sua fiducia, il Presidente deve dimetterlo dall'incarico. Tuttavia, le dimissioni non hanno luogo se il Governo, avendo la possibilità d'indire le elezioni straordinarie del Riksdag, approva nella settimana successiva al voto di sfiducia una decisione in tal senso.

Art. 6. - Se un ministro decide di dimettersi, le dimissioni devono essere accettate dal Presidente del Riksdag se si tratta del Primo Ministro, dal Primo Ministro negli altri casi. In ogni caso il Primo Ministro può revocare un ministro dal suo incarico.

Art. 7. - In caso di dimissioni o di morte del Primo Ministro, il Presidente del Riksdag dichiara decaduti dall'incarico anche gli altri ministri.

Art. 8. - In caso di dimissioni di tutti i membri del Governo, essi rimangono in carica fino all'investitura del nuovo Governo. In caso di dimissioni volontarie di un membro del Governo, che non sia il Primo Ministro, questi può chiedere che il ministro dimissionario resti in carica fino alla nomina del successore.

Art. 9. - I membri del Governo devono possedere la cittadinanza svedese da almeno dieci anni.

I ministri non possono esercitare altri impieghi pubblici o privati, né possono assumere incarichi o espletare attività in qualsiasi modo contrastanti con la fiducia pubblica in essi riposta.

Art. 10. - In caso d'impedimento del Presidente del Riksdag, le funzioni a lui attribuite a norma delle disposizioni del presente capitolo vengono esercitate da un Vicepresidente.

CAPITOLO VII. LE ATTIVITÀ DEL GOVERNO

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CAPITOLO VIII. LEGGI ED ATTI AVENTI FORZA COGENTE

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CAPITOLO IX. DISPOSIZIONI IN MATERIA FINANZIARIA

Omissis

CAPITOLO X. RELAZIONI CON GLI ALTRI STATI

Art. 1. - Gli accordi con altri Stati o con organizzazioni internazionali sono conclusi dal Governo.

Art. 2. - Il Governo, senza l'approvazione del Riksdag, non può concludere alcun accordo vincolante per il Regno, che presupponga la modifica o l'abrogazione di una legge, o l'emanazione di una nuova legge, o che comunque riguardi una materia per la quale il Riksdag deve adottare una qualche decisione.

Qualora, nei casi di cui al comma precedente, sia prevista una speciale procedura per le decisioni del Riksdag, anche l'approvazione dell'accordo dev'essere adottata con tale procedura.

Al di fuori dei casi di cui al primo comma del presente articolo, il Governo, senza l'approvazione del Riksdag, non può concludere alcun accordo internazionale vincolante per il Regno, che rivesta una notevole importanza. Peraltro, se l'interesse della Svezia lo impone, il Governo può evitare di richiedere l'approvazione parlamentare per un tale accordo, ma deve in tal caso, prima di concluderlo, consultare il Comitato per gli affari esteri.

Omissis

CAPITOLO XI. GIUSTIZIA E AMMINISTRAZIONE PUBBLICA

Omissis

CAPITOLO XII. POTERI DI CONTROLLO

Art. 1. - La Commissione per gli affari costituzionali controlla il modo in cui i ministri esercitano le loro funzioni e trattano gli affari di governo. A tal fine, la Commissione ha libero accesso ai verbali delle decisioni adottate per gli affari di governo e a tutti i documenti relativi. Le altre Commissioni del Riksdag e i parlamentari possono solllevare per iscritto dinanzi alla Commissione per gli affari costituzionali questioni relative all'esercizio delle funzioni ministeriali o al disbrigo degli affari di governo.

Art. 2. - La Commissione per gli affari costituzionali deve riferire al Riksdag, ogni volta che lo reputi necessario, ma almeno una volta all'anno, su tutte le questioni che ritiene di particolare importanza, formulando le osservazioni che derivano dai suoi controlli. In base a tali osservazioni, il Riksdag può fare rilievi al Governo.

Art. 3. - I ministri e gli ex-ministri possono essere perseguiti penalmente per gli atti compiuti nell'esercizio delle loro funzioni solo se si sono resi responsabili di gravi negligenze nell'adempimento dei loro doveri. L'incriminazione è decisa dalla Commissione per gli affari costituzionali e il giudizio è di competenza della Corte Suprema.

Art. 4. - Il Riksdag può dichiarare la sfiducia nei confronti di un ministro. La relativa mozione deve essere approvata dalla maggioranza assoluta dei membri dell'assemblea. Una mozione di sfiducia può essere messa in votazione solo se è stata presentata da almeno un decimo dei componenti del Riksdag. Non hanno seguito le mozioni di sfiducia presentate nel periodo che intercorre tra le elezioni generali ordinarie o la notifica della decisione di convocare elezioni straordinarie e la prima riunione del nuovo Riksdag. Non hanno seguito le mozioni di sfiducia nei confronti di un ministro che continui a svolgere le sue funzioni dopo le dimissioni dalla carica in base alle disposizioni dell'articolo 8 del capitolo VI della Costituzione.

Le mozioni di sfiducia non sono sottoposte all'esame preliminare in Commissione.

Art. 5. - I membri del Riksdag possono, a norma delle disposizioni del Regolamento, presentare interpellanze e interrogazioni ai ministri in merito alle questioni relative all'esercizio delle loro funzioni.

Art. 6. - Il Riksdag elegge uno o più Ombudsman incaricati, sulla base delle direttive dell'Assemblea, di vigilare sull'applicazione delle leggi e dei regolamenti da parte della pubblica amministrazione, con la facoltà di promuovere procedimenti giudiziari in conformità con le direttive del Riksdag. L'Ombudsman può assistere alle deliberazioni degli organi giudiziari e amministrativi e prendere visione dei verbali e di altri documenti di tali organi. Gli organi giudiziari e amministrativi, nonché i funzionari dello Stato e degli enti locali devono comunicare le informazioni e i pareri richiesti. Lo stesso obbligo incombe su chiunque sia soggetto ai controlli dell'Ombudsman. Se richiesto, il pubblico ministero deve prestare la propria assistenza all'Ombudsman.

Il Regolamento del Riksdag specifica le disposizioni particolari relative all'Ombudsman o agli Ombudsman.

Art. 7. - Il Riksdag elegge fra i propri membri sei revisori incaricati di controllare l'attività statale e può estendere tale controllo anche ad altri tipi di attività. Il Riksdag adotta direttive per l'esercizio delle funzioni dei revisori.

I revisori hanno, in conformità con le disposizioni di legge, il potere di richiedere le informazioni, i documenti e i rapporti necessari per l'attività di controllo.

Ulteriori norme sui revisori sono contenute nel Regolamento del Riksdag.

Omissis

CAPITOLO XIII. STATO DI GUERRA E PERICOLO DI GUERRA

Omissis


DISPOSIZIONI TRANSITORIE

7- Le disposizioni delle leggi o degli altri atti normativi precedenti riferiti al Re o al Re in Consiglio si applicano come se riferite al Governo, a meno che non risulti evidente dal testo della norma, o altrimenti, che il riferimento è specificamente rivolto alla persona del Re… omissis  


 

5 - COSTITUZIONE DEL REGNO DI SPAGNA (1978)  

 

La Costituzione del Regno di Spagna risale al 27 dicembre 1978. Essa è dunque un testo assai recente e moderno: fu infatti elaborata all’indomani della morte del dittatore, il CaudilloFrancisco Franco, che aveva governato per ben 40 anni e aveva trasformato la Spagna in uno stato autoritario, dopo aver vinto la guerra civile scatenata  contro il legittimo governo repubblicano ed essersi nominato Capo del Governo dello Stato (con todos los poderes del nuevo Estado e con il titolo di Generalìsimo) col decreto del 29 settembre 1936. La precedente costituzione era stata quella  del 1931 (appunto repubblicana) seguita a quella monarchica del 1876. Come quella frances,e la storia costituzionale spagnola è ricca di testi costituzionali, a partire dalla famosa Costituzione di Cadice del 1812 (modello per tutti i liberali costituzionali dell’epoca perché si fondava sulla sovranità nazionale e sulla divisione dei poteri secondo le teorie della Rivoluzione francese; fu ripresa anche nel Regno di Sardegna, sia pure per pochi giorni, nel 1821).

 

PREAMBOLO

La Nazione spagnola, desiderando stabilire la giustizia, la libertà, la sicurezza e promuovere il bene di quanti la compongono, nell’esercizio della sua Sovranità, proclama la sua volontà di:

garantire la convivenza democratica nei limiti della Costituzione e delle leggi in conformità ad un giusto ordine economico e sociale;

consolidare lo Stato di Diritto che assicuri la supremazia della legge come espressione della volontà popolare;

tutelare tutti gli spagnoli e i popoli della Spagna nell’esercizio dei diritti umani, le loro culture e tradizioni, le loro lingue ed istituzioni;

promuovere il progresso della cultura e dell’economia onde assicurare a tutti condizioni di vita dignitose;

stabilire una società democratica avanzata e

collaborare al rafforzamento delle relazioni pacifiche e di efficace cooperazione tra tutti i popoli della terra.         

TITOLO PRELIMINARE

Art. 1- 1) La Spagna si costituisce in Stato sociale e democratico di diritto, che propugna come valori superiori del proprio ordinamento giuridico la libertà, la giustizia, l’eguaglianza e il pluralismo politico.

2) La Sovranità nazionale risiede nel popolo spagnolo da cui emanano i poteri dello Stato.

3) La forma politica dello Stato spagnolo è la monarchia parlamentare.   

Omissis

TITOLO I. DIRITTI E DOVERI FONDAMENTALI (Omissis)

TITOLO II. LA CORONA

Art. 56. - 1) Il Re è il Capo dello Stato, simbolo della sua unità è stabilità, è arbitro e regolatore del funzionamento delle istituzioni, assuma la più alta rappresentanza dello Stato spagnolo nelle relazioni internazionali, specie con le Nazioni che appartengono alla sua comunità storica, e esercita le funzioni che gli attribuiscono espressamente la Costituzione le leggi.

2) Ha il titolo di Re di Spagna e potrà utilizzare anche gli altri che competono alla Corona.

3) La persona del Re è inviolabile e non è soggetta ad alcuna responsabilità. I suoi atti dovranno essere sempre controfirmati nella forma stabilita dall'art. 64, essendo la loro validità subordinata a tale controfirma, salvo quanto disposto nell'art. 65, 2.

Art. 57. - 1) La Corona di Spagna e ereditaria nelle persone dei successori di Sua Maestà Juan Carlos I di Borbone, erede legittimo della dinastia storica. La successione al trono seguirà l'ordine regolare di primogenitura e rappresentanza, essendo sempre preferita la linea anteriore a quelle posteriori; nella stessa linea, il grado più prossimo al più remoto; nello stesso grado, il maschio alla femmina; nello stesso sesso, la persona di età maggiore.

2) Il Principe ereditario, dal momento della nascita a quello in cui si produrrà il fatto che darà luogo alla sua ascesa al trono, avrà il titolo di Principe delle Asturie e tutti gli altri che spettano per tradizione al successore alla Corona di Spagna.

3) Qualora si estinguano tutte le linee che hanno diritto al trono, le Cortes provvederanno alla successione alla Corona nella forma più confacente agli interessi della Spagna.

4) Coloro che avendo diritto alla successione al trono, contraggono matrimonio malgrado l'espressa proibizione del Re e delle Cortes saranno esclusi con i loro discendenti dalla successione.

5) In caso di abdicazione, di rinuncia e per qualunque dubbio di fatto o di diritto che insorga riguardo alla successione alla Corona, provvederà una legge organica.

Art. 58. - La Regina consorte o il consorte della Regina non potrà svolgere funzioni costituzionali, salvo quanto disposto per la reggenza.

Art. 59. - 1) Quando il Re sia minore d'età, il padre o la madre di questo o, mancando i genitori, il parente maggiorenne primo nella linea di successione secondo l'ordine stabilito dalla Costituzione, eserciterà la reggenza fino a che il Re abbia raggiunto la maggiore età.

2) Qualora il Re divenga incapace di esercitare la sua autorità e tale incapacità, venga riconosciuta dalle Cortes, la reggenza sarà immediatamente assunta dal Principe ereditario, se maggiorenne. Qualora egli non lo sia, si procederà nel modo previsto dal comma precedente fino a che il Principe avrà raggiunto la maggiore età.

3) Qualora nessuno avesse il titolo per esercitare la reggenza, vi provvederanno le Cortes affidandola a una, tre o cinque persone.

4) Per esercitare la reggenza bisogna essere spagnoli e maggiorenni.

5) La reggenza sarà esercitata per mandato costituzionale e sempre in nome del Re.

Art. 60. - 1) Sarà tutore del Re minorenne colui che il Re defunto abbia designato nel suo testamento, a condizione che sia maggiorenne e spagnolo di nascita. Qualora manchi tale designazione, la tutela verrà esercitata dal padre o dalla madre finché saranno vedovi. In caso diverso, saranno le Cortes a nominare il tutore; tuttavia le funzioni di reggente e di tutore non potranno essere cumulate se non nella persona del padre, della madre o di ascendenti diretti del Re.

2) L'esercizio della tutela e parimenti incompatibile con qualunque carica o rappresentanza politica. .

Art. 61. - 1) II Re, al momento della sua proclamazione davanti alle Cortes, giurerà di adempiere fedelmente alle sue funzioni, osservare e far osservare la Costituzione e le leggi, nonché rispettare i diritti dei cittadini e delle Comunità autonome.

2) Il Principe ereditario, al raggiungimento della maggiore età, e il reggente o i reggenti, all'atto di assumere il loro incarico, presteranno lo stesso giuramento insieme con quello di fedeltà al Re.

Art. 62. - Spetta al Re:

A) approvare e promulgare le leggi;

B) convocare e sciogliere le Cortes e indire nuove elezioni nei termini previsti dalla Costituzione;

C) indire un referendum nei casi previsti dalla Costituzione;

D) proporre il candidato alla Presidenza del Governo e, nel caso, nominarlo, nonché porre fine alle sue funzioni nei termini previsti dalla Costituzione;

E) nominare e destituire i membri del Governo su proposta del Presidente;

F) emanare i decreti decisi nel Consiglio dei ministri, conferire le cariche civili e militari e concedere titoli e onorificenze a norma di legge;

G) essere informato delle questioni di Stato e presiedere, a tale effetto, le riunioni del Consiglio dei ministri, quando lo giudichi opportuno, su richiesta del Presidente del Governo;

H) il comando supremo delle forze armate;

I) esercitare il diritto di grazia secondo la legge, la quale non potrà autorizzare indulti generali;

L) l'alto patronato della Reali Accademie.

Art. 63. - 1) Il Re accredita gli ambasciatori e altri rappresentanti diplomatici. I rappresentanti dei governi stranieri in Spagna sono accreditati presso di lui.

2) Al Re spetta esprimere il consenso dello Stato al momento di assumere impegni internazionali mediante trattati, in conformità con la Costituzione e le leggi.

3) Al Re spetta, previa autorizzazione delle Cortes, dichiarare la guerra e fare la pace.

Art. 64. - 1) Gli atti del Re saranno controfirmati dal Presidente del Governo e, nel caso, dai ministri competenti. La proposta e la nomina del Presidente del Governo e lo scioglimento delle Camere di cui all'art. 99 saranno controfirmati dal Presidente del Congresso.

2) Degli atti del Re saranno responsabili coloro che li controfirmano.

Art. 65. - 1) Dai bilanci dello Stato il Re riceve uno stanziamento globale per il mantenimento della sua famiglia e della Real Casa, che utilizza liberamente.

2) Il Re nomina e revoca discrezionalmente i membri civili e militari della Real Casa.

 

TITOLO III. LE CORTES

Capitolo 1. Le Camere

Art. 66. - 1) Le Cortes rappresentano il popolo spagnolo e sono formate dal Congresso dei deputati e dal Senato.

2) Le Cortes esercitano la potestà legislativa dello Stato, ne approvano i bilanci, controllano l'azione del Governo e hanno tutte le altre competenze attribuite loro dalla Costituzione.

3) Le Cortes sono inviolabili.

Omissis

Capitolo II. La formazione delle leggi

Omissis

Art. 82. - 1) Le Cortes potranno delegare a1 Governo la facoltà di emanare norme con forza di legge su determinate materie non comprese nell'articolo precedente.

2) La delega legislativa sarà concessa mediante una legge di base quando abbia per oggetto la redazione di testi articolati, o mediante una legge ordinaria quando si tratti di fondere vari testi legislativi in uno solo.

3) La delega legislativa al Governo dovrà avvenire in forma espressa, per una materia concreta e con fissazione del termine per il suo esercizio. La delega si esaurisce, una volta che il Governone abbia usato, mediante pubblicazione della norma relativa. Essa non si potrà intendere come concessa implicitamente e per un tempo indeterminato. Non sono permesse sottodeleghe ad autorità diverse dal Governo stesso.

4) Le leggi di base delimiteranno con precisione l'oggetto e la portata della delega legislativa, nonché i principi e i criteri che devono presiedere al suo esercizio.

5) L'autorizzazione a fondere testi legislativi stabilirà l'ambito normativo a cui si riferisce il contenuto della delega, specificando se si limita alla semplice redazione di un testo unico o se comprende la facoltà di correggere, chiarificare e armonizzare i testi legislativi da fondere.

6) Ferma restando la competenza propria dei tribunali, le leggi di delega potranno stabilire per ogni caso ulteriori formule di controllo.

Art. 83. - Le leggi di base non potranno in alcun caso:

A) autorizzare la modifica della legge di base stessa;

B) autorizzare ad emanare norme con efficacia retroattiva.

Art. 84. - Qualora una proposta di legge o di emendamento siano contrari ad una delega legislativa in vigore, il Governo è autorizzato ad opporsi a che essa faccia il suo corso. In tal caso si potrà presentare una proposta di legge per la deroga totale o parziale alla legge di delega.

Art. 85. - Le disposizioni di contenuto legislativo emanate dal Governo in virtù di una delega riceveranno la qualifica di decreti legislativi.

Art. 86. - 1) In caso di straordinaria e urgente necessità, il Governo potrà, emanare disposizioni legislative provvisorie, che assumeranno la forma di decreti-legge e che non potranno influire sull'ordinamento delle istituzioni fondamentali dello Stato, sui diritti, doveri e libertà dei cittadini di cui al Titolo I, sul regime delle Comunità autonome e sul diritto elettorale in generale.

2) I decreti-legge dovranno essere immediatamente sottoposti per la discussione e la votazione al Congresso dei deputati, convocato a tal fine, se non sia riunito, entro 30 giorni dalla promulgazione. Il Congresso dovrà pronunciarsi espressamente, entro detto termine, per la loro convalida o abrogazione, secondo una procedura speciale e sommaria stabilita dal regolamento.

3) Nel termine stabilito al paragrafo precedente, le Cortes potranno dar loro corso nella forma di progetti di legge mediante procedura l'urgenza.

Art. 87. - 1) L'iniziativa legislativa spetta al Governo, al Congresso e al Senato, conformemente alla Costituzione e ai regolamenti delle Camere.

2) Le Assemblee delle Comunità autonome potranno chiedere al Governo l'adozione di un progetto di legge o rimettere alla Presidenza del Congresso una proposta di legge delegando allo scopo davanti a questa Camera un massimo di tre dei loro membri.

3) Una legge organica regolerà le forme di esercizio e i requisiti dell'iniziativa popolare per la presentazione di proposte di legge. In ogni caso saranno necessarie non meno di 500.000 firme autenticate. Sono sottratte a tale iniziativa le materie proprie delle leggi organiche, tributarie o di carattere internazionale, nonché tutto ciò che è inerente alla concessione della grazia.

Art. 88. - I progetti di legge saranno approvati dal Consiglio dei ministri, che li sottoporrà al Congresso accompagnati dall'esposizione dei motivi e dei precedenti indispensabili perché sia possibile pronunciarsi in merito,

OMISSIS

TITOLO IV. IL GOVERNO E L'AMMINISTRAZIONE

Art. 97. - Il Governo dirige la politica interna ed estera, l'amministrazione civile e militare, nonché la difesa dello Stato. Esercita il potere esecutivo e quello di emanare regolamenti in conformità con la Costituzione e con le leggi.

Art. 98. - 1) I1 Governo si compone di un Presidente, di eventuali Vicepresidenti, dei ministri e degli altri membri previsti dalla legge.

2) Il Presidente dirige l'azione del Governo e coordina le funzioni degli altri membri del medesimo, ferme restando la competenza e la responsabilità diretta di questi ultimi per quanto riguarda il loro operato.

3)I membri del Governo non potranno esercitare funzioni rappresentative al di fuori di quelle proprie del mandato parlamentare, né qualunque altra funzione pubblica che non sia inerente al loro incarico, e nemmeno attività, professionali o commerciali.

4) La legge regolerà lo status e le incompatibilità proprie dei membri del Governo.

Art. 99. - 1) Dopo ogni rinnovo del Congresso dei deputati, negli altri casi previsti dalla Costituzione in cui lo si ritenga opportuno, il Re, previa consultazione con i rappresentanti designati dai Gruppi politici con rappresentanza parlamentare, e tramite il Presidente del Congresso, proporrà un candidato alla Presidenza del Governo.

2) Il candidato proposto ai sensi del comma precedente esporrà davanti al Congresso dei deputati i1 programma politico del Governo che intende formare e richiederà la fiducia della Camera.

3) Qualora il Congresso dei deputati, col voto della maggioranza assoluta dei suoi membri, conceda la fiducia al suddetto candidato, il Re lo nominerà Presidente. In caso non si raggiunga la maggioranza assoluta, la stessa proposta sarà nuovamente votata 48 ore dopo la prima votazione e la fiducia s'intenderà, concessa qualora si ottenga la maggioranza semplice.

4) Se, effettuate le votazioni di cui sopra, non verrà concessa la fiducia, si presenteranno altre proposte nella forma prevista ai comma precedenti.

5) Se, trascorsi due mesi dalla prima votazione, nessun candidato avrà ottenuto la fiducia del Congresso, il Re scioglierà le due Camere e indirà nuove elezioni, con la controfirma del Presidente del Congresso.

Art. 100. - Gli altri membri del Governo saranno nominati e revocati dal Re su proposta del Presidente del Governo.

Art. 101. - 1) Il Governo cessa le sue funzioni dopo l'effettuazione di elezioni generali, nei casi di perdita della fiducia parlamentare previsti dalla Costituzione, o per dimissioni o morte del suo Presidente.

2) Il Governo uscente resterà in funzione fino all'insediamento di quello nuovo.

Art. 102. - 1) La responsabilità penale del Presidente e degli altri membri del Governo sarà fatta valere, quando ne sia il caso, davanti alla Sezione penale del Tribunale Supremo.

2) Quando l'accusa sia di tradimento o di qualunque altro reato contro la sicurezza dello Stato nell'esercizio delle loro funzioni, la loro incriminazione sarà possibile solo per iniziativa di un quarto dei membri del Congresso e con l'approvazione della maggioranza assoluta di essi.

3) La prerogativa reale di grazia non sarà applicabile in nessuno dei casi contemplati dal presente articolo.

OMISSIS

TITOLO V. I RAPPORTI FRA IL GOVERNO E LE CORTES

Art. 108. - Il Governo risponde solidalmente del suo operato politico davanti al Congresso dei deputati.

Art. 109. - Le Camere e le loro Commissioni potranno ottenere, attraverso i loro Presidenti, le informazioni e l'aiuto necessari dal Governo e dai suoi dicasteri, nonché da qualunque autorità dello Stato e delle Comunità autonome.

Art. 110. - 1) Le Camere e le loro Commissioni possono richiedere la presenza dei membri del Governo.

2) I membri del Governo hanno accesso alle sessioni delle Camere e alle loro Commissioni, nonché la facoltà di farsi udire in quella sede, e possono chiedere che dei funzionari dei propri dicasteri riferiscano davanti ad esse.

Art. 111. - 1) Il Governo e ognuno dei suoi membri devono rispondere alle interpellanze e alle interrogazioni che possono essere loro rivolte nelle Camere. Per questo tipo di dibattito i regolamenti stabiliranno un tempo minimo settimanale.

2) Ogni interpellanza potrà dar luogo a una mozione, in cui la Camera esprimerà la propria posizione.

Art. 112. - Il Presidente del Governo, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, può porre davanti al Congresso dei deputati la questione di fiducia sul suo programma o su una dichiarazione di politica generale. La fiducia s'intenderà concessa quando voti a favore la maggioranza semplice dei deputati.

Art. 113. - 1) Il Congresso dei deputati può far risultare la responsabilità politica del Governo con l'adozione a maggioranza assoluta di una mozione di censura.

2) La mozione di censura dovrà essere presentata almeno da un decimo dei deputati e dovrà, includere la proposta di una candidatura alla Presidenza del Governo.

3) La mozione di censura potrà essere votata solo trascorsi cinque giorni dalla sua presentazione. Nei due primi giorni di questo termine potranno essere presentate mozioni alternative.

4) Se la mozione di censura non sarà approvata dal Congresso, i suoi firmatari non potranno presentarne un'altra durante la stessa sessione.

Art. 114. - 1) Se il Congresso nega la sua fiducia al Governo, questo dovrà presentare le dimissioni al Re e successivamente si procederà alla designazione del Presidente del Governo ai sensi dell'art. 99.

2) Se il Congresso adotta una mozione di censura, il Governo deve presentare le dimissioni al Re e il candidato proposto nel testo della stessa mozione risulterà investito della fiducia della Camera agli effetti di cui all'art. 99. Il Re lo nominerà Presidente del Governo.

Art. 115. - 1) Il Presidente del Governo, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e sotto la sua esclusiva responsabilità, potrà proporre lo scioglimento del Congresso, del Senato o delle Cortes, che verrà decretato dal Re. Il decreto di scioglimento fisserà la data delle elezioni.

2) La proposta di scioglimento non potrà, essere presentata quando sia stata avviata una mozione di censura.

3) Non potrà esservi un nuovo scioglimento prima che sia passato un anno da quello precedente, fatto salvo il disposto dell'art. 99, comma 5.

Art. 116. - 1) Una legge organica regolerà gli " stati d'allarme ", " di eccezione " e "d'assedio", nonché le competenze e restrizioni corrispondenti.

2) Lo " stato d'allarme " sarà dichiarato dal Governo, con decreto deciso dal Consiglio dei ministri, per un termine massimo di quindici giorni, informandone il Congresso dei deputati riunito immediatamente allo scopo; senza l'autorizzazione di quest'ultimo detto termine non potrà essere prorogato. Il decreto stabilirà l'ambito territoriale a cui si estendono gli effetti della dichiarazione.

3) Lo " stato di eccezione " sarà dichiarato dal Governo con decreto deciso dal Consiglio dei ministri, previa autorizzazione del Congresso dei deputati. L'autorizzazione e la proclamazione dello " stato di eccezione " dovrà indicare espressamente gli effetti di quest'ultimo, l'ambito territoriale a cui si estende e la sua durata, che non potrà superare, è trenta giorni, prorogabili per altri trenta alle stesse condizioni.

4) Lo " stato d'assedio " sarà dichiarato dal Congresso dei deputati a maggioranza assoluta, su esclusiva proposta del Governo. Il Congresso ne determinerà l'ambito territoriale, la, durata e le condizioni.

5) Non si potrà procedere allo scioglimento del Congresso mentre sia in atto qualcuno degli " stati " contemplati nel presente articolo, restando automaticamente convocate leCamere qualora non siano in sessione. Il loro funzionamento, come quello degli altri Poteri costituzionali dello Stato, non potrà essere interrotto mentre siano in atto i suddetti " stati ".

Sciolto il Congresso o spirato il suo mandato, qualora si verifichi una situazione che possa dar luogo ad uno qualunque degli stati suddetti, le funzioni del Congresso saranno assunte dalla sua Commissione permanente.

6) La dichiarazione dello " stato d'allarme " e " di eccezione " o " di assedio " non modificherà il principio della responsabilità del Governo e dei suoi rappresentanti, riconosciuto dalla Costituzione e dalle leggi.

 

TITOLO VI. IL POTERE GIUDIZIARIO

Omissis

TITOLO VII. ECONOMIA E FINANZA

Omissis

Art. 133. - 1) I1 potere originario d'imporre tributi spetta esclusivamente allo Stato, mediante legge.

2) Le Comunità autonome e gli enti locali potranno stabilire ed esigere tributi conformemente alla Costituzione e alle leggi.

3) Ogni beneficio fiscale che riguardi i tributi dello Stato dovrà essere stabilito mediante legge.

4) Le amministrazioni pubbliche potranno contrarre impegni finanziari ed effettuare spese solo in conformità con le leggi.

Omissis

 

TITOLO VIII. L'ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE DELLO STATO

Capitolo I. Principi generali

Art. 137. - Lo Stato è organizzato territorialmente in Municipi, Province e Comunità autonome. Tutti questi enti godono di autonomia nella gestione dei propri interessi.

Art. 138. - 1) Lo Stato garantisce l'effettiva attuazione del principio di solidarietà, di cui all'art. 2 della Costituzione vegliando sull'instaurazione di un equilibrio economico adeguato e giusto fra le diverse parti del territorio spagnolo, con particolare considerazione per la situazione insulare.

2) Le differenze fra gli statuti delle varie Comunità autonome non potranno in nessun caso implicare privilegi economici o sociali.

Art. 139. - 1) Tutti gli spagnoli hanno gli stessi diritti e doveri in qualunque parte del territorio dello Stato.

2) Nessuna autorità potrà adottare misure che direttamente o indirettamente ostacolino la libertà delle persone di circolare e stabilire la loro residenza, nonché la libera circolazione dei beni in tutto il territorio spagnolo.

Capitolo II. L'amministrazione locale

Art. 140. - La Costituzione garantisce l'autonomia dei Municipi. Questi avranno piena personalità giuridica. Il loro governo e la loro amministrazione compete ai rispettivi Consigli comunali, formati dal Sindaco e dai consiglieri. I consiglieri saranno eletti dagli abitanti del Municipio a suffragio universale, libero, uguale, diretto e segreto, nella forma stabilita dalla legge. I Sindaci saranno eletti dai consiglieri o da gli abitanti. La legge regolerà le condizioni in cui potrà applicarsi il regime del Consiglio aperto.

Art. 142. - Le finanze locali dovranno poter disporre dei mezzi sufficienti per l'esercizio delle funzioni che la legge affida ai rispettivi organi di gestione e saranno alimentate essenzialmente da tributi propri e dalla partecipazione a quelli dello Stato e delle Comunità autonome.

Capitolo III. Le Comunità autonome

Art. 143. - 1) Nell'esercizio del diritto all'autonomia di cui all'art. 2 della Costituzione, le Province limitrofe con caratteristiche storiche, culturali ed economiche comuni, i territori insulari e le Province d'importanza regionale storica potranno accedere all'autogoverno e costituirsi in Comunità autonome, conformemente a quanto disposto in questo titolo e nei rispettivi statuti.

2) L'iniziativa del processo autonomistico spetta a tutte le Deputazioni interessate, o all'organo interinsulare corrispondente, unitamente ai due terzi dei Municipi, la cui popolazione rappresenti, almeno, la maggioranza del corpo elettorale di ogni Provincia o isola. Queste condizioni dovranno essere soddisfatte nel termine di sei mesidalla prima decisione presa in merito da qualcuno degli organi locali interessati.

3) L'iniziativa, quando non vada a buon fine, potrà ripetersi solo dopo cinque anni.

Art. 144. - Le Cortes, con legge organica e per motivi d'interesse nazionale, potranno:

A) autorizzare la costituzione di una Comunità autonoma anche se il suo ambito territoriale non superi quello di una Provincia e non ricorrano le condizioni di cui all'art. 143, comma 1;

B) autorizzare o concordare, nel caso, uno statuto di autonomia per territori non compresi nell'organizzazione provinciale;

C) sostituirsi agli organi locali nell'iniziativa di cui all'art. 143, comma 2.

Art. 145. - 1) In nessun caso si ammetterà la federazione delle Comunità autonome.

2) Gli statuti potranno stabilire i casi, le condizioni e i termini in cui le Comunità autonome potranno accordarsi fra loro per la gestione e prestazione di servizi propri delle stesse, come pure il carattere e gli effetti della corrispondente comunicazione alle Cortes.

Art. 146. - Il progetto di statuto sarà elaborato da un'assemblea formata dai membri della Deputazione, o dell'organo interinsulare delle Province interessate, e dai deputati e senatori in queste eletti; sarà, quindi, presentato alle Cortes affinché compia il suo iter come legge.

Art. 147. - 1) Ai sensi della presente Costituzione, gli statuti rappresentano la norma istituzionale basilare di ogni Comunità autonoma e lo Stato li riconoscerà e tutelerà come parte integrante del proprio ordinamento giuridico.

2) Gli statuti di autonomia dovranno contenere:

A) la denominazione della Comunità che meglio corrisponda all'identità storica di questa;

B) la delimitazione del suo territorio;

C) la denominazione, organizzazione e sede delle istituzioni autonome della Comunità:

D) Le competenze assunte nell'ambito stabilito dalla Costituzione e le basi per il trasferimento alla Comunità dei relativi servizi.

3) La riforma degli statuti si adeguerà alla procedura stabilita dagli stessi e richiederà, in ogni caso, l'approvazione delle Cortes mediante legge organica.

Art. 148. - 1) La Comunità autonoma potrà essere competente nelle seguenti materie:

1) L'organizzazione delle sue istituzioni di autogoverno.

2) Le modifiche dei confini municipali compresi nel suo territorio e, in generale, le funzioni che competono all'amministrazione statale riguardo agli organi di gestione locali e il cui trasferimento sia autorizzato dalla legislazione sul regime locale.

3) La sistemazione del territorio, l'urbanistica e gli alloggi.

4) Le opere pubbliche che interessano la Comunità autonoma nel suo territorio.

5) Le ferrovie e le strade il cui percorso si sviluppa integralmente nel territorio della Comunità autonoma e, nei medesimi termini, i trasporti che avvengono con questi mezzi o via cavo.

6) I porti di rifugio, i porti e gli aeroporti sportivi e, in generale, quelli che non svolgono attività commerciali.

7) L'agricoltura e l'allevamento, in conformità con le norme economiche generali.

8) Le montagne e lo sfruttamento di foreste e pascoli.

9) La gestione in materia di protezione dell'ambiente.

10) I progetti, la costruzione e lo sfruttamento delle risorse idrauliche, dei canali e dei terreni irrigui che interessano la Comunità autonoma; le acque minerali e termali.

11) La pesca nelle acque interne, la produzione di frutti di mare e la piscicoltura, la caccia e la pesca fluviale.

12) Le fiere di carattere interno.

13) Lo stimolo allo sviluppo economico della Comunità, autonoma in vista degli obiettivi stabiliti dalla politica economica nazionale.

14) L'artigianato.

15) I musei, le biblioteche e i conservatori di musica che interessano la Comunità autonoma.

16) Il patrimonio monumentale che interessa la comunità autonoma.

17) L'incremento della cultura, della ricerca e, nel caso, dell'insegnamento della lingua della Comunità autonoma.

18) La promozione e l'organizzazione del turismo nel suo ambito territoriale.

19) La promozione dello sport e l'adeguata utilizzazione del tempo libero.

20) L'assistenza sociale.

21) L'igiene e la salute pubblica.

22) La vigilanza e la protezione dei suoi edifici e delle sue installazioni. Il coordinamento ed ogni altro potere per quanto riguarda le polizie locali nei termini stabiliti da una legge organica.

2) Trascorsi cinque anni e mediante riforma dei loro statuti, le Comunità autonome potranno allargare le loro competenze nell'ambito stabilito dall'art. 149.

Art. 149. - 1) Lo Stato gode di competenza esclusiva nelle seguenti materie:

1) La regolamentazione delle condizioni fondamentali che garantiscono l'uguaglianza di tutti gli spagnoli nell'esercizio dei diritti e nell'assolvimento dei doveri costituzionali.

2) Nazionalità, immigrazione, emigrazione, condizione degli stranieri e diritto di asilo.

3) Relazioni internazionali.

4) Difesa e forze armate.

5) Amministrazione della giustizia.

6) Legislazione commerciale, penale e carceraria; legislazione processuale, fatte salve le speciali e necessarie disposizioni che in questa materia derivino dalle particolarità del diritto positivo delle Comunità, autonome.

7) Legislazione del lavoro, senza pregiudizio per la sua attuazione da parte degli organi delle Comunità autonome.

8) Legislazione civile, fermi restando il mantenimento, la modifica e lo sviluppo da parte delle Comunità autonome dei diritti civili, forali o speciali, ove esistano. In ogni caso, le disposizioni relative all'applicazione ed efficacia delle norme giuridiche, i rapporti giuridico-civili relativi alle forme di matrimonio, la disciplina in materia di registri e strumenti pubblici, le basi degli impegni contrattuali, le norme per risolvere i conflitti di legge e la determinazione delle fonti del diritto, con riguardo, in quest'ultimo caso, alle norme di diritto forale o speciale.

9) Legislazione in materia di proprietà intellettuale e industriale.

10) Regime doganale e tariffario; commercio estero.

11) Sistema monetario: divise, cambio e convertibilità; basi della disciplina del credito, banche e assicurazioni.

12) Legislazione in materia di pesi e misure, determinazione dell'ora ufficiale.

13) Basi e coordinamento della pianificazione generale dell'attività economica.

14) Finanze generali e debito dello Stato.

15) Promozione e coordinamento generale della ricerca scientifica e tecnica.

16) Uffici sanitari costieri e di confine. Basi e coordinamento generale della sanità. Legislazione in materia di prodotti farmaceutici.

17) Legislazione di base e regime economico della previdenza sociale, ferma restando l'esecuzione dei suoi servizi da parte delle Comunità autonome.

18) Basi del regime giuridico delle amministrazioni pubbliche e del regime statutario dei suoi funzionari, che in ogni caso garantiranno agli amministrati un trattamento comune davanti ad esse; procedura amministrativa comune, ferme restando le particolarità derivanti dall'organizzazione propria delle Comunità autonome; legislazione in materia di esproprio forzato; legislazione di base in materia di contratti e concessioni amministrative e circa il regime della responsabilità, di tutte le amministrazioni pubbliche.

19) Pesca marittima, senza pregiudizio per le competenze attribuite in questo campo alle Comunità autonome.

20) Marina mercantile e immatricolazione delle imbarcazioni; illuminazione delle coste e segnalazioni marittime; porti d'interesse generale; aeroporti d'interesse generale; controllo dello spazio aereo, transito e trasporto aereo, servizio meteorologico e immatricolazione di aeromobili.

21) Ferrovie e trasporti terrestri che interessino il territorio di più di una Comunità autonoma; regime generale delle comunicazioni; traffico e circolazione dei veicoli a motore; poste e telecomunicazioni; cavi aerei, sottomarini e radiocomunicazioni.

22) Legislazione, sistemazione e concessione di risorse e installazioni idrauliche quando le acque scorrano sul territorio di più di una Comunità autonoma, e autorizzazione a usare installazioni elettriche quando il loro uso riguardi anche un'altra Comunità o il trasporto dell'energia esca dall'ambito territoriale della Comunità interessata.

23) Legislazione di base in materia di difesa dell'ambiente, ferma restando la facoltà delle Comunità autonome di emanare ulteriori norme di salvaguardia. Legislazione di base in materia di montagne, sfruttamento di foreste e pascoli, tratturi per il bestiame.

24) Opere pubbliche d'interesse generale o la cui realizzazione riguardi più d'una Comunità autonoma.

25) Basi della regolamentazione in materia di miniere e di energia.

26) Norme in materia di produzione, commercio, possesso ed uso di armi ed esplosivi.

27) Norme di base in materia di stampa, radio e televisione e, in generale, di tutti i mezzi di comunicazione sociale, fatte salve le facoltà che competono alle Comunità autonome per lo sviluppo e l'attuazione delle norme suddette.

28) Difesa del patrimonio culturale, artistico e monumentale spagnolo contro l'esportazione e la spogliazione; musei, biblioteche e archivi di proprietà statale, senza pregiudizio per la loro gestione da parte delle Comunità autonome.

29) Pubblica sicurezza, fatta salva la possibilità per le Comunità autonome d'istituire servizi di polizia nella forma prevista dai rispettivi statuti e sulla base del disposto di una legge organica.

30) Condizioni di ottenimento, rilascio e omologazione di titoli accademici e professionali; norme di base per la realizzazione dell'art. 27 della Costituzione al fine di garantire l'adempimento degli obblighi dei poteri pubblici in questo campo.

31) Statistiche per fini statali.

32) Autorizzazione a indire consultazioni popolari mediante referendum.

2) Senza pregiudizio per le competenze che potranno assumere le Comunità autonome, lo Stato considererà l'attività svolta al servizio della cultura come dovere e funzione essenziali e favorirà le comunicazioni culturali fra le Comunità autonome, d'accordo con esse.

3) Le materie non espressamente attribuite allo Stato da questa Costituziane potranno competere alle Comunità autonome in virtù dei rispettivi statuti. La competenza per materie non contemplate dagli statuti autonomistici spetterà allo Stato, le cui norme prevarranno, in caso di conflitto, su quelle delle Comunità autonome per tutto quanto non ricada sotto l'esclusiva competenza di queste. Il diritto statale sarà, in ogni caso, suppletivo di quello delle Comunità autonome.

Art. 150. - 1) Le Cortes, nelle materie di competenza statale, potranno attribuire a tutte le Comunità o ad alcune di esse la facoltà di emanare per proprio conto norme legislative sulla base dei principi, delle basi o delle direttrici fissati da una legge statale. Senza pregiudizio per la competenza dei tribunali, in ogni legge-quadro si stabiliranno le modalità di controllo delle Cortes sulle norme emanate dalle Comunità autonome.

2) Lo Stato potrà trasferire o delegare alle Comunità autonome, mediante legge organica, determinate facoltà in una materia di competenza statale che, per loro natura, siano suscettibili di trasferimento o delega. La legge prevederà in ciascun caso il relativo trasferimento di mezzi finanziari, nonché le forme di controllo che lo Stato si riserverà.

3) Lo Stato potrà emanare leggi che stabiliscano i principi necessari per armonizzare le disposizioni normative delle Comunità autonome, sia pure nel caso di materie di loro competenza, quando lo esiga l'interesse generale. Spetta alle Cortes, a maggioranza assoluta di ogni Camera, valutare la necessità di tale iniziativa.

Art. 151. - 1) Non sarà necessario far trascorrere il termine di cinque anni di cui all'art. 148, comma 2, quando l'iniziativa del processo autonomistico decisa nel termine di cui all'art. 143,comma 2, dalle Deputazioni, o dagli organi interinsulari corrispondenti, e dai tre quarti dei Municipi di ognuna delle Provincie interessate che rappresentino almeno la maggioranza del corpo elettorale di ognuna di esse, sia anche ratificata con referendum dal voto affermativo della maggioranza assoluta degli elettori di ogni Provincia, secondo il disposto di una legge organica.

2) Nel caso previsto al comma precedente, la procedura per l'elaborazione dello statuto sarà la seguente:

1) Il Governo convocherà i deputati e i senatori eletti nelle circoscrizioni comprese nell'ambito territoriale aspirante all'autogoverno affinché si riuniscano in assemblea, al solo scopo di elaborare il relativo progetto di statuto autonomistico, attraverso l'accordo della maggioranza dei membri.

2) Una volta approvato dall'assemblea dei parlamentari, il progetto di statuto sarà rimesso alla Commissione costituzionale del Congresso che, entro due mesi, lo esaminerà con la collaborazione e l'assistenza di una delegazione dell'assemblea proponente per stabilire di comune accordo la sua formulazione definitiva.

3) Una volta raggiunto detto accordo, il testo risultante sarà sottoposto a referendum fra l'elettorato delle Province comprese nell'ambito territoriale del progettato statuto.

4) Se il progetto di statuto sarà approvato in ogni Provincia con la maggioranza dei voti validi, verrà successivamente presentato alle Cortes. Le due Camere in sessione plenaria decideranno sul testo mediante voto di ratifica. Approvato che sia lostatuto, il Re lo sanzionerà e lo promulgherà come legge.

5) Qualora non si raggiunga l'accordo di cui al paragrafo 2° di questo comma, il progetto di statuto sarà inoltrato come progetto di legge alle Cortes. Il testo da queste approvato sarà sottopostoa referendum fra l'elettorato delle Province comprese nell'ambito territoriale del progettato statuto. Qualora esso venga approvato con la maggioranza dei voti validamente espressi in ogni Provincia, si procederà alla sua promulgazione ai sensi del paragrafo precedente.

3) Nei casi di cui ai paragrafi 4° e 5° del comma precedente, la mancata approvazione del progetto di statuto da parte di una o più Province non impedirà la costituzione da parte delle rimanenti della Comunità autonoma progettata, nella forma stabilita dalla legge organica prevista nel comma 1° di questo articolo.

Art. 152. - 1) Negli statuti approvati con la procedura di cui al precedente articolo l'organizzazione istituzionale autonomistica si baserà su di un'Assemblea legislativa elettaa suffragio universale, secondo un sistema di rappresentanza proporzionale che assicuri, inoltre, la rappresentanza delle diverse zone del territorio; un Consiglio di governo con funzioni esecutive e amministrative; un Presidente eletto dall'Assemblea fra i suoi membri e nominato dal Re, a cui spetta la direzione del Consiglio di governo, la rappresentanza suprema della Comunità e quella ordinaria dello Stato nella Comunità stessa. Il Presidente e i membri del Consiglio di governo saranno politicamente responsabili davanti all'Assemblea. Ferma restando la giurisdizione che compete al Tribunale Supremo, l'organizzazione giudiziaria nell'ambito territoriale della comunità autonoma farà capo ad un Tribunale Superiore di giustizia. Gli statuti delle Comunità autonome potranno indicare i casi e le forme di partecipazione di queste all'organizzazione delle ripartizioni giudiziarie del territorio. Tutto ciò secondo il disposto della Legge organica sul Potere giudiziario e sulla base dell'unità e indipendenza di questo. Fatto salvo il disposto dell'art. 123, per le istanze processuali successive, nel caso, si adiranno gli organi giudiziari ubicati nel territorio della Comunità autonoma in cui si trovi l'organo competente in prima istanza.

2) Una volta sanzionati e pubblicati, i vari statuti potranno essere modificati solo mediante le procedure in essi indicate e con referendum fra gli elettori delle rispettive circoscrizioni.

3) Mediante il raggruppamento di Municipi limitrofi, gli statuti potranno stabilire circoscrizioni territoriali proprie, con piena personalità giuridica.

Art. 153. - Il controllo sull'attività degli organi delle Comunità autonome sarà, esercitato:

A) dal Tribunale Costituzionale, per quanto riguarda la costituzionalità delle loro disposizioni normative con forza di legge;

B) dal Governo, previo parere del Consiglio di Stato, per quanto riguarda l'esercizio delle funzioni delegate di cui all'art. 150, comma 2;

C) dalla giurisdizione contenzioso-amministrativa, per quanto concerne l'amministrazione autonoma e i relativi regolamenti;

D) dal Tribunale dei Conti, nelle materie economiche e del bilancio.

Art. 154. - Un Delegato del Governo dirigerà l'amministrazione statale nel territorio della Comunità autonoma, coordinandola, nel caso, con l'amministrazione della Comunità.

Art. 155. - 1) Qualora una Comunità autonoma non adempia agli obblighi impostile dalla Costituzione o da altre leggi, o agisca in modo da attentare gravemente all'interesse della Spagna, il Governo, previa intimazione al Presidente della Comunità e, nel caso in cui non sia ascoltato, con l'approvazione della maggioranza assoluta del Senato, potrà adottare le opportune misure per costringere la Comunità ad adempiere ai suddetti obblighi o per proteggere l'interesse generale in pericolo.

2) Per l'attuazione delle misure di cui al comma precedente, il Governo potrà dare istruzioni a tutte le autorità delle Comunità autonome.

Art. 156. - 1) Le Comunità autonome godranno di autonomia finanziaria per lo sviluppo e l'adempimento delle loro funzioni, in base ai principi di coordinamento con le finanze statali e di solidarietà fra tutti gli spagnoli.

2) Le Comunità autonome potranno agire come delegati o collaboratori dello Stato per la riscossione, la gestione e la liquidazione delle risorse tributarie di questo, secondo le leggi e gli statuti.

Art. 157. - 1) Le risorse delle Comunità autonome sono costituite da:

A) le imposte cedute in tutto o in parte dallo Stato; le sovrimposte su imposte statali ed altre forme di partecipazione alle entrate dello Stato;

B) le loro imposte, tasse e contributi speciali;

C) i trasferimenti di un fondo di compensazione interterrituriale ed altre assegnazioni a carico dei bilanci generali dello Stato;

D) gli utili derivanti dal loro patrimonio ed entrate di diritto privato;

E) il prodotto delle operazioni di credito.

2) Le Comunità autonome non potranno in nessun caso adottare misure tributarie nei riguardi di beni situati fuori del loro territorio o che ostacolino la libera circolazione di merci o servizi.

3) Mediante legge organica si potrà regolare l'esercizio delle competenze finanziarie elencate al comma 1 di questo articolo, le norme intese a risolvere i conflitti che possano insorgere e le possibili forme di collaborazione finanziaria tra leComunità autonome e lo Stato.

Art. 158. - 1) I bilanci generali dello Stato potranno stabilire uno stanziamento a favore delle Comunità autonome in funzione del volume dei servizi e delle attività statali da esse svolti, nonché della garanzia di un livello minimo nella prestazione dei servizi pubblici fondamentali su tutto il territorio spagnolo.

2) Al fine di correggere squilibri economici interterritoriali e rendere operante il principio di solidarietà, si costituire un Fondo di compensazione destinatoa spese d'investimento, le cui risorse, quando ne sia il caso, saranno distribuite dalle Cortes fra le Comunità autonome e le Province.

 

TITOLO IX. IL TRIBUNALE COSTITUZIONALE

Art. 159. - 1) Il Tribunale Costituzionale si compone di 12 membri nominati dal Re. Di questi, 4 su proposta del Congresso, così la maggioranza dei tre quinti dei suoi membri, 4 su proposta del Senato, con identica maggioranza, 2 su proposta del Governo e 2 su proposta del Consiglio generale del Potere giudiziario.

OMISSIS

Art. 161. - 1) Il Tribunale Costituzionale ha giurisdizione su tutto il territorio spagnolo ed è competente a giudicare:

A) del ricorso d'incostituzionalità contro leggi e disposizioni normative aventi forza di legge. La dichiarazione d'incostituzionalità di una norma giuridica con forza di legge, interpretata dalla giurisprudenza, avrà effetto su questa, ma la sentenza o le sentenze non più appellabili non perderanno il valore di cosa giudicata;

B) del ricorso di tutela (amparo) per la violazione dei diritti e delle libertà di cui all'art. 53,2 di questa Costituzione, nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge;

C) dei conflitti di competenza fra lo Stato e le Comunità autonome, e dei conflitti fra queste ultime;

D) delle altre materie che gli attribuiranno la Costruzione o le leggi organiche.

2) Il Governo potrà impugnare davanti al Tribunale Costituzionale le disposizioni e le decisioni adottate dagli organi delle Comunità autonome. L'impugnazione produrrà la sospensione della disposizione o della decisione impugnata, ma il Tribunale, da parte sua, dovrà ratificarla o annullarla entro un periodo non superiore a cinque mesi.

Omissis

 

TITOLO X. LA REVISIONE COSTITUZIONALE

Art. 166. - L'iniziativa della revisione costituzionale verrà esercitata nei termini previsti nei comma 1 e 2 dell'art. 87.

Art. 167. - 1) I progetti di revisione costituzionale dovranno essere approvati da una maggioranza dei tre quinti di ciascuna delle Camere. Se non vi sarà accordo fra di esse, si cercherà di ottenerlo mediante la creazione di una commissione composta in egual numero di deputati e senatori, la quale presenterà un testo che sarà votato dal Congresso e dal Senato.

2) Se non si otterrà l'approvazione mediante il procedimento di cui al comma precedente, e sempre che il testo abbia ottenuto il voto favorevole della maggioranza assoluta del Senato, il Congresso, con la maggioranza dei due terzi, potrà approvare la riforma.

3) Approvata la riforma dalle Cortes, questa sarà sottoposta a referendum per la sua ratifica quando lo richieda, entro i quindici giorni successivi alla sua approvazione, la decima parte dei membri di una qualsiasi delle Camere.

Art. 168. - 1) Qualora si intenda promuovere la revisione completa della Costituzione o una revisione parziale riguardante: il Titolo preliminare; il Capitolo II, Sezione I, del Titolo I; o il Titolo II, si procederà all'approvazione di tale delibera a maggioranza dei due terzi di ciascuna Camera, e allo scioglimento immediato delle Cortes.

2) Le Camere elette dovranno ratificare la decisione e procedere allo studio del nuovo testo costituzionale, che dovrà essere approvato a maggioranza dei due terzi di entrambe le Camere.

3) Una volta approvata dalle Cortes, la revisione sarà sottoposta a referendum per la sua ratifica.

Art. 169. - Non si potrà iniziare la revisione costituzionale in tempo di guerra o quando si presenti una delle situazioni previste nell'art. 116.

DISPOSIZIONI AGGIUNTIVE

Omissis

DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Omissis



 

6 - COSTITUZIONE FEDERALE SVIZZERA DEL 2000  

La Costituzione federale svizzera è stata votata dal parlamento (Assemblea federale composta come dice l’art. 148 che segue) il 18 dicembre 1998 e ratificata col referendum del 18 aprile 1999, a maggioranza dei cantoni e dei cittadini, è entrata in vigore il 1° gennaio 2000. Il testo precedente, dal quale si differenzia più che per i contenuti, per la struttura, per l’aggiornamento del linguaggio e per il rilievo dato ai diritti fondamentali e dei cittadini risaliva al 1874, la quale, a sua volta, somigliava a quella del 1848. La Costituzione del 1874 era stata modificata oltre 125 volte. Se ne riportano le parti del testo rilevanti rispetto ai temi della forma federale e della forma di governo. Dalla sua entrata in vigore ha già subito quattro revisioni che hanno investito poco più di una decina di articoli, tra cui quella che ha consentito l’adesione all’Onu.
PREAMBOLO

In nome di Dio Onnipotente,

il Popolo svizzero e i Cantoni,

consci della loro responsabilità di fronte al creato,

risoluti a rinnovare l’alleanza confederale e a consolidarne la coesione interna, al fine di rafforzare la libertà e la democrazia, l’indipendenza e la pace, in uno spirito di solidarietà e di apertura al mondo,

determinati a vivere la loro molteplicità nell’unità, nella considerazione e nel rispetto reciproci,

coscienti delle acquisizioni comuni nonché delle loro responsabilità verso le generazioni future,

consci che è libero soltanto chi usa della sua libertà e che la forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri,

si sono dati la presente Costituzione 

TITOLO 1: DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1 Confederazione Svizzera

Il Popolo svizzero e i Cantoni di Zurigo, Berna, Lucerna, Uri, Svitto, Obvaldo e Nidvaldo, Glarona, Zugo, Friburgo, Soletta, Basilea Città e Basilea Campagna, Sciaffusa, Appenzello Esterno e Appenzello Interno, San Gallo, Grigioni, Argovia, Turgovia, Ticino, Vaud, Vallese, Neuchâtel, Ginevra e Giura costituiscono la Confederazione Svizzera.

Art. 3 Federalismo
I Cantoni sono sovrani per quanto la loro sovranità non sia limitata dalla Costituzione federale ed esercitano tutti i diritti non delegati alla Confederazione.
TITOLO 2: DIRITTI FONDAMENTALI, DIRITTI DI CITTADINANZA E FINI SOCIALI
OMISSIS
TITOLO 3: FEDERAZIONE, CANTONI E COMUNI
Capo 1: Rapporti Federazione/Cantoni
Art. 42 Compiti della Confederazione

1 La Confederazione adempie i compiti che le sono assegnati della Costituzione.

2 Assume i compiti che esigono un disciplinamento unitario.

Art. 43 Compiti dei Cantoni
I Cantoni determinano quali compiti essi adempiono nell’ambito delle loro competenze.
Art. 44 Principi

1 La Confederazione e i Cantoni collaborano e si aiutano reciprocamente nell’adempimento dei loro compiti.

2 Si devono rispetto e sostegno. Si prestano assistenza amministrativa e giudiziaria.

3 Le controversie tra i Cantoni o tra i Comuni e la Confederazione vanno composte per quanto possibile con il negoziato e la mediazione.

Art. 45 Partecipazione al processo decisionale della Confederazione

1 I Cantoni partecipano al processo decisionale della Confederazione, in particolare all’elaborazione del diritto, secondo quanto previsto dalla Costituzione federale.

2 La Confederazione informa tempestivamente e compiutamente i Cantoni sui suoi progetti; li interpella nelle questioni che toccano i loro interessi.

Art. 46 Attuazione e esecuzione del diritto federale

1 I Cantoni attuano il diritto federale secondo quanto previsto dalla Costituzione e dalla legge.

2 La Confederazione lascia ai Cantoni la massima libertà d’azione possibile e tiene conto delle loro particolarità.

3 La Confederazione tiene conto dell’onere finanziario derivante dall’attuazione del diritto federale. Lascia ai Cantoni sufficienti fonti di finanziamento e provvede a un’adeguata perequazione finanziaria.

Art. 47 Autonomia dei Cantoni

La Confederazione salvaguarda l’autonomia dei Cantoni.

Art. 48 Trattati intercantonali

1 I Cantoni possono concludere trattati intercantonali nonché creare organizzazioni e istituzioni in comune. In particolare possono adempiere insieme compiti d’interesse regionale.

2 La Confederazione può parteciparvi nei limiti delle sue competenze.

3 I trattati intercantonali non devono contraddire al diritto e agli interessi della Confederazione, né ai diritti di altri Cantoni. Devono essere portati a conoscenza della Confederazione.

Art. 49 Preminenza e rispetto del diritto federale

1 Il diritto federale prevale su quello cantonale contrario.

2 La Confederazione vigila sul rispetto del diritto federale da parte dei Cantoni.

Art. 50 Comuni (omissis)
Art. 51 Costituzioni cantonali

1 Ogni Cantone si dà una costituzione democratica. La costituzione cantonale richiede l’approvazione del Popolo e deve poter essere riveduta qualora la maggioranza del Popolo lo richieda.

2 Le costituzioni cantonali devono ottenere la garanzia federale. La Confederazione conferisce tale garanzia se la costituzione cantonale non contraddice al diritto federale.

Art. 52 Ordine costituzionale

1 La Confederazione tutela l’ordine costituzionale dei Cantoni.

2 La Confederazione interviene se l’ordine interno di un Cantone è turbato o minacciato e il Cantone interessato non è in grado di provvedervi da sé o con l’aiuto di altri Cantoni.

Art. 53 Territorio cantonale (omissis)
Capo 2: Competenze (Rapporti con l’estero, Sicurezza e difesa + protezione civile, Formazione e cultura, Ambiente e pianificazione, Lavori pubblici e traffico, Energia e comunicazioni, Economia, Casa – lavoro - sicurezza– salute, Stranieri, Diritto civile e penale)
Art. 54 Affari esteri

1 Gli affari esteri competono alla Confederazione.

2 La Confederazione si adopera per salvaguardare l’indipendenza e il benessere del Paese; contribuisce in particolare ad aiutare le popolazioni nel bisogno e a lottare contro la povertà nel mondo, contribuisce a far rispettare i diritti umani e a promuovere la democrazia, ad assicurare la convivenza pacifica dei popoli nonché a salvaguardare le basi naturali della vita.

3 La Confederazione tiene conto delle competenze dei Cantoni e ne salvaguarda gli interessi.

Art. 55 Collaborazione dei Cantoni alle decisioni di politica estera

1 I Cantoni collaborano alla preparazione delle decisioni di politica estera che toccano le loro competenze o loro interessi essenziali.

2 La Confederazione informa tempestivamente e compiutamente i Cantoni e li consulta.

3 Ai pareri dei Cantoni è dato particolare rilievo nei settori che toccano loro competenze. In questi casi i Cantoni collaborano in modo appropriato ai negoziati internazionali.
Art. 57 Sicurezza

1 Nell’ambito delle loro competenze, la Confederazione e i Cantoni provvedono alla sicurezza del Paese e alla protezione della popolazione.

2 Coordinano i loro sforzi nel settore della sicurezza interna.
Art. 58 Esercito

1 La Svizzera ha un esercito. L’esercito svizzero è organizzato fondamentalmente secondo il principio di milizia.

2 L’esercito serve a prevenire la guerra e contribuisce a preservare la pace; difende il Paese e ne protegge la popolazione. Sostiene le autorità civili nel far fronte a gravi minacce per la sicurezza interna e ad altre situazioni straordinarie. La legge può prevedere altri compiti.

3 Soltanto la Confederazione ha il potere di disporre dell’esercito. Per mantenere l’ordine pubblico, i Cantoni possono impiegare le loro formazioni sul territorio cantonale quando i mezzi delle autorità civili non sono più sufficienti per far fronte a gravi minacce per la sicurezza interna.

Art. 62 Scuola

1 Il settore scolastico compete ai Cantoni.

2 I Cantoni provvedono a una sufficiente istruzione scolastica di base, accessibile a tutti i giovani. L’istruzione di base è obbligatoria e sottostà alla vigilanza dello Stato. Nelle scuole pubbliche essa è gratuita. L’anno scolastico inizia tra metà agosto e metà settembre.

Capo 3: Norme finanziarie e fiscali
Art. 128 Imposte dirette*

1 La Confederazione può riscuotere un’imposta diretta:

a. sul reddito delle persone fisiche, con un’aliquota massima dell’11,5 per cento;

b. sul reddito netto delle persone giuridiche, con un’aliquota massima del 9,8 per cento;

c. sul capitale e sulle riserve delle persone giuridiche, con un’aliquota massima dello 0,825 per mille.

2 Nella determinazione delle aliquote la Confederazione prende in considerazione l’onere causato dalle imposte dirette cantonali e comunali.

3 Le conseguenze della progressione a freddo per l’imposta sul reddito delle persone fisiche sono compensate periodicamente.

4 I Cantoni provvedono all’imposizione e all’esazione . Tre decimi del gettito fiscale lordo spettano ai Cantoni; almeno un sesto di questa quota è devoluto alla perequazione finanziaria intercantonale.
Art. 129 Armonizzazione fiscale

1 La Confederazione emana principi per armonizzare le imposte dirette federali, cantonali e comunali; prende in considerazione gli sforzi d’armonizzazione dei Cantoni.

2 L’armonizzazione si estende all’assoggettamento, all’oggetto e al periodo di calcolo delle imposte, alla procedura e alle disposizioni penali. Rimangono escluse dall’armonizzazione in particolare le tariffe e aliquote fiscali e gli importi esenti da imposta.

3 La Confederazione può emanare prescrizioni contro il conferimento di agevolazioni fiscali ingiustificate
TITOLO 4: IL POPOLO
Capo 1: Disposizioni generali
Art. 137- I partiti partecipano alla formazione dell’opinione della volontà popolari.
Capo 2: Iniziativa popolare e referendum
Art. 139 Iniziativa popolare per la revisione parziale della Costituzione federale

1 100 000 aventi diritto di voto possono chiedere la revisione parziale della Costituzione.

2 L’iniziativa popolare per la revisione parziale può essere formulata come proposta generica o progetto elaborato.

3 Se l’iniziativa viola il principio dell’unità della forma o della materia o disposizioni cogenti del diritto internazionale, l’Assemblea federale la dichiara nulla in tutto o in parte.

4 Se condivide un’iniziativa presentata in forma di proposta generica, l’Assemblea federale elabora la revisione parziale nel senso dell’iniziativa e la sottopone al voto del Popolo e dei Cantoni. Se respinge l’iniziativa, la sottopone al Popolo; il Popolo decide se darle seguito. Se il Popolo approva l’iniziativa, l’Assemblea federale elabora il progetto proposto nell’iniziativa.

5 L’iniziativa presentata in forma di progetto elaborato è sottoposta al voto del Popolo e dei Cantoni. L’Assemblea federale ne raccomanda l’accettazione o il rifiuto. Se ne raccomanda il rifiuto, può contrapporle un controprogetto.

6 Popolo e Cantoni votano nel contempo sull’iniziativa e sul controprogetto. I votanti possono approvare entrambi i testi. Possono indicare a quale dei due va la loro preferenza nel caso risultino entrambi accettati; tuttavia, qualora un testo ottenesse la maggioranza del Popolo e l’altro la maggioranza dei Cantoni, nessuno dei due entra in vigore.

Art. 140 Referendum obbligatorio

1 Sottostanno al voto del Popolo e dei Cantoni:

a. le modifiche della Costituzione;

b. l’adesione a organizzazioni di sicurezza collettiva o a comunità sopranazionali;

c. le leggi federali dichiarate urgenti, prive di base costituzionale e con durata di validità superiore a un anno; tali leggi devono essere sottoposte a votazione entro un anno dalla loro adozione da parte dell’Assemblea federale.

2 Sottostanno al voto del Popolo:

a. le iniziative popolari per la revisione totale della Costituzione;

b. le iniziative popolari per la revisione parziale della Costituzione presentate in forma di proposta generica e respinte dall’Assemblea federale;

c. il principio di una revisione totale della Costituzione in caso di disaccordo fra le due Camere.
Art. 142 Maggioranze richieste

1 I testi sottoposti al voto del Popolo sono accettati se approvati dalla maggioranza dei votanti.

2 I testi sottoposti al voto del Popolo e dei Cantoni sono accettati se approvati dalla maggioranza dei votanti e dalla maggioranza dei Cantoni.

3 L’esito della votazione popolare nel Cantone vale come voto del Cantone.

4 I Cantoni di Obvaldo, Nidvaldo, Basilea Città, Basilea Campagna, Appenzello Esterno e Appenzello Interno dispongono di un mezzo voto ciascuno.

TITOLO 5: ORGANI FEDERALI
Capo 1: Disposizioni generali
Capo 2: Assemblea federale (composizione, procedimento, competenze)
Art. 148 Statuto

1 L’Assemblea federale esercita il potere supremo nella Confederazione, fatti salvi i diritti del Popolo e dei Cantoni.

2 L’Assemblea federale consta di due Camere, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati; le due Camere sono dotate delle stesse competenze.

Art. 149 Composizione ed elezione del Consiglio nazionale

1 Il Consiglio nazionale è composto di 200 deputati del Popolo.

2 I deputati sono eletti dal Popolo a suffragio diretto secondo il sistema proporzionale. Ogni quadriennio si procede al rinnovo integrale.

4 I seggi sono ripartiti tra i Cantoni proporzionalmente alla loro popolazione. Ogni Cantone ha diritto almeno a un seggio.

3 Ogni Cantone forma un circondario elettorale.
Art. 150 Composizione ed elezione del Consiglio degli Stati

1 Il Consiglio degli Stati è composto di 46 deputati dei Cantoni.

2 I Cantoni di Obvaldo, Nidvaldo, Basilea Città, Basilea Campagna, Appenzello Esterno e Appenzello Interno eleggono un deputato ciascuno; gli altri Cantoni, due.

3 La procedura d’elezione è determinata dal Cantone.

Capo 3: Consiglio federale e Amministrazione federale (Composizione e procedimento, competenze)
Art. 174 Consiglio federale

Il Consiglio federale è la suprema autorità direttiva ed esecutiva della Confederazione.

Art. 175 Composizione e elezione

1 Il Consiglio federale è composto di sette membri.

2 I membri del Consiglio federale sono eletti dall’Assemblea federale dopo ogni rinnovo integrale del Consiglio nazionale.

3 Sono eletti per quattro anni fra tutti i cittadini svizzeri eleggibili al Consiglio nazionale.1

4 Le diverse regioni e le componenti linguistiche del Paese devono essere equamente rappresentate.2

Art. 176 Presidenza

1 Il presidente della Confederazione presiede il Consiglio federale.

2 Il presidente della Confederazione e il vicepresidente del Consiglio federale sono eletti per un anno dall’Assemblea federale fra i membri del Consiglio federale.

3 La rielezione degli uscenti è esclusa. È parimenti esclusa l’elezione del presidente uscente alla carica di vicepresidente.

Art. 177 Principio collegiale e dipartimentale

1 Il Consiglio federale decide in quanto autorità collegiale.

2 Per la loro preparazione ed esecuzione, gli affari del Consiglio federale sono ripartiti fra i singoli membri secondo i dipartimenti.

3 Ai dipartimenti o alle unità amministrative loro subordinate è affidato il disbrigo autonomo di determinate pratiche; deve però rimanere garantita la protezione giuridica.
Art. 180 Politica governativa

1 Il Consiglio federale definisce i fini e i mezzi della propria politica di governo. Pianifica e coordina le attività dello Stato.

2 Informa tempestivamente e compiutamente l’opinione pubblica sulla sua attività, sempre che non vi si oppongano interessi pubblici o privati preponderanti.

Art. 186 Relazioni tra Confederazione e Cantoni

1 Il Consiglio federale cura le relazioni tra la Confederazione e i Cantoni e collabora con questi ultimi.

2 Approva gli atti normativi dei Cantoni laddove l’esecuzione del diritto federale lo richieda.

3 Può sollevare reclamo contro i trattati intercantonali o contro quelli dai Cantoni con l’estero.

4 Provvede all’osservanza del diritto federale nonché delle costituzioni cantonali e dei trattati intercantonali e prende le misure necessarie.

Capo 4: Tribunale federale
Art. 188 Statuto

1 Il Tribunale federale è la suprema autorità giudiziaria della Confederazione.

2 La legge regola l’organizzazione e la procedura.

3 Il Tribunale federale regola la propria amministrazione.

4 Nell’elezione dei giudici federali l’Assemblea federale prende in considerazione il criterio della rappresentanza delle lingue ufficiali.

Art. 189 Giurisdizione costituzionale

1 Il Tribunale federale giudica:

a.  i ricorsi per violazione dei diritti costituzionali;

b. i ricorsi per violazione dell’autonomia comunale e di altre garanzie cantonali in favore di enti di diritto pubblico;

c. i ricorsi per violazione di trattati internazionali o intercantonali;

d. le controversie di diritto pubblico tra la Confederazione e i Cantoni o tra i Cantoni.

2 La legge può deferire il giudizio di determinate cause ad altre autorità federali.

Art. 190 Giurisdizione civile, penale e amministrativa

1 La legge regola la competenza del Tribunale federale in materia civile, penale e amministrativa nonché in altri campi del diritto.

2 Con il consenso dell’Assemblea federale, i Cantoni possono deferire al giudizio del Tribunale federale controversie nell’ambito del diritto amministrativo cantonale.

TITOLO 6: REVISIONE DELLA COSTITUZIONE FEDERALE  E NORME TRANSITORIE
ART. 192 Principio

1 La presente Costituzione può essere riveduta in ogni tempo, interamente o parzialmente.

2 Salvo diversa disposizione della presente Costituzione e della legislazione emanata in virtù di essa, la revisione avviene in via legislativa.

Art. 193 Revisione totale

1 La revisione totale della Costituzione può essere proposta dal Popolo o da una delle due Camere oppure decisa dall’Assemblea federale.

2 Se la revisione totale è proposta mediante iniziativa popolare o se non vi è unanimità di vedute tra le due Camere, il Popolo decide se si debba procedere alla revisione totale.

3 Se il Popolo si pronuncia per la revisione totale, si procede alla rielezione delle due Camere.

4 Le disposizioni cogenti del diritto internazionale non possono essere violate.

Art. 194 Revisione parziale

1 La revisione parziale della Costituzione può essere chiesta dal Popolo o decisa dall’Assemblea federale.

2 Ogni revisione parziale deve rispettare il principio dell’unità della materia e non può violare le disposizioni cogenti del diritto internazionale.

3 L’iniziativa popolare per la revisione parziale deve rispettare inoltre il principio dell’unità della forma.

Art. 195 Entrata in vigore

La Costituzione federale interamente o parzialmente riveduta entra in vigore con l’accettazione del Popolo e dei Cantoni.


DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Art. 197 Adesione della Svizzera all’Onu

1 La Svizzera aderisce all’Organizzazione delle Nazioni Unite.

2 omissis